Politica

Corte dei Conti assolve D’Amico, agì nell’interesse della collettività

La giunta guidata da Giovanni D’Amico agì nell’interesse della collettività quando revocò la vendita dell’ex scuola di Breccioso, di proprietà comunale, effettuata dalla precedente Amministrazione ufficialmente per realizzare la strada per la frazione di Breccioso, di fatto realizzata ad un prezzo tanto irrisorio da non essere neppure iscritto a bilancio.

Arriva dalla Corte d’appello della Corte dei Conti l’assoluzione piena per Giovanni D’Amico e Roberto D’Amico, al tempo dei fatti sindaco e vice – sindaco rispettivamente. Con essa, i Giudici sottolineano delle specifiche che valgono cinque anni di ‘ limbo’, dall’instaurarsi del contenzioso amministrativo ad opera di tal Pasquale Avella, che contestò la delibera del Consiglio Comunale n.30 del 30 aprile 2010 – delibera di revoca dell’aggiudicazione della vendita di un immobile di proprietà comunale, già adibito a scuola – al pronunciamento negativo da parte del Tar riguardo al provvedimento, confermato dal Consiglio di Stato. Su esposto della minoranza consiliare, la procura della Corte, Sezione dell’Aquila, aveva poi rinviato a giudizio gli amministratori che erano stati condannati in primo grado a risarcire al Comune di Morino le somme relative alle spese legali per il contenzioso in sede amministrativa con la parte acquirente.

“ A quanto risulta in atti, la motivazione a monte della cessione in vendita del cespite immobiliare Scuola-Breccioso fu la necessità della realizzazione della Strada Breccioso, che in realtà non si realizzò mai né probabilmente, di fatto, si sarebbe potuta realizzare”, sottolineano oggi i Giudici della Corte d’Appello della prima Sezione della Corte dei Conti Centrale, avvalorando il comportamento del Sindaco del Comune di Morino Roberto D’Amico e dell’ex Sindaco Giovanni D’Amico, difesi dall’Avv. Francesco Innocenzi . “La Corte Centrale riconosce che, a prescindere dal contenzioso in sede amministrativa, la stima del valore insufficiente e la modalità di vendita dell’immobile non consentiva la tutela patrimoniale del Comune di Morino in quanto le somme non erano sufficienti per la dichiarata volontà di realizzare la strada per la frazione di Brecciose, tanto che esse non venivano neppure iscritte in bilancio”.

“Al contrario – afferma la Corte – appare ragionevole l’eventuale rientro del bene pubblico nella disponibilità dell’Ente locale”, come Roberto D’Amico e Giovanni D’Amico avevano chiesto di deliberare al Consiglio Comunale, perché “l’immobile è stato venduto ad una somma irrisoria”.

Pertanto il “Collegio non può che reputare ragionevole la scelta operata dagli amministratori di revocare la precedente vendita”.

In sintesi – dice la Corte- Roberto D’Amico e Giovanni D’Amico “hanno realizzato un atto di auto-tutela, sorretto da adeguata motivazione e da criteri che hanno tenuto in debito conto le preminenti ragioni di salvaguardia del pubblico interesse”.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top