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Continua la procedura per la tutela dell’orso marsicano

Oltre alla documentazione inviata al Ministero dell’Ambiente in esito alle riunioni delle settimane scorse, l’Ente Parco ha recentemente avanzato, allo stesso Ministero, alcune specifiche richieste, allo scopo di potenziare le azioni di tutela dell’Orso marsicano.

Il Commissario dell’Ente ha indicato alcune nuove  attività e iniziative e il potenziamento di altre che riguardano:

– il miglioramento  della presenza, qualitativa e quantitativa, dei Servizi di Sorveglianza (Guardie del Parco e CTA/CFS);

– la istituzione di 1-2 Unità Cinofile Antiveleno  esclusive per il Parco;

– l’ampliamento della politica di acquisizione in concessione  di territori comunali (boschi e pascoli) da destinare a  zone di riserva integrale in aree di maggiore presenza dell’orso;

– il riconoscimento di indennizzi per divieti di tagli boschivi che possono rendersi necessari in determinate particolari situazioni di presenza dell’orso;

– la ripresa e il miglioramento, anche a titolo sperimentale, di una apposita Campagna alimentare allo scopo di   trattenere l’orso in determinate zone scoraggiandone gli spostamenti in aree a rischio, coinvolgendo agricoltori e associazioni venatorie, specialmente nella  Zona di Protezione Esterna (Area Contigua);

– il potenziamento  delle misure di controllo dei flussi turistici in determinate stagioni e lungo gli itinerari che interferiscono con la presenza dell’orso;

– il potenziamento   dei monitoraggi sanitari del bestiame domestico  in collaborazione con  gli allevatori del posto disponibili ad effettuare interventi specifici, non obbligatori per legge;

– il miglioramento del sistema di indennizzi per danni fauna agli allevamenti, costituendo un apposito “gregge del   Parco” o “gregge pubblico” da affidare a uno o più allevatori locali.

Considerata la missione del tutto speciale di salvare dalla  estinzione  una specie autoctona di incommensurabile valore come l’orso bruno marsicano, l’Ente Parco ritiene che le spese conseguenti alle attività indicate possano essere considerate di carattere ordinario e obbligatorio e  perciò facilmente riconoscibili all’Ente, che si è dichiarato a disposizione per elaborare, in proposito, un progetto-programma specifico riguardante gli otto interventi indicati.

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