Politica

Consiglio regionale, prima manovra da 5 milioni di euro

È di circa 5 milioni di euro la variazione di bilancio che approderà in Consiglio regionale nella seduta di oggi, prima manovra economica della Giunta guidata da Luciano D’Alfonso. Il provvedimento sarà agganciato al progetto di legge della riforma della macchina amministrativa e, per entrambi, all’Emiciclo si prevede una riunione di fuoco con le opposizioni pronte a dare battaglia. Tra le voci più consistenti, per un ammontare di 480 mila, quella relativa alla «cultura». Saranno di 1 milione 200 mila euro le spese obbligatorie, più che altro contenziosi giudiziari. Ci saranno poi 460 mila euro da allocare alla voce «agricoltura», in particolare per pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti dei consorzi di ricerca regionali Cotir e Crab. Nella manovra è previsto anche il dimezzamento da 90 mila euro a 50 mila delle spese per le indennità di trasferta e i rimborsi spese a beneficio del presidente della Regione e degli assessori. L’opposizione di centrodestra accusa in particolare la maggioranza di voler dimezzare i fondi per la difesa del suolo, a oggi 2 milioni 100 mila euro, a favore dell’abbattimento dell’ ex Cofa, il mercato ortofrutticolo nella riviera Sud di Pescara abbandonato da decenni, e «a scapito di altre più stringenti priorità disseminate sul territorio». Uno scontro si annuncia sui tagli alla cultura: in una nota del gruppo di Forza Italia, l’opposizione è pronta poi alle barricate contro il paventato «azzeramento del finanziamento di 300 mila euro ciascuno, inserito nel bilancio di previsione, destinato all’Istituzione sinfonica abruzzese, al liceo musicale Braga di Teramo, al Teatro stabile d’Abruzzo e al Teatro Marrucino». E contro lo stanziamento di 80 mila euro per la Perdonanza Celestiniana, a discapito di altre importanti manifestazioni. «Non ci sarà alcun taglio – assicura Paolucci – i fondi per l’abbattimento parziale dell’ex Cofa derivano da maggiori entrate dai canoni del demanio idrico. Per quanto riguarda i fondi alle quattro istituzioni regionali, assicuro che non verranno cancellati, ma solo spostati nel Fondo unico dello spettacolo, come impone la disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato, a seguito di una direttiva europea del 17 giugno, e poi erogate con le opportune modalità».

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