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Politica

Consiglio regionale, buttiamo un occhio sull’opposizione


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Oggi parliamo di quella che sarà l’opposizione, di fatto nettamente bipartita con 5 Consiglieri di Forza Italia (incluso il Presidente Chiodi) e ben 6 del 5Stelle, oltre a due “comprimari”, 1 di NCD e 1 di Abruzzo Futuro, entrambi teramani secondo le nostre proiezioni, Giorgio D’Ignazio assessore comunale e Mauro Di Dalmazio, fedelissimo di Chiodi nell’uscente giunta regionale.
In Forza Italia tutti al secondo mandato, con politici di lungo corso e consolidata esperienza, tra i quali spicca Mauro Febbo, assessore regionale all’agricoltura uscente, ma anche assessore comunale a Chieti ai tempi della giunta Cucullo, con la quale affrontò con successo il dissesto finanziario del comune, travolto dagli arresti della giunta Buracchio.
Proprio Mauro Febbo, vertice della pattuglia ex AN costituita da lui, Sospiri e Iampieri, sembra destinato al ruolo di capogruppo, ovviamente Sospiri e componente Forza Italia permettendo, alla quale però possiamo pienamente ascrivere “solo” il Presidente Chiodi.
L’altro esponente FI, Paolo Gatti, infatti, primatista assoluto di voti, assessore al lavoro uscente, forte di uno straordinario consenso popolare che va molto al di là del traino che può avergli dato la tiepida appartenenza al partito di Berlusconi, potrebbe optare per il più defilato, ma prestigioso e comodo ruolo di Vice Presidente, con uno staff di 4 dipendenti, dei quali 2 assumibili a termine dall’esterno.
All’opposizione il regolamento del Consiglio regionale assegna 3 cariche: Vice Presidente, Consigliere Segretario, Presidente della Commissione di vigilanza, tutti muniti solo di staff; l’auto di servizio ormai tocca solo al Presidente.
Sistemato Gatti in vicepresidenza, restano la carica di Consigliere Segretario e quella di Presidente di Commissione di Vigilanza.
Per entrambi stesso trattamento : 1 dipendente da assumere e maggiorazione di stipendio, a livello di capogruppo (un migliaio di euro in più ), ma un’enorme differenza d’importanza a favore della Commissione di Vigilanza.
La Commissione di Vigilanza controlla infatti l’attività della Giunta e dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, con un grande potere di interlocuzione e funzioni anche ispettive presso tutte le strutture nella quali si articola l’Ente Regione, compresi gli enti strumentali.
Insomma un incarico che sembra perfetto per la filosofia politica del Movimento 5Stelle, che a nostro avviso cercherà d’impadronirsi proprio di questa strategica posizione.
Ma qui potrebbe scattare il Grande Inciucio: i partiti “tradizionali”, favoriti dalle votazioni segrete, potrebbero mettersi d’accordo per impedire prioritariamente questa evenienza (a quanto ci risulta molto temuta) ma forse per impedire l’accesso dei 5Stelle anche all’Ufficio di Presidenza, consegnando il ruolo di Consigliere Segretario ad uno degli altri due componenti l’opposizione.
Azzardiamo: Di Dalmazio alla Vigilanza, D’Ignazio Consigliere Segretario…chissà…
Il regolamento stabilisce infatti che le tre cariche tocchino all’opposizione, ma lascia poi ai componenti lo schieramento il compito di trovare un’intesa, un gentlemen agreement, come direbbero gli inglesi (un accordo tra gentiluomini).
Ma la politica in Italia è un’altra cosa: ricordiamo che nel 2009, con la Giunta Chiodi, De Fanis entrò Consigliere Segretario e uscì senza nulla a favore di Alessandra Petri sponsorizzata La Russa e l’IdV, partito considerato barricadero, rimase fuori da ogni carica, proprio per Inciucio trasversale tra maggioranza e opposizione maggioritaria.
E i 5Stelle sono tutt’altra pasta rispetto all’IdV, nonostante le gentili e graziose fattezze della sua capolista, Sara Marcozzi.
Insomma, per usare una metafora calcistica, è probabile che i 5Stelle, nonostante 6 consiglieri, non tocchino palla per un bel pezzo, a meno che non se la portino da casa.

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