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Congresso Partito democratico. L’invito di Michele Fina al voto: “Unire l’Italia, unire il Pd”

Marsica – Conto alla rovescia per l’appuntamento con le urne che designerà il nuovo Segretario del Partito democratico e i membri dell’Assemblea nazionale. Un appuntamento cruciale, da cui si delineeranno i nuovi scenari per il Pd e per il Paese. Un invito forte a recarsi a votare è venuto da Michele Fina, capolista per la provincia dell’Aquila per la mozione Orlando. Unità all’interno del partito, attraverso il confronto e la definizione di percorsi condivisi, e il ristabilimento del dialogo con le diverse espressioni della Rappresentanza del Paese, per ritrovare il contatto e la comunicazione reale con il territorio, ripartendo dal cuore stesso del Partito Democratico, vale a dire la reale capacità di comprendere le istanze dei cittadini e farsi portatore dei cambiamenti necessari, “che non possono essere efficaci se non frutto di percorsi condivisi e compresi”, sono alcuni dei temi al centro dell’incontro tenutosi nella sede del circolo “R. Amadoro” di Luco dei Marsi, alla presenza di cittadini, amministratori ed esponenti del Pd di vari centri marsicani.

«Da qui possiamo ripartire per affrontare le sfide impegnative che ci attendono, tornare a parlare di sviluppo possibile e sostenibile, di opportunità, riportando al centro le persone e trasmettendo questo alle tante che oggi sono distanti dalla politica, arrabbiate perché la ripresa per loro è solo una parola vuota, e così esposte ai venti del populismo più becero», ha spiegato Michele Fina, «Tornare a parlare coi territori sapendo che è un dialogo e che le istanze di essi, a partire dai circoli, dagli Amministratori locali, dalle periferie, trovano ascolto e accoglienza. La nostra comunità democratica ha vissuto, negli ultimi tempi, una delle esperienze più drammatiche, tristi e disgregatrici. Fuori dalla confusione e anche dalle sterili contrapposizioni, occorre recuperare la rotta anche attraverso una necessaria analisi. Siamo pronti a intraprendere un nuovo cammino, e la figura più adatta e necessaria a ‘ricucire’ la nostra bandiera, così da ricostituire una serena atmosfera di unità per le forze democratiche e progressiste, le stesse che hanno dato vita al grande Progetto Democratico, è la figura del ministro Andrea orlando. La sua proposta è quella che ci permetterà di tenerci per mano guardando al futuro».

Possono votare tutti i cittadini, anche i non iscritti al Pd, con un documento di riconoscimento, la tessera elettorale e un contributo di 2 euro. Si vota dalle ore 8 alle ore 20.

Michele Fina:« Questo il nostro bellissimo percorso in provincia dell’Aquila. Ciò che siamo ma anche “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo»:

1. Abbiamo chiesto ad Orlando di partire con la sua campagna dall’Aquila ed è venuto lui personalmente, non un sostituto;
2. Abbiamo scelto presto da che parte stare, non abbiamo scelto di partecipare al congresso casualmente o per opportunismo;
3. Abbiamo sempre usato il plurale. Perché siamo una squadra di persone animate da sincera passione politica, non una società di interessi, né il comitato elettorale di uno;
4. Abbiamo ascoltato il disagio profondo di un partito disgregato, non abbiamo fatto una sorda propaganda;
5. Abbiamo praticato l’umiltà e non l’arroganza e abbiamo rispettato le scelte degli altri senza insultare nessuno;
6. Abbiamo puntato sul rinnovamento e non sulla falsa rottamazione che si traduce nel suo contrario, cioè nei volti di coloro che hanno attraversato indenni tante stagioni politiche;
7. Abbiamo lavorato insieme, con lealtà e non facendo prevalere logiche campanilistiche o personalistiche;
8. Abbiamo pesato le parole, perché il congresso passa, le persone e il partito restano;
9. Abbiamo cercato di valorizzare i giovani e, allo stesso tempo, di recuperare energie lasciate andar via, nel disinteresse di troppi;
10. Abbiamo detto che bisogna riavvicinare le istituzioni agli ultimi, agli esclusi, ai più deboli e che bisogna unire, non arroccarsi nel potere e nel disprezzo degli altri;
11. Abbiamo parlato anche con sindacalisti e rappresentanti di categorie e associazioni. Non ci siamo affidati al fantomatico dialogo diretto tra un capo e una folla;
12. Abbiamo aggregato persone capaci, libere ed autonome, non abbiamo cercato persone fedeli o mercenari;
13. Abbiamo usato parole di sinistra, non abbiamo imitato i populisti;
14. Abbiamo riconosciuto anche gli errori commessi dal nostro Governo, non abbiamo addossato le responsabilità ai “gufi”;
15. Abbiamo detto cosa ci convince della mozione Orlando ma non ci siamo trasformati e non ci trasformeremo in “orlandiani”;
16. Abbiamo parlato di un partito plurale, in cui le riunioni finiscono in modo diverso da come iniziano, perché ci si ascolta e non per finta;
17. Abbiamo chiesto un voto per un Segretario, non per un prodotto utile alla TV;
18. Abbiamo chiesto di ragionare insieme e non di tifare “per” o, peggio, “contro” qualcuno;
19. Abbiamo parlato di temi concreti nazionali e locali e non del carattere dei leader;
20. Abbiamo scelto di non partecipare ad un votificio ma di rendere tutto questo una partenza, per tornare a produrre insieme idee, dibattiti e progetti.

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