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Confisca alla Santa Croce, Braghini e Lancia: “Colella continua a mistificare la realtà accusando tutti tranne sè stesso”

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Canistro – “Ancora una volta il Sig. Colella, con il recente comunicato del 18 giugno, conduce la sua campagna mediatica volta ad alimentare un clima di sfavore verso l’operato della Regione Abruzzo e segnatamente del suo Dirigente del Servizio Risorse del Territorio e Attività Estrattive, dr.ssa Iris Flacco, in concomitanza di appuntamenti giudiziali e amministrativi”.

Lo scrivono Salvatore Braghini e Renzo Lancia, in qualità di avvocati del Comune di Canistro e difensori della dr.ssa Iris Flacco nel procedimento penale che la vede indagata a seguito di denuncia della società Sorgente Santa Croce per le attività esercitate dalla stessa n.q. di Dirigente del Servizio Risorse del Territorio e Attività Estrattive in ordine alle ispezioni che hanno condotto alla confisca di 8 milioni di acqua minerale imbottigliata senza titolo concessorio. Il Pubblico Ministero dr. Roberto Savelli ha chiesto l’archiviazione del procedimento e la società si è opposta; nell’udienza del 19 giugno il G.I.P., dr.ssa Francesca Proietti, uditi gli avvocati dell’indagata e della società, si è riservata sull’opposizione e si è in attesa dell’ordinanza.

“L’imprenditore molisano – continuano gli avvocati – ha inopinatamente accusato la Regione Abruzzo e per essa il predetto Dirigente di adottare comportamenti illegittimi e abusivi con riferimento alla confisca di circa 8 milioni di bottiglie. Come nelle altre circostanze le sue accuse si rivelano del tutto infondate e costituiscono un processo all’intenzione, atteso che il Dirigente regionale in parola non ha compiuto nessuna attività nel sopralluogo del 19 giugno 2017, andato a vuoto a causa dell’assenza del custode giudiziario.

L’ispezione avrebbe dovuto consentire al responsabile amministrativo di verificare la presenza e lo stato di tutte le bottiglie confiscate che si trovano all’interno dello stabilimento, in quanto, nella precedente ispezione del 1° giugno, una porzione dello stoccaggio era inaccessibile. Gravissima appare invece la condotta del Colella, il quale, benché avesse dichiarato in una formale comunicazione alla Regione la sua disponibilità all’ispezione in una data successiva al 1° giugno, ha disatteso sia quella del 1° giugno sia le seguenti convocazioni, fissate al 14 giugno e, in via definitiva, alla data del 19 giugno, giorno in cui, recandosi allo stabilimento, la responsabile del servizio prendeva atto che non vi era il custode nominato dal Tribunale (nella persona dello stesso Colellla) né un suo delegato, impedendole di fatto l’ispezione.

Chi, allora, compie abusi e chi viola la legge? La Regione o colui che si sottrae ai suoi obblighi di custode giudiziario? Vero è che Colella, forzando ogni plausibile aderenza ai fatti, giudica vessatorie (addirittura criminose) le condotte della Regione sul presupposto che i ricorsi (gli ennesimi!) presentati dalla Santa Croce al Tribunale di Avezzano sospenderebbero l’esecutività della confisca. Ma di quali condotte può accusarsi la Regione se la stessa non ha compiuto alcun atto dispositivo della merce sequestrata e confiscata? La Regione, inoltre, solo il 21 giugno ha ricevuto la notifica con cui è stata messa in condizione di conoscere che l’ordinanza di confisca è stata opposta dalla Santa Croce.

Dunque, come può Colella con un comunicato datato 18 giugno biasimare pubblicamente l’Ente sui giornali di compiere atti in costanza della predetta opposizione quando questa, da una parte, non era stata nemmeno notificata all’Ente e, dall’altra, non vi era stata alcuna attività materiale sulla merce confiscata? La risposta alla domanda è fin troppo semplice: l’accusa rientra in una chiara strategia mediatica intesa a screditare l’immagine della Regione. Colella, infatti, nulla lascia al caso, così come non è affatto causale l’uscita mediatica architettata con assoluto tempismo il 18 giugno scorso con la consegna del comunicato alle redazioni giornalistiche per recitare la parte della vittima che riceve vessazioni dalla Regione.

Il 18 giugno, non per mera coincidenza, è infatti il giorno antecedente la data del sopralluogo (che a causa della sua assenza non è stato possibile espletare) e la giornata dell’udienza fissata dal G.I.P. del Tribunale di Avezzano, dr.ssa Francesca Proietti, per decidere sull’opposizione all’archiviazione da parte della stesso Colella nei confronti della dr.ssa Flacco, accusata di condotte illecite ai danni della Santa Croce, anche qui, secondo un’ipotesi accusatoria costruita sul nulla, tanto che il PM ha chiesto l’archiviazione del procedimento.

Un clamore mediatico ad orologeria inteso a gettare fango sull’immagine della Regione Abruzzo e del suo Dirigente, subdolamente volto ad insinuare nell’opinione pubblica, e non solo, un giudizio di sfavore verso l’operato dell’Ente regionale, per di più ancora una volta riproponendo inaccettabili contenuti e toni diffamatori in assenza di una qualunque attività censurabile. Ciò che va ribadito è che le 8 milioni di bottiglie sono state sequestrate e poi confiscate come atto dovuto da parte del competente servizio regionale in quanto Colella, successivamente alla revoca della concessione per irregolarità del DURC nell’ottobre 2015 (a causa del quale è stato anche denunciato alle Autorità competenti) e pur dopo la pubblicazione della sentenza che ha annullato il precedente bando concessorio che lo aveva visto aggiudicatario (gennaio 2016), ha continuato a captare e ad imbottigliare l’acqua minerale della sorgente Sant’Antonio Sponga.

Un illecito che, forse, a giudizio dello stesso imprenditore potrebbe essere considerato di poco conto in confronto all’omesso versamento dell’Iva per 13 milioni di euro, per il quale lo stesso Colella è stato arrestato ed ha subito un sequestro per 20 milioni; in confronto ai mancati pagamenti di tasse, tributi e canoni al Comune di Canistro per oltre un milione e 300mila euro; oppure riguardo alle non corrisposte mensilità arretrate, TFR, ferie e quote del fondo pensionistico integrativo, che hanno costretto i lavoratori della ex Santa Croce ad adire il Giudice del lavoro per trovare giustizia.

Emungere ed imbottigliare acqua in assenza di tiolo concessorio sarà di poco conto per lei Sig. Colella, ma di poco conto non è e non può essere per chi ha l’ufficio di tutelare i beni pubblici in nome, per conto, nell’interesse e a servizio della collettività.

Meteo

Diramata allerta meteo: prevista neve a quote basse sull’Abruzzo

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Abruzzo – Un avviso di condizioni metereologiche avverse sull’Abruzzo a partire dalla tarda serata di oggi è stato diramato dal Dipartimento della protezione Civile Nazionale. Per le successive 24/36 ore, infatti, come segnalato anche sul sito della regione Abruzzo (http://allarmeteo.regione.abruzzo.it) e come annunciato dal centro funzionale d’Abruzzo, si prevedono nevicate da sparse a diffuse fino a quote di 600-800 metri. Sulla Marsica già dalla tarda serata di oggi e tra la successiva notte e il primo mattino di martedì ci aspettiamo un primo calo termico con precipitazioni diffuse e nevicate intorno ai 1000 m di quota. In caso di locali rovesci i fiocchi potrebbero scendere fin sotto gli 800 m, ma con scarsa probabilità di accumuli. La quota neve subirà un leggero rialzo nella giornata di martedì, poi un nuovo calo termico è atteso in serata. Previsioni Marsica meteo.

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Il ruolo della donna nella grande guerra, il generale Vero Fazio ospite del Rotary Club Avezzano

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AvezzanoVero Fazio, Generale di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, è stato ospite del Rotary Club di Avezzano nel corso di una conviviale che si è svolta lo scorso venerdì presso il Ristorante Olimpia di Cappelle dei Marsi. Il Generale, su invito del presidente in carica Carlo Caroli, ha allietato i presenti con un’interessante ricerca condotta su “Il ruolo delle donne nella grande guerra”. “Il tema scelto è un omaggio alle donne ha esordito il Generale in congedo rivolgendosi alla platea dei soci precisando che l’emancipazione femminile prese il via proprio dalla grande guerra. Un evento, quello del primo conflitto mondiale, che ha cambiato per sempre il destino dell’uomo”. “I soldati sono andati al fronte, ma essere mogli e madri di questi soldati non e stato semplice. Le donne ad inizio 900 hanno sofferto due volte: psicologicamente per la preoccupazione di avere i propri uomini al fronte e fisicamente per essersi improvvisate in ruoli che fino a quel momento non gli competevano”. “Se ci fossero state le donne ai vertici, forse la guerra non ci sarebbe stata ha sottolineato il Generale che per meglio esporre ai presenti il cambiamento subito e intrapreso dalla donna ha ripercorso la condizione femminile di inizio secolo, per istruzione e lavoro, analizzando poi come questa “si modificò rapidamente nel corso della guerra”. Poche erano le donne laureate ed impiegate, c’erano alcune discipline, come la teologia, che non ammettevano neanche la figura femminile agli studi. Tuttavia lo scenario mutò in maniera repentina con lo scoppio della guerra e la chiamata degli uomini alle armi. “Tra il 1915 e il 1918 le donne impiegate nelle industrie civili e belliche raddoppiarono” inoltre, ha aggiunto Fazio, grazie al lavoro “esse acquisirono indipendenza anche agli occhi della famiglia d’origine”. Iniziò così quel processo di “riqualificazione della donna nel suo ruolo sociale” che intervenne principalmente grazie alla “rottura della subalternità”. Se il lavoro aveva reso le donne indipendenti, lo spirito femminile ribelle ed ambizioso fece il resto. Esse recepirono e concepirono in maniera del tutto differente dall’universo maschile il loro status di lavoratrici, come sottolineato dal generale “non si riconoscevano nei sindacati” e per giunta “si ribellano allo sfruttamento salariale”. Ma “a fine guerra le prime a pagare furono proprio le donne che, rimpiazzate dagli uomini tornati dal fronte, vennero di nuovo relegate ai ruoli di mogli e madri”. Tuttavia in loro si era oramai innescato un processo di emancipazione non più arrestabile che nel ’46 culminò con il diritto di voto esteso per la prima volta anche al sesso femminile. Un battaglia quella della parità tra sessi, iniziata nel corso del primo conflitto mondiale, ma che continua ad andare avanti anche in epoca moderna verso nuovi temi e nuovi orizzonti per una donna alla continua ricerca del suo riscatto socialeMa non può esserci donna senza uomo che la rispetti, il Generale, infatti, nella sua lunga ed interessante esposizione non può fare a meno di toccare un tema tanto delicato quanto attuale: quello della violenza e del femminicidio disegnando così una donna moderna che, ereditata la battaglia delle donne di inizio ‘900, cerca di affermarsi nel mondo del lavoro alla conquista di ruoli apicali e prettamente maschili, ma che nello stesso tempo deve difendersi anche tra le mura domestiche. fdm

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La chimica nella pittura, nasce una collaborazione tra l’Istituto “Majorana” e la scuola “Mazzini-Fermi”

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Avezzano – Gli studenti della classe 3C della scuola media “Mazzini-Fermi” di Avezzano, preparando dipinti con diversi tipi di supporti e colori, hanno sperimentato che non tutti i colori aderiscono allo stesso modo sui vari supporti. E’ nata quindi una collaborazione con gli studenti della classe 3H dell’indirizzo “Chimica e materiali” dell’I.I.S. “E.Majorana” di Avezzano che, mettendo a disposizione abilità e competenze acquisite nel loro percorso di studi, hanno aiutato i compagni più giovani a comprendere come le proprietà chimiche dei materiali influenzano tutti i fenomeni macroscopici e quindi anche il legame colore/supporto e il tipo di tecnica pittorica da utilizzare. Il legame tra chimica e arte è infatti molto più profondo di quanto si possa immaginare, basta pensare ad esempio, a come il progresso della chimica dalla seconda metà del Settecento abbia favorito l’espressione creativa degli artisti che hanno iniziato ad avere a disposizione un’aumentata varietà di pigmenti nella loro tavolozza e le opere d’arte si sono arricchite di colori e sfumature. Durante gli incontri, i ragazzi della specializzazione di Chimica del Majorana, coordinati dalle professoresse Francesca Montanari e Paola Pascale, hanno prima spiegato teoricamente i concetti fondamentali legati al tema “Chimica e arte” e poi hanno guidato gli studenti della scuola media nell’attività di laboratorio. In tal modo sono state potenziate le competenze acquisite con i programmi curriculari e i chimici hanno avuto la possibilità di misurarsi con attività di divulgazione scientifica sperimentando il ruolo di insegnante. Per gli studenti della scuola media, coordinati dai professori Roberto CappuccittiMargherita Salsiccia e Marinella Bertone, è stata un’occasione di approfondimento di concetti già conosciuti, di apprendimento mediante l’esperienza pratica svolta nel laboratorio di chimica del Majorana, dove hanno lavorato attivamente, di imparare a formulare ipotesi e a progettare azioni per verificarle, di stimolo delle capacità di osservazione e di collegamento tra ambiti disciplinari normalmente considerati separati. Gli obiettivi sono stati quelli di creare un ponte di conoscenza e cooperazione tra le scuole del territorio, effettuare un percorso di continuità tra le scuole di diverso grado e stabilire relazioni, sviluppare atteggiamenti di collaborazione e rispetto, interagire con coetanei e adulti in maniera positiva. Il risultato delle attività verrà presentato durante la Settimana della Scienza e della Tecnologia dagli studenti di entrambe le scuole.

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Piedibus, per una classe della scuola Don Bosco il progetto è realtà

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Avezzano – Sono arrivati in Comune a piedi, partendo dalla loro scuola. Hanno camminato per la città, esattamente come fanno ogni mattina prima del suono della campanella.

Sono i bellissimi bambini della V A della primaria Don Bosco arrivati nel palazzo di Piazza della Repubblica, accompagnati insegnanti Cinzia Maceroni, Cristina Rodorigo e Enrica De Tiberis, per presentare il progetto “Piedibus”.

I giovani studenti hanno spiegato con una certosina presentazione in power point, agli attenti assessori Pierluigi Di Stefano, Crescenzo Presutti e Chiara Colucci, come hanno studiato e realizzato il progetto, per capire dove fissare il capolinea, quante tappe sarebbero state necessarie per tutti e quanto tempo avrebbero impiegato ogni giorno per raggiungere la scuola.

Hanno poi spiegato alle famiglie presenti quali sono i benefici dell’andare tutti insieme a piedi a scuola. I bambini hanno illustrato il punto di partenza, che è la scuola Don Bosco dove rientreranno al termine dei lavori di ristrutturazione, per partire alla volta della struttura Noesis, provvisoriamente sede attuale delle lezioni.

Gli studenti si sono definiti più autonomi, allegri di poter chiacchierare prima di entrare in classe e soprattutto felici di conoscere meglio la città.

I bambini hanno ricevuto il plauso dell’assessore Pierluigi Di Stefano, per loro “fonte di ispirazione” quando lanciò mesi fa l’idea dell’iniziativa: «State dando prova di essere più saggi degli adulti. Attenti alla vostra salute e all’ambiente».

«Spero che il progetto non sia solo una sporadica sperimentazione», ha aggiunto l’assessore Presutti, «ma continui nel tempo, guardando ad esempi più grandi ma sempre raggiungibili, che combattono pigrizia e cattive abitudini». «Siamo orgogliosi di accogliere oggi in Comune questi bambini», ha concluso l’assessore Colucci, «manca ancora qualche mese alla riconsegna della loro scuola che grazie ai lavori di adeguamento sismico tornerà più sicura e più bella».

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I bambini bielorussi nella Marsica, 120 giorni con le famiglie affidatarie

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Avezzano – Incontro multiculturale al Comune di Avezzano: il sindaco Gabriele De Angelis ha ricevuto la visita del console bielorusso in Italia, Dmitry Zakharchuk e i bimbi e ragazzi bielorussi che si trovano a passare del tempo insieme a famiglie affidatarie marsicane grazie all’associazione “Il sogno dei bambini” rappresentata dalla presidente Margherita Saracino. Presente anche il consigliere Donato Aratari, che ha riportato la testimonianza diretta di quello che sia adottare e far esperienza di affido tramite quest’unica associazione riconosciuta in Abruzzo dal governo bielorusso. La onlus “Il sogno dei bambini” si occupa di curare progetti di accoglienza in favore di minori che possono trascorrere qui 120 giorni l’anno. Il console ha voluto ringraziare personalmente le famiglie affidatarie presenti in sala consiliare per l’accoglienza e l’aiuto concreto che esse offrono ai bambini. “Lo scambio di culture arricchisce il tessuto sociale”, ha spiegato il sindaco De Angelis, rivolgendosi direttamente ai piccoli “spero e mi auguro che qui vi sentiate a casa”.

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Il prosciugamento del Lago del Fucino questa sera su Freedom Oltre il confine

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Marsica – La Marsica sarà protagonista questa sera della puntata di “Freedom Oltre il confine”, il programma di Roberto Giacobbo in onda in prima serata su Rete 4. L’episodio, dal titolo “Il lago scomparso”, è dedicato al prosciugamento del Lago del Fucino, la più grande opera idraulica della storia. La troupe di “Freedom Oltre il Confine” ha girato le riprese il 28 e il 29 settembre scorsi toccando i luoghi simbolo del prosciugamento del Lago del Fucino. Il viaggio parte dal castello Piccolomini di Ortucchio. Ad aprire le porte della fortezza medievale alle telecamere di Freedom ci ha pensato la proloco del posto che ha la custodia del castello oggi aperto per visite guidate, attività culturali, ma anche concerti e matrimoni. Da Ortucchio la troupe ha attraversato tutta la piana del Fucino fino a Borgo Incile dove ha sede il “Madonnone”, l’infrastruttura che unisce il canale collettore esterno all’emissario sotterraneo. Da qui Giacobbo e i suoi hanno raggiunto i vicini Cunicoli di Claudio, un sistema di sei cunicoli e trentadue pozzi che l’imperatore Claudio fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare gran parte del lago. Ultima tappa del viaggio è stata l’Emissario Claudio-Torlonia di Capistrello, il canale sotterraneo scavato nel ventre del Monte Salviano nel quale le acque del lago defluirono fino al fiume Liri. Qui a far gli onori di casa ci hanno pensato gli “Amici dell’Emissario”. Roberto Giacobbo era venuto a conoscenza della storia legata al prosciugamento del Lago del Fucino in occasione della 13° edizione del Premio Internazionale Carlo D’Angiò che lo vide tra i premiati come divulgatore scientifico.

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