Italia

Confindustria conferma: ripresa nel 2015

Nessuna chance di uscire dalla recessione quest’anno, confermata una ripresina nel 2015 ma nettamente al di sotto del punto percentuale. Le stime del Centro studi Confindustria lasciano l’amaro in bocca: quest’anno il Pil calerà dello 0,5% per passare al segno più nel 2015 (+0,5%) e arrivare ad un consolidamento della crescita nel 2016 (+1,1%). Il Pil tonerà positivo dal primo trimestre del prossimo anno con un +0,2%, per poi salire gradualmente nel biennio. Confermato il rispetto delle regole di bilancio per quanto riguarda il deficit che rimarrà al 3% del Pil nel 2014, per calare di pochi decimali nel 2015 al 2,7 e al 2,5% l’anno successivo. Resta invece molto preoccupante anche a causa dell’andamento del Pil, il rapporto con lo stock del debito: 132,2% del Pil quest’anno, 133,8% nel 2015 per poi scendere al 133,7% nel 2016. Volutamente il Centro studi di viale dell’Astronomia ha scelto di puntare l’attenzione, sin dal titolo “Il rebus della ripresa – La corruzione zavorra per lo sviluppo”, sul peso del malaffare: se «l’Italia riuscisse a ridurre la corruzione ai livelli della Spagna», il suo tasso di crescita «annuo aumenterebbe di 0,6 punti percentuali» mentre negli ultimi 20 anni proprio a causa della corruzione sono stati bruciati 300 miliardi di euro. L’Italia è fanalino di coda sulla corruzione fra i Paesi sviluppati, dietro Turchia e Spagna con la Danimarca e la Germania al primo e secondo posto: «Se con Mani pulite l’Italia avesse ridotto la corruzione al livello della Francia», ossia un punto in meno, «il Pil sarebbe stato nel 2014 di quasi 300 miliardi in più, circa 5mila euro a persona» in questo arco di oltre venti anni.

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