Italia

Confcommercio, imprese rosa più brave, ma a loro meno credito

Le imprese femminili del terziario sono discriminate: pur portando a casa risultati spesso migliori rispetto alla media di settore e in un contesto difficilissimo, ottengono meno credito da parte delle banche e in caso di prestito, i tassi sono più pesanti. Lo rileva l’Osservatorio del credito di Confcommercio, realizzato con Format Ricerche. Nei mesi aprile-giugno, la quota di imprese ‘in rosa’ del commercio, turismo e servizi che hanno bussato agli sportelli bancari per chiedere un prestito è aumentata, seppure di poco, rispetto ai primi 3 mesi (a 11% da 10,1%), ma in parallelo è cresciuta anche la fetta di aziende femminili che non hanno ottenuto nessun credito o lo hanno avuto in misura inferiore rispetto alle necessità. Nel trimestre, più di sei aziende su 10 (63,0% contro il precedente 55,1%) hanno trovato così il ‘rubinetto chiusò, certificando «una situazione ben più preoccupante – dice l’Osservatorio – rispetto a quella già critica che caratterizza la totalità delle imprese del commercio, turismo e servizi».

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