Cronaca e Giudiziaria

Confagricoltura: Infondate le preoccupazioni del commissario di Italcaccia

Personaggio in cerca di notorietà il Commissario provinciale dell’associazione venatoria Italcaccia L’Aquila. Personaggio che guada caso sostiene le tesi perdenti di funzionari della provincia che, dopo aver dovuto ingoiare le randellate della Regione e dell’ISPRA e sono stati costretti dal Presidente Del Corvo ad avviare il controllo selettivo degli ungulati, insistono nel sostenere tesi del tutto infondate se non altro perché vanno contro il buon senso ed in controtendenza con quello che si fa in tutte le province d’Abruzzo e in tutta l’Italia. Ci chiediamo, a questo punto quali siano gli interessi che voglio tutelare. Non certamente quelli degli agricoltori ed allevatori, nè quelli dei cittadini contribuenti che in assenza di controllo selettivo dell’ormai pervasiva presenza di animali selvatici arrecano danni alle colture ed agli allevamenti che devono essere risarciti con soldi pubblici prelevati dalle tasche dei contribuenti. Forse voglio tutelare le fantastiche tesi dei sacerdoti dell’ambientalismo cui abbiamo richiesto di darci dati ed elementi circa l’efficacia di altri metodi per il controllo dei selvatici ma che, al di la di slogan e di riferimenti a realtà’ che nessuno può controllare (addirittura gli elefanti dell’Africa), portano in giro un numero sempre più vasto di cittadini frastornati da iperboli verbali senza costrutto. Intanto l’abbattimento selettivo va avanti, sono stati abbattuti una cinquantina di cinghiali, non un gran numero, né una carneficina come vorrebbe far intendere il Sig. Maceroni, nessuno pericolo per cervi e caprioli visto che le operazioni sono eseguite sotto il vigile controllo delle guardie venatoria, ma dal momento che gli animali non sono scemi, per adesso si sono ritirati all’interno dei parchi e delle riserve dove cacciare è un tabù (solo in Abruzzo, però). Fiduciosi aspettiamo settembre quando riaprirà la caccia e per questo incoraggiamo l’Assessore Pepe ad andare avanti con il calendario venatorio evitando ritardi.

I soliti sciocchi ma forse bracconieri di professione, rafforzati dalle dichiarazioni dei personaggi di cui sopra, hanno provato più volte a disturbare con mille espedienti la pregevole azione condotta dai cacciatori volontari e dalle guardie venatorie provinciali cui va il nostro più sentito ringraziamento per quello, che tra mille difficoltà stanno conducendo. Il rispetto della libera iniziativa imprenditoriale, sancita dalla costituzione, non può essere violata né dai burocrati della provincia né dai sacerdoti dell’ambientalismo, né da dirigenti di piccole associazioni venatorie in cerca di accreditamento.

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