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Confagricoltura Abruzzo: I Piani di gestione dei Siti SIC vanno confrontati con gli operatori agricoli e forestali

Con una nota inviata all’Assessorato Agricoltura la Confagricoltura Abruzzo pone. l’attenzione sulla necessità di una riflessione sulla redazione dei Piani di Gestione dei Siti S.I.C. (Siti di Interesse Comunitari) finanziati con le risorse della del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013. “La pianificazione per i Siti di Interesse Comunitario, ancorché finanziati con risorse sottratte all’Agricoltura è importante” sottolinea Concezio Gasbarro Presidente di Confagricoltura Abruzzo “tuttavia esprimiamo la nostra seria preoccupazione che non si tratterà di una pianificazione in grado di consentire l’attività agricola e forestale secondo una logica di sostenibilità ambientale, ma semplicemente un elenco di divieti o di indicazioni al non fare. Troppo semplice e scontato di chi è ammalato di burocrazia ma fuori da ogni effettiva indicazione di indirizzo della U.E”.

Privo di buon senso ed inaccettabile, a parere di Confagricoltura, è Il rimando a forme di compensazione reddituale da attivare con la futura programmazione 2014-2020. Della serie: vincoli e divieti adesso compensazioni, se ci saranno, in futuro. Che poi vincoli e divieti siano decisi e giustificati dalla pletora di pseudo relazioni scientifiche di schiere di ricercatori in servizio permanente effettivo, è la negazione di quanto, nella prassi amministrativa, dovrebbe avvenire.

Il settore agricolo e forestale non sono avulsi dalla tutela dell’ambiente e della biodiversità, anzi ne garantiscono la corretta gestione unitamente ad altre sostenibilità come quella sociale ed economica e non possono certo sottostare alle vessazioni che giungono dall’integralismo ambientalista ospite in molti uffici regionali. “La verità negata da questi sacerdoti della scienza ambientalista è che in questo nostro Abruzzo, titolare di un patrimonio di biodiversità molto significativo nelle aree S.I.C., non risultano evidenti sovra utilizzi, degradazione degli habitat, erosione dei livelli di biodiversità causati delle attività agricole e forestali”. Conclude Concezio Gasbarro.

 

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