Abruzzo

Confagricoltura Abruzzo: Bene Pepe, in zona Cesarini evitato il disimpegno delle risorse comunitarie

L’Assessore Dino Pepe ha comunicato l’importante obiettivo di aver azzerato il disimpegno programmato dei fondi del PSR. “Abbiamo ringraziato l’Assessore per quanto fatto in questi ultimi giorni, ma ci siamo anche permessi di suggerire una riflessione sulle cause che stavano determinando il disimpegno, in buona parte riconducibili alle carenze della struttura e all’inefficacia delle azioni messe in campo con la precedente programmazione” esordisce Concezio Gasbarro Presidente di Confagricoltura Abruzzo. Confagricoltura Abruzzo sarà impegnata nel 2015 a fornire i giusti contributi per evitare future ripetizioni dello scampato pericolo, ma sarà dura e tutto passa dalla rapida riorganizzazione della macchina burocratica della nuova Direzione Agricoltura e Attività Produttive. A tale proposito Confagricoltura Abruzzo plaude all’iniziativa dell’Assessore Paolucci che ha bloccato il premio contrattuale previsto per i dirigenti ed il personale regionale “è un’ottima decisione vogliamo controllare le performance attribuite ai Dirigenti ed ai Funzionari della Direzione Agricoltura che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso fino al 29 dicembre per il rischio di rimandare a Bruxelles i soldi del PSR. Abbiamo proposto all’Assessore Pepe di premiare “concretamente”, con la rimodulazione dei premi, i dipendenti che hanno lavorato anche di domenica per scongiurare questa sciagura ma di essere implacabile e revocare le posizione organizzative, di quei funzionari, fannulloni ed incompetenti che hanno messo a rischio l’utilizzo delle risorse comunitarie”. – Conclude il Presidente Gasbarro. Confagricoltura Abruzzo sostiene l’iniziativa dell’Assessore Paolucci incitandolo a non farsi intimorire dai sindacati dei lavoratori, che in Regione pare non contino nulla visto i dati sugli scioperi del 1° e 12 dicembre pubblicati sul sito della Regione.

Per lo sciopero del 1° dicembre occorrerebbe aprire un’inchiesta: come mai su 1440 non dirigenti gli scioperanti sono stati solo 11 mentre gli assenti per altre cause ben 555,53, il 38,57% del totale. Forse quel giorno è scoppiata un’epidemia o solo una furbata all’italiana, con benevoli certificati medici? Occorre indagare medici e impiegati (tutti dipendenti pubblici). Non ne possiamo proprio più di queste storie. Basta con gli accordi decentrati firmati solo dai dirigenti regionali, basta con questi nuclei di valutazione che non valutano nulla, spazio alle associazioni di categoria e dei cittadini per valutare il livello di efficienza della macchina amministrativa, basta con l’attribuzione di obiettivi generici auto attribuiti dagli stessi dirigenti.

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