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Attualità

Concessione di Canistro, oggi l’aggiudicazione


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Canistro – Benché venerdì 17 non sia la data ideale per i più superstiziosi, è proprio questa la giornata in cui sarà designato il nuovo aggiudicatario della concessione Fonte S. Antonio Sponga. Oggi, infatti – essendo stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato al TAR dell’Aquila dalla Sorgente Santa Croce e dall’Italiana Beverage del gruppo Colella – si terrà l’ultima riunione della Commissione regionale che dovrà stilare la graduatoria delle 4 partecipanti alla gara (il gruppo Norda, l’Associazione Temporanea d’Impresa composta dalla Bruni Industry Srl e dalla Edilcomar, la Italiana Beverage di Colella e la società Aqua Srl dell’imprenditore avezzanese Mastrocesare). In pratica, in base alla posizione occupata da ciascuna di esse sarà possibile individuare il primo classificato, anche se l’assegnazione provvisoria sarà resa nota soltanto in una riunione pubblica che si terrà nei giorni successivi alla chiusura dei lavori da parte dei commissari.

I lavoratori della ex società concessionaria (Sorgente Santa Croce Spa) saranno ad attendere la prima classificata nell’aula del Comune di Canistro, dove, alle ore 18:00, è stata convocata un’adunanza cittadina e una conferenza stampa dal sindaco Angelo Di Paolo cui parteciperanno il vice-presidente della regione Abruzzo Giovanni Lolli, i componenti il Consiglio e la Giunta comunale e gli avvocati del Comune Salvatore Braghini e Renzo lancia. I lavoratori sono, infatti, in trepida attesa a causa della diversità delle offerte presentate, soprattutto riguardo alla busta “B”, che descrive il profilo progettuale-gestionale del gruppo partecipante, cui è correlata la possibilità di aderire o meno alla c.d. “clausola di salvaguardia sociale”.

A proposito, gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia che hanno difeso la legittimità del bando per conto del Comune di Canistro contrapponendosi al ricorso presentato dalle due società del gruppo Colella – spiegano che “all’art. 3.2 del Disciplinare è presente la clausola che consente di fruire dell’applicazione di un regime tariffario agevolato del canone di imbottigliamento pari a Euro 0, 30 per ogni 1000 litri di acqua minerale imbottigliata mentre, al paragrafo che tratta degli elementi di valutazione dell’offerta per l’assegnazione del punteggio (art. 9.1 lett. d), è contenuta la clausola in base alla quale vengono assegnati 15 punti all’impresa che assume l’impegno a sottoscrivere l’“Accordo sulla difesa dei livelli occupazionali” (regolamentato dall’Allegato A1 al Disciplinare di gara).

Le due clausole in sostanza premiano quel partecipante che si è impegnato a sottoscrivere il predetto Accordo sulla difesa dei livelli occupazionali per un numero di unità non inferiore a 50, nei modi e nei tempi previsti dalla Proposta di ‘Piano industriale’ e comunque entro due anni dall’avvio delle attività di imbottigliamento”. Tali clausole – oggetto di contestazione da parte delle società ricorrenti dell’imprenditore Colella nel ricorso in quanto giudicate abnormi, irragionevoli e discriminative, nonché lesive della libertà imprenditoriale – sono state ritenute pienamente legittime dal TAR, ed ora, si è potuto scoprire che, delle 4 società che hanno presentato l’offerta, solo la Italiana Beverage di Colella non ha aderito all’Accordo sulla difesa dei livelli occupazionali.

Gli avvocati Braghini e Lancia rivelano che, infatti, nel ricorso presentato al TAR, i legali di Colella hanno sostenuto che “per svolgere le attività estrattive e di imbottigliamento, sono sufficienti unità lavorative oscillanti tra un minimo di 25 e un massimo 35, oscillazione dovuta alla stagionalità del mercato”. Tale risvolto porta i lavoratori della ex società concessionaria, oggi licenziati, a tifare per le 3 società che hanno accettato di sottoscrivere la clausola di salvaguardia dei livelli occupazionali, in quanto, soltanto in caso di vittoria di una di esse, almeno 50 lavoratori, (ma , in realtà, si spera tutti i lavoratori licenziati) potranno essere riassunti nell’arco del futuro biennio.

“E’ chiaro – commentano i legali del Comune di Canistro – che l’attesa per oggi si concentra sulla graduatoria della Commissione, in quanto un aggiudicatario finanziariamente solido e con una notevole capacità di investire sulla preziosa acqua, potrà meglio garantire i livelli occupazionali, ed anzi, diversificando il prodotto, potrebbe implementare e far crescere un’azienda – in un settore come quello delle acque minerali che è trai pochi a non aver subito gli effetti della crisi dell’ultimo decennio – al punto da tornare ai livelli occupazionali precedenti all’avvento dell’imprenditore molisano, quando alla Santa Croce lavoravano 120 dipendenti. Questo – concludono i legali – è anche il nostro augurio”

 

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