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Il Comune di Canistro replica alla conferenza di Colella: “Ricostruzione fantasiosa”

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Canistro – “Colella ci ha stupito ancora! L’iniziativa dell’imprenditore di convocare la stampa per raccontare la sua personalissima versione dei fatti risulterebbe persino patetica se non fosse viziata da alcune affermazioni gravissime, dal contenuto falso e diffamatorio, che non potranno non essere sottoposte al vaglio delle Autorità competenti. Il Colella ricostruisce i fatti con una incredibile dose di fantasia e mistificazione, e per di più attribuendo ad altri condotte illecite e illegittime, che, stando agli esiti giudiziali finora intercorsi, sono, invero, imputabili esclusivamente a lui.

Colella, oltre ai “congiuntivi”, del tutto smarriti nella conferenza stampa, sembra aver dimenticato che gli sono stati sequestrati beni per 20 milioni di Euro (tra palazzi, conti correnti bancari, titoli, terreni e persino boschi) con provvedimento eseguito nel febbraio 2017 dai finanzieri del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza su disposizione del Tribunale dell’Aquila, in quanto aveva sottratto ben 13 milioni al versamento dell’Iva e delle imposte sui redditi (Ires, Irap, ritenute alla fonte) relative agli anni dal 2008 al 2013, e che, per tale motivo, lo stesso è stato anche arrestato.

I beni attualmente sono a disposizione del custode giudiziario nominato dallo stesso Tribunale nella persona della dr.ssa Rossella Filauro. Sorprende non poco anche il fatto che l’imprenditore, dopo essersi avvantaggiato per ben 8 anni, con il ricatto occupazionale, degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione) per un valore di circa 8 milioni di Euro, abbia persino accusato la Regione Abruzzo di essere stato vittima di un “disegno criminoso” volto a farlo fallire e a sottrarre i suoi beni.

Tanto più che la predetta cassa integrazione, considerando l’ingente monte ore di ferie di ciascun lavoratore, non poteva essere concessa se non dopo la fruizione delle stesse. Come sia potuto accadere ciò è ancora un rebus, reso ancor più incomprensibile dal mancato pagamento delle medesime ferie, e ancor più paradossale, dall’omessa corresponsione di tutte le competenze maturate dai lavoratori, costretti a rivolgersi al Tribunale per ottenere quanto gli spetta di diritto.

Peraltro, è veramente disdicevole ascoltare dalle sue labbra e dal suo improbabile uso della lingua italiana che i lavoratori sono dei “poverini” che si sono fatti strumentalizzare da rappresentanti politici e sindacali, con ciò offendendo la loro dignità non solo di lavoratori ma anche (ed anzi soprattutto) di persone. Quest’ultimi, invece, sanno molto bene con chi hanno avuto a che fare e proprio perché lo conoscono, lo evitano, e desiderano soltanto voltare pagina e affidarsi nelle mani di imprenditori seri, onesti e capaci.

Risulta ancor più risibile l’accusa mossa alla Regione, e in particolare al suo vicepresidente, di aver voluto penalizzare la Santa Croce, in quanto vi è una serie innumerevole di verbali di riunioni tra la società, i lavoratori, le OO.SS., la Regione, la Provincia dell’Aquila e il Comune di Canistro, che dimostrano il tentativo disperato delle istituzioni di favorire la riorganizzazione aziendale e la formazione di un piano industriale, anche concedendo la riduzione dell’organico, insistentemente richiesta dall’imprenditore.

Vero è che l’accordo non si è mai raggiunto perché Colella continuamente rilanciava le sue pretese, chiedendo un abbattimento del personale al di sotto delle 40 unità, e senza mai presentare un benché minimo progetto di rilancio dell’azienda. I suoi milionari investimenti sono una ulteriore “bufala” gettata in pasto alla stampa, in quanto nel 2007, ossia dal suo acquisto della società Sorgente Santa Croce dalla famiglia Faroni, l’azienda era già una realtà altamente qualificata e produttiva, un marchio nazionale che aveva conquistato le tavole degli italiani, con un gradimento dei consumatori che aveva portato la produzione a oltre 300 milioni di bottiglie vendute all’anno e a un premio di risultato a beneficio dei lavoratori dell’importo di oltre 1.500 Euro aggiuntivi in busta paga.

Di investimenti da parte di Colella, negli anni della sua gestione, non si è vista neanche l’ombra; anzi, è proprio con il suo avvento che si è ridotta drasticamente l’attività produttiva, contratte le vendite, scaduto il prestigio del marchio e precipitata l’affezione dei lavoratori. Addirittura farneticante l’accusa di essere l’unico caso in Italia a non aver beneficiato della proroga. Infatti, sebbene si comprende che Colella rappresenti le sue proiezioni e desideri al posto della realtà effettiva, non si può accettare che lo stesso rivendichi insieme ai suoi legali il diritto a una proroga accusando la Regione per non avergliela concessa.

Anche uno studente al primo anno di giurisprudenza, capirebbe, infatti, trattarsi di una pretesa impossibile, in quanto, caso unico in Italia, la società Santa Croce era stata aggiudicataria (peraltro sotto la condizione espressa dalla Commissione regionale di integrare la documentazione richiesta dal Bando) sulla base di un Avviso di Gara dichiarato nullo dal Tar regionale d’Abruzzo, all’esito del ricorso presentato dal Comune di Canistro; talché nessuna proroga poteva darsi sulla base di un atto amministrativo che, annullato dal Tribunale, determinava ipso facto la caducazione della concessione.

Peraltro, riguardo alla precedente concessione, la società di Colella, come tutti gli altri casi in Italia, aveva abbondantemente beneficiato della proroga, ed anzi di più di una proroga tecnica, e anche dopo l’annullamento del nuovo bando aggiudicato dalla Santa Croce e la revoca della concessione per irregolarità del DURC con la conseguente decadenza della concessione, l’imprenditore aveva comunque continuato a imbottigliare l’acqua minerale, tanto è vero che la Regione è stata costretta a sequestrare ben 8 milioni di bottiglie di acqua prodotte illecitamente (sequestro ritenuto legittimo dal Tribunale di Avezzano).

Inoltre, a dispetto delle reiterate critiche e infondate accuse al gruppo attuale aggiudicatario provvisorio della concessione, La Norda spa, va osservato che il livore di Colella deriva unicamente dalla sua incapacità di accettare la realtà dei fatti, e cioè che non la Santa Croce ma un suo diretto competitore si è aggiudicato legittimamente (e meritatamente) un Bando, altrettanto legittimo, e che si tratta di un gruppo societario molto prestigioso nel settore delle acque minerali. Finalmente la preziosa acqua di Canistro, tra le migliori al mondo, verrà gestita con la giusta competenza e capacità imprenditoriale, da una società solida, onesta, con ampie prospettive di crescita economica e sociale di tutto il territorio della Valle Roveto.

Circa il basso punteggio lamentato dall’imprenditore molisano, all’esito della recente gara per l’aggiudicazione della concessione, ci si limita ad osservare che questi ha rinunciato a sottoscrivere la clausola di salvaguardia sociale, e quindi a vedersi accreditato il relativo punteggio, mentre la Norda spa e gli altri partecipanti hanno tutti aderito a tale clausola, il che la dice lunga sulla sensibilità del predetto imprenditore nei confronti del lavoratori e su chi abbia veramente ha cuore le loro sorti. E poi è stata un’intera Commissione regionale, formata da persone competenti che hanno minuziosamente esaminato la documentazione prodotta dalle società concorrenti, ad attribuire i punteggi, secondo i criteri e la griglia valutativa predeterminata dal Bando, e non già un isolato e prevenuto dirigente.

Circa la pretesa di emungere acqua dalla sorgente Fiuggino (in località Coardo-Santa Croce), si rimarca che, oltre all’esigua portata dalla sorgente in parola, come riscontrata e certificata dagli enti preposti alla presenza degli stessi tecnici della società reclamante (tra lo 0,15 e lo 0,20 litro al secondo), l’iter amministrativo di decadenza è dovuto al fatto che durante i trent’anni della concessione, nessuno, e neanche la società Santa Croce, ha implementato le infrastrutture necessarie allo sfruttamento della sorgente, talché il recente riaccendersi dell’interesse da parte del Colella risulta tardivo e strumentale, considerando la prossima scadenza della concessione nel mese di ottobre del corrente anno.

In conclusione, il Sindaco del Comune di Canistro, dr. Angelo di Paolo, l’assessore competente Ugo Buffone, unitamente agli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, nel prendere atto della totale disperazione e dell’assoluto sbando dell’imprenditore molisano, mostrando umana comprensione per tale condizione, che attira non tanto la rabbia e il disappunto ma un moto di compassione e di pietà, invitano il predetto a rilassarsi, in quanto nessuno gli ha chiesto di acquistare il suo stabilimento ed altre sue vantate proprietà (su cui sarà comunque la Regione a dire l’ultima parola).

Anche perché ai lavoratori e al Comune di Canistro la sua persona non interessa minimante, tanto quanto i suoi beni, nella consapevolezza che l’acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga, la più bella, fresca, salutare, cristallina e abbondante (un fiume di 50 litri al secondo), invidiataci da tutto il mondo, non è e non sarà più a sua disposizione, almeno per i prossimi trent’anni”.

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Rischio idrogeologico, a Venere dei Marsi messa in sicurezza della parete rocciosa sopra l’abitato

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Venere dei Marsi – L’Amministrazione comunale comunica che sono in corso di ultimazione i lavori di completamento delle opere finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio di Venere dei Marsi (AQ), in un’area a rischio molto elevato, classificata come R4. Gli interventi hanno interessato 3 zone sovrastanti l’abitato dove sono state installate barriere paramassi e reti metalliche ad alta resistenza per la messa in sicurezza di alcuni pendii rocciosi potenzialmente pericolosi. Sono stati imbragati ed ancorati, inoltre, alcuni massi instabili e perlustrata e bonificata l’intera area oggetto dei lavori.

“Riteniamo che la prevenzione del rischio sia la miglior cura per ridurre al minimo le nefaste conseguenze dovute ai disastri naturali ed in questa direzione quotidianamente lavoriamo. Quest’opera, così come l’azione amministrativa intrapresa sul tema della messa in sicurezza degli edifici scolastici ne sono testimonianza. Vogliamo condividere, infine, questo risultato con l’intera comunità e ringraziare la Regione Abruzzo, ed in particolar modo il Consigliere regionale Maurizio Di Nicola, per aver accolto la nostra richiesta di finanziamento mettendo a disposizione dell’Ente una dotazione finanziaria pari ad euro 400.000,00″.

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Il Centro riabilitazione di Avezzano intitolato alla memoria di Nilo Fracassi

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Avezzano – Il “Centro di Riabilitazione” di Avezzano (lato Tre Conche) intitolato alla memoria di “Nilo Fracassi”. L’intitolazione, in programma per questa mattina, al compianto geometra Nilo Fracassi, funzionario tecnico dell’Ente Fucino ed assessore comunale, trova fondamento nel suo impegno politico e sociale degli anni ’60, grazie al quale l’ex Centro Polio iniziò a svilupparsi, tanto da potersi definire di fatto promotore di quello che oggi è il “Centro di Riabilitazione di Avezzano”.

Alla cerimonia di intitolazione parteciperanno, il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, il figlio di Nilo Fracassi, Enzo Fracassi, il Vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, il Direttore Generale della Asl, Rinaldo Tordera e  autorità civili, militari e religiose.

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Autostrade, Toninelli: stop ai tir su A24 e A25. Procura apre inchiesta e il Gran Sasso chiude per verifiche

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Avezzano Toninelli: Stop ai tir su A24 e A25 “Stop il prima possibile ai tir pesanti sull’autostrada A24-A25 così da evitare un’altra tragedia come quella di Genova – Lo ha ribadito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, – Noi invitiamo, segnaliamo, diamo direttive. E lo stiamo facendo dopo anni di totale inerzia poi le azioni concrete, le ordinanze di regolazione del traffico spettano al concessionario. Qui serve, dicono i miei tecnici, una disciplina rigorosa per i mezzi pesanti – E insiste – Non c’e’ tempo da perdere. Intanto, abbiamo subito sbloccato i fondi nel decreto emergenze”.
Nessun aumenti tariffe
Alla domanda se il suo intervento per la messa in sicurezza comportera’ l’aumento dei pedaggi, Toninelli risponde che “non c’e’ alcuna correlazione. Intanto in quest’ultimo trimestre siamo riusciti ad abbassare le tariffe ai livelli del 2017 – sottolinea – per il resto, c’e’ un Piano economico finanziario in discussione che vogliamo definire per sbloccare una situazione ferma da troppo tempo”.

Stop alla concessione a Strada dei Parchi
Per quanto riguarda la concessione alla Società Strada dei Parchi, “non c’e’ sul tavolo alcuna proroga – prosegue il ministro – si tratta di un meccanismo che non ci piace. Attraverso il Piano finanziario si rivedono i termini delle concessioni e noi vogliamo privilegiare l’interesse pubblico rispetto a quello che fino a oggi era il prevalente interesse del privato. Ricordo ancora una volta che la societa’ Strade dei Parchi non sottoscrive un nuovo Piano economico finanziario dal 2013″. E osserva: “Non possiamo permetterci un’altra Genova. Il Paese ha bisogno di un grande piano di manutenzione: e questa e’ la piu’ grande opera che serve all’Italia.

A24: Procura L’Aquila apre inchiesta dopo caduta calcinacci
Intanto la Procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un’inchiesta sullo stato dei viadotti dopo la caduta di calcestruzzo in particolare dai viadotti dell’A24 (Roma-Teramo) che attraversano la frazione aquilana di San Giacomo, avvenuto il 10 settembre. A causa del cedimento venne disposta la chiusura momentanea della strada sottostante il viadotto. A presentare un esposto gli uffici competenti della Regione Abruzzo. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno sequestrato documenti in varie sedi istituzionali. Nel fascicolo compare anche la relazione dei vigili del fuoco intervenuti per rimuovere i pezzi rimasti sospesi in cui sarebbe stato accertato lo stato di degrado del viadotto.

Traforo Gran Sasso chiude per verifiche tecniche 
La concessionaria Strada dei Parchi comunica che, per attivita’ di monitoraggio e verifiche tecniche, sara’ disposta la chiusura della tratta autostradale San Gabriele/Colledara – Assergi (Traforo del Gran Sasso) dalle ore 22:00 dei giorni 23, 24, 25 e 26 ottobre alle ore 06:00 dei giorni successivi, limitatamente al traffico proveniente da Teramo e diretto verso AQ/A25/RM. Conseguentemente, nei giorni ed orari sopra indicati, i veicoli provenienti da Teramo, e diretti verso AQ/A25/RM, potranno usufruire dell’uscita obbligatoria allo Svincolo di San Gabriele/Colledara e percorrere la SS 80 per il Valico delle Capannelle. Considerate le limitazioni della SP86, tra la SS80 ed Assergi, si consiglia di proseguire sulla SS80 e rientrare in autostrada allo Svincolo di L’Aquila Ovest. In alternativa, da Teramo e per le lunghe percorrenze con provenienza dall’autostrada A14, sara’ possibile usufruire dell’autostrada A25.

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Ceglie(Pd): dopo il lifting alla città e la campagna acquisti si pensi a salvare tribunale e università

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Avezzano – “La ricreazione è finita.  Il Tribunale di Avezzano va salvato a ogni costo insieme con la sede distaccata di Giurisprudenza – il monito viene lanciato in una nota da Giovanni Ceglie, segretario del Pd di Avezzano all’indomani dell’allarme lanciato dagli avvocati del foro di Avezzano circa il nuovo rischio chiusura che incombe sul palazzo di giustizia. [Leggi qui] –I fatti sgradevoli di questi giorni ci convincono che l’attuale amministrazione comunale non sia una compagine coesa e mirata al bene della città, ma piuttosto un’armata Brancaleone. L’avvicendarsi sugli scranni di persone diverse almeno una volta al mese, tra vicesindaci, assessori e Consiglieri, assegna ad Avezzano un record poco gratificante, quello dell’amministrazione più rinnovabile ed evanescente del territorio. Senza contare le sconfitte al TAR i cui costi cadono sempre sui soliti cittadini. Forse sono finiti i posti disponibili da barattare con la campagna acquisti dei consiglieri eletti in una coalizione e che poi sono stati arruolati con questa nuova amministrazione (nata dall’Anatra Zoppa). In ogni elezione –  continua la nota – si trova sempre qualche mercenario pronto a cambiare casacca e a ripudiare le promesse fatte ai loro elettori. A questi si attinge in caso di necessità. Si pensava che ci fosse una fede che guidasse la Giunta ed un Vangelo da proteggere. Oggi tutto è chiaro. Si lavora solo per fare un pò di lifting in città e per rispondere ad esigenze esogene nel distruggere attività consolidate e produttive come il mercato. Ma le attività strategiche quando le si affronta? Il Tribunale chiuderà, chi se ne occupa? si domanda Ceglie – Il Tribunale di Avezzano va salvato a ogni costo insieme con la sede distaccata di Giurisprudenza per un servizio finalizzato alla valorizzazione di un territorio che lamenta isolamento e sofferenza. Se il Ministro Bonafede ha depennato dal contratto di Governo il paragrafo 12, (quello della riapertura dei tribunali minori depennati dalla Geografia Giudiziaria del 2012), addio a quelli di Vasto, Sulmona, Lanciano, Avezzano. La sede distaccata di  Giurisprudenza  dell’Università degli Studi di Teramo con la convenzione del 2012 e rinnovata nel 2018 consente di effettuare un tirocinio presso il Tribunale di Avezzano. La soppressione del Tribunale genererà con effetto domino anche la chiusura della sede distaccata. Ad essere penalizzati saranno i giovani, il futuro del territorio, la Pubblica Amministrazione ed il mondo Forense che gravita intorno ad esso. I risultati ottenuti in questi anni dal Tribunale sono lusinghieri e confermano l’elevata mole di lavoro smaltito in tempi rapidi e con grande professionalità. Il Tribunale quindi non è “Minore”. Cancellare il Tribunale significa depotenziare un territorio, che essendo ad un rilevante tasso di incidenza criminale, avrà come conseguenza quella di incoraggiare le attività criminali, aumentando la sfiducia dei Cittadini nei confronti delle Istituzioni. Entro la fine dell’anno la sede distaccata di Giurisprudenza sarà allocata in Via Sandro Pertini. Ma bisogna ricordare che l’ex Sindaco Gianni Di Pangrazio fece di tutto per spostarla da lì al Liceo Classico. Ancora una volta uno spostamento dal centro in periferia, che ricorda i disagi che si creano agli utenti, disagi già palesati in Avezzano per altre tematiche. Qualsiasi sede potrebbe andare bene, ma ad una condizione, che i mezzi di trasporto pubblici siano adeguati  e colleghino anche la stazione ferroviaria alla sede in questione in modo continuativo. Inoltre, noi suggeriamo di adeguare a tale scopo Palazzo Torlonia oppure l’originaria sede di Via Napoli” conclude Giovanni Ceglie.

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LFoundry, Tangredi (Fim-Cisl) a De Angelis: incontro solitario con Galbiati sarà una “colazione da Tiffany”

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AvezzanoAntonello Tangredi, rappresentante sindacale Fim-Cisl, interviene sull’incontro che il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, ha annunciato con il manager di LFoundry, Sergio Galbiati, per discutere della situazione di crisi in cui si trova l’azienda. [Leggi qui] 
“Il sindaco di Avezzano continua a non rendersi conto che l’interlocutore, oltre alla direzione aziendale, è il sindacato. Comprendo sempre di più che al sindaco “interessi” sempre di più l’idea di “uno” piuttosto che il parere di chi rappresenta la collettività: la democrazia è uno strano esercizio che De Angelis evidentemente non ha molto a cuore. Più che un incontro di merito, stando alla convocazione “zoppa”, mi sembra una “colazione da Tiffany” – tuona il sindacalista – il cui risvolto sarà un comunicato “Urbi et Orbi”, secondo il suo “motto” va tutto bene: andate a lavorare !! Peccato che la fabbrica si fermerà dal 1° dicembre a data da destinarsi e i dipendenti staranno a casa con un “bell’ammortizzatore sociale” sulle spalle e senza un futuro concreto” conclude Tangredi.

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Carenza di personale Asl1, Fp Cgil: 166 posti in meno nell’anno in corso

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Avezzano – La FP CGIL torna a denunciare “la gravissima carenza di personale all’interno della ASL n. 1 di Avezzano Sulmona L’Aquila”. Ricevimao e pubblichiamo la nota: “E’ a tutti nota l’estrema difficoltà nella programmazione ed organizzazione dei turni di servizio del personale, il quale è obbligato a svolgere turni massacranti in completo dispregio della Legge n. 161/2014 (norma che regolamenta le prestazioni lavorative). In tali condizioni ai lavoratori viene chiesto di farsi carico di garantire ciò che la programmazione non riesce a fare, ovvero, il mantenimento degli standard assistenziali. Così come stabilito dagli atti di programmazione Regionali, il costo del personale per la ASL n. 1 è passato da circa 194 milioni di € per l’anno 2017 a circa 196 milioni per il 2018. Peccato però che la Regione Abruzzo comprende in tale complessiva somma, il costo del rinnovo contrattuale avvenuto nel mese di maggio u. s. stimabile in oltre 3,7 milioni di €, di cui accantonati dalla ASL – su indicazione della Regione – circa 1,5 milioni, ne consegue che oltre 2,2 milioni resterebbero a carico della Azienda Sanitaria e quindi a carico dei lavoratori e dei servizi sanitari. Va ricordato che il costo del rinnovo contrattuale è obbligatorio e che per tale spesa sono previsti specifici finanziamenti, di norma, infatti, il tetto di spesa del costo del personale viene calcolato rispetto alla spesa sostenuta nel 2004 diminuita dell’1,4%, tale calcolo doveva essere previsto al netto dei predetti rinnovi. Risulta  assurdo che tali somme siano poste a carico del costo del personale già programmato che di per se è  insufficiente alle reali necessità. Infatti la ASL, da una previsione di spesa per l’anno 2018, sosterrebbe un costo complessivo, fra personale a tempo indeterminato e personale precario, pari a circa 200 milioni di € a cui vanno aggiunte le spese per il personale caricato sulla voce di bilancio riferita ai beni e servizi. Non v’è chi non veda che l’attuale programmazione sul costo del personale, con le ulteriori decurtazioni imposte dalla regione Abruzzo per i rinnovi contrattuali, non solo non è sufficiente a coprire le effettive esigenze di fabbisogno di personale, ma addirittura genera uno sforamento di oltre 6 milioni di € sui tetti di spesa. Tant’è che, ad oggi, la ASL n. 1 ancora non ha ricevuto le necessarie autorizzazioni per avviare i processi di stabilizzazione del personale precario. Non vorremmo che a pagare le spese di una errata programmazione siano i lavoratori più deboli dell’Azienda. Ad aggravare la situazione si apprende che la ASL stima per l’anno 2018 un numero di pensionamenti pari a circa 166 unità lavorative per le quali, ad oggi, non risultano autorizzazioni da parte della Regione Abruzzo per le dovute sostituzioni con conseguente perdita di posti di lavoro del predetto personale in quiescenza. I 166 posti di lavoro che si andranno a perdere nell’anno in corso si aggiungono ai 100 posti di lavoro persi nell’anno 2017. Si evidenzia, altresì, che dal conto annuale anno 2017 risultano in forza 3383 unità lavorative a fronte di una dotazione organica di 4053 unità, con conseguenti 670 posti vacanti a tempo indeterminato, solo parzialmente coperti con lavoro precario. A quanto sin ora descritto, si aggiunga che l’età anagrafica media del personale della Asl n. 1 contrattualizzato a tempo indeterminato è in costante ed inesorabile aumento, diventa pertanto facile comprendere che in assenza di azioni correttive volte ad una revisione dell’effettivo fabbisogno di personale e quindi a nuove assunzioni e stabilizzazioni, sia le condizioni di lavoro, sia la garanzia dei LEA e sia la qualità dei servizi verrà ulteriormente compromessa. Infatti dal conto annuale 2017 si rileva che oltre il 45% dei lavoratori in forza si trova in età compresa fra i 55 ed i 67 anni di età. Nello specifico risultano ricomprese tra i 55 ed i 59 anni 769 unità lavorative; tra i 60 ed i 64 anni 679 unità lavorative e tra i 65 ed i 67 anni 93 unità lavorative, su tali categorie di lavoratori, ricade l’onere della assistenza al paziente 24 al giorno per 365 giorni l’anno con evidente pregiudizio della salute delle maestranze. Le condizioni anagrafiche su descritte, in assenza delle mancate autorizzazioni per la sostituzione del personale,   determineranno nell’immediato futuro la perdita di centinaia di posti di lavoro con conseguente ulteriore aggravio della carenza di personale e peggioramento delle condizioni lavorative. In mancanza di azioni concrete, volte alla definitiva risoluzione delle criticità rappresentate, da parte della Regione Abruzzo, la FP CGIL, congiuntamente a tutte le sigle sindacali preoccupate per tale grave carenza di personale riattiverà tutte le procedure utili per la mobilitazione dei lavoratori. La FP CGIL ritiene altresì necessario il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e del Comitato ristretto dei Sindaci a difesa e per il rilancio del Sistema Sanitario Pubblico che deve garantire il fondamentale diritto alla salute del cittadino”.

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Una marsicana firma la sceneggiatura di “Nessuno come noi”, da oggi al cinema

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Capistrello – Squadra che vince non si cambia. Lunga e produttiva la collaborazione tra la sceneggiatrice di Capistrello, Tiziana Martini, e il regista romano, Volfango De Biasi, che ritroviamo in 350 sale cinematografiche dal 18 ottobre con il loro nuovo film: “Nessuno come noi”. Scritto a più mani, da Tiziana Martini, Volfango De Biasi, Luca Bianchini, Marco Ponti e Felice Di Basilio, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Medusa film, “Nessuno come noi” ci fa fare un tuffo nel passato, riportandoci nei mitici anni ’80, tempi in cui non c’erano gli smartphone e si rischiava di passare le ore attaccati a un telefono fisso aspettando notizie dalla persona amata.

La trama
Il film racconta due triangoli amorosi: il primo si consuma tra tre adolescenti, Vincenzo Crea, Sabrina Martina, Leonardo Pazzaglia; l’altro, quello più adulto, vede protagonisti la professoressa di Liceo, interpretata dalla bellissima Sarah Ferberbaum, il padre di uno dei suoi alunni, Alessandro Preziosi, e la moglie, Christine Filangeri. Un intrigante intreccio che si trasforma in una struggente commedia romantica. “Nessuno come noi” è un romanzo di formazione, che ci invita a riflettere su come l’amore non corrisposto non sia amore, ma solo una prigione.

“Ci piace definirlo il film dell’amante”, ci dice la Martini, “non soltanto perché tutti i protagonisti sono amanti, nel senso letterale di coloro che amano, ma perché racconta anche una storia d’amore clandestina tra la professoressa Betty e il professor Umberto, che nasce quando meno se lo aspettano, quando non lo stavano cercando e soprattutto in un momento in cui entrambi credono che non possa più accadere loro qualcosa di bello. È un amore a cui tutti e due cercano di resistere perché moralmente sbagliato, ma non possono farne a meno. Accade così che Umberto si vede catapultato nell’inferno della solitudine di non essere mai dove vorrebbe essere: è con l’amante ed ha il fantasma della moglie, è con la moglie e vorrebbe stare con l’amante. Il senso di colpa lo logora. Betty, l’amante, sente di doversi accontentare di briciole di tempo, di briciole di felicità e ogni volta che Umberto esce da casa per tornare da sua moglie si sente morire. Vorrebbe sentirsi dire: Nessuna è come te. Ma, per scoprire se possa dirglielo un uomo sposato e andare verso un happy end, bisogna vedere il film”.

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