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Commercio: legge M5S, tentiamo il dialogo

crisi negizi chiusiE’ sotto gli occhi di tutti quali siano stati  gli effetti della deregulation sugli orari degli esercizi commerciali voluta dal governo Monti: un aumento dei costi per le piccole e medie imprese (senza la contropartita dei maggiori ricavi) e una riduzione dei diritti dei lavoratori che operano nella grande distribuzione.

Tuttavia la proposta di legge del movimento che mira a tutelare le piccole imprese, reintroducendo l’obbligo del riposo settimanale e della chiusura di mezza giornata infrasettimanale, presentata alla camera dei deputati con il testo già modificato dal PD, non è passata.

I partiti delle larghe intese hanno detto in aula di voler inserire “norme giuridicamente vincolanti” per tutelare le Pmi del commercio, i lavoratori e i giorni di riposo. Quindi si torna in commissione, dopo oltre quattro mesi di discussione, per ritentare la via del dialogo.

Eppure la proposta era assai semplice, condivisibile e di buonsenso, ma soprattutto in linea con la volontà popolare, in quanto scritta in stretta collaborazione con i comitati dei cittadini e dei lavoratori.

I nostri deputati hanno dichiarato:

“Abbiamo già fatto numerosi passi indietro e alla fine ci siamo attestati su una posizione che ricalca la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti. Ora vediamo se la maggioranza proporrà una mediazione che finalmente salva i principi di regolazione propugnati dal M5S. Diamo loro un’altra occasione e chiediamo tempi celeri e risultati concreti, visto che il tira-molla va avanti già da troppi mesi”.

Noi dei gruppi marsicani ci sentiamo di aggiungere che se questo provvedimento non venisse approvato sarebbe una vera sciagura per il nostro territorio, la Marsica, dove l’alta densità di centri commerciali e grandi supermercati sta progressivamente causando una modificazione degli stili di vita con il conseguente ed inarrestabile impoverimento culturale oltre che economico.

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