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Come superare la crisi? Le 10 proposte di “Libera”

Dopo aver toccato altre trenta città italiane, la campagna nazionale ‘Miseria Ladra’, organizzata dal “Gruppo Abele” e dall’associazione “Libera”, è approdata ieri anche ad Avezzano e più precisamente nella frazione di Antrosano ospite della locale sezione guidata dal coordinatore provinciale don Aldo Antonelli, parroco del paese. Un pubblico incontro programmato per illustrare ai partecipanti le concrete proposte avanzate dal presidio antimafia fondato da Don Ciotti per dichiarare illegale la povertà, quella povertà figlia di una crisi globale generatasi, nella parole di don Aldo, dalla «sbagliata decisione di voler creare soldi attraverso i soldi bypassando il lavoro». Ospite d’eccezione è stato il coordinatore nazionale della campagna, l’economista Giuseppe De Marzo che ad una platea attenta e silenziosa ha illustrato, dati alla mano, la reale situazione economica del nostro Paese.

I dati ufficiali dello scorso anno parlano di 9,5 milioni di poveri relativi (con reddito inferiore ai 506 euro mensili) il 15,8% della popolazione italiana; a vivere in povertà assoluta è invece il 7,9% degli italiani ovvero 4,8 milioni di persone alle quali si aggiunge l’allarmante dato della povertà minorile attestata a 723 mila unità. Lo sconfortante dato si traduce in una ancor più preoccupante conseguenza: in Italia si ha il 33,3% di possibilità di nascere in povertà a fronte della, già pessima, percentuale europea stabilizzata al 26%.

Il 40% delle famiglie italiane può considerarsi deprivato in materia materiale grave ovvero si vede impossibilitato a sostenere improvvise spese mediche, a provvedere ad un adeguato riscaldamento domestico e a concedersi anche solo un’annuale settimana di ferie senza mettere in conto la difficile situazione degli abitanti del sud Italia per i quali il reddito medio pro capite è addirittura inferiore al reddito medio pro capite della Grecia.

Cosa fare dunque concretamente in un Paese al 72° posto per corruzione e nel quale operano 54 clan impegnati in racket e riciclaggio? Per ridare valore pieno ai principi di dignità e eguaglianza l’associazione “Libera” ha stilato un protocollo d’azione in dieci punti:

  1. ricostituire ed aumentare il fondo sociale e il fondo per la non autosufficienza;
  2. moratoria sui crediti di Equitalia e del sistema bancario;
  3. pagamenti immediati delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti di chi fornisce servizi, beni e prestazioni;
  4. agricoltura sociale, risanamento del dissesto idrogeologico, riconversione ecologica dell’apparato produttivo e della filiera energetica, integrazione dei migranti. A bilancio complessivo invariato attraverso la revisione dei progetti di alcune grandi opere inutili e  tagli alle spese militari;
  5. sospensione degli sfratti esecutivi;
  6. destinare velocemente il patrimonio immobiliare sfitto nelle città e quello confiscato alle attività criminali per i più bisognosi e ad uso sociale;
  7. riconoscere la residenza presso i Municipi a tutti coloro che sono senza dimora e temporaneamente in difficoltà così da accedere ai servizi sociali e sanitari;
  8. reddito minimo di cittadinanza per sostenere il lavoro;
  9. riportare in ambito pubblico i servizi basici essenziali e difesa dei beni comuni;
  10. rinegoziazione del debito pubblico.

A contestualizzare la situazione marsicana è quindi intervenuto il presidente del Comitato pro Referendum, l’avvocato Fabiana Contestabile, per ringraziare pubblicamente l’associazione “Libera”, tra le prime ad associarsi alla causa della salvaguardia del tribunale in nome della difesa, anche economica, del territorio marsicano.

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