Editoriale

Tecniche Emozionali!

Le Tecniche Emozionali, o Lavaggi Emozionali, elaborate ed utilizzate da un po’ di anni a questa parte, si sono dimostrate efficaci e risolutive nel normalizzare stati emotivi e mentali delle persone che ne hanno usufruito. Efficaci anche sui bambini, che non hanno la benché minima consapevolezza che si stia lavorando su di loro (se mai qualcuno volesse pensare ad un effetto placebo o manipolativo), portano, a chi le utilizza, risultati sconfinati. Chi ha avuto la fortuna di sperimentarle si sente rigenerato e pronto ad affrontare la vita con più slancio e convinzione. I pazienti raccontano di sentirsi più consapevoli ed a loro agio nella quotidianità, vivendo con maggiore serenità e gioia. Esse vengono utilizzate per lavorare su fobie, traumi e paure di ogni genere. Paura! Essa è l’emozione tra le più sentite e subite dall’essere umano! La paura è quell’intenso turbamento, quel maledetto stato d’animo, quell’ ostacolo colmo di inquietudine e preoccupazione che ci allontana dalla qualità della vita, che ci condiziona in ogni momento, in ogni nostra decisione importante. Le paure sono tantissime e qui ne ricordo solo alcune: paura della morte, delle malattie, dei ragni come di altri animali; di sbagliare, di sporcarsi! Si vive la quotidianità con questa spada di Damocle sulla testa! La paura, come sentimento, aumenta pian piano che si va avanti nella vita. Come ci esprimevamo da adolescenti, il coraggio che avevamo e quello che facevamo rispetto a quando diveniamo adulti, sembrano episodi lontani e difficilmente riproponibili. Constatare con quale enorme differenza approcciamo alla quotidianità, ci fa sentire impotenti e depressi. Prima rischiavamo di più, eravamo decisamente più liberi da condizionamenti o fobie, e, come è ovvio che sia, ottenevamo maggiori gratificazioni e soddisfazioni. Chi non risica non rosica! Dice un famoso proverbio!

Potreste mai dargli torto? Purtroppo il nostro cervello limbico o emozionale, con l’andare degli anni cambia i suoi sistemi di difesa e di riferimento e, se non lo si allena a dovere, la paura si instilla gradualmente giorno per giorno nei nostri circuiti neurali, prendendo il sopravvento sulla consapevolezza e lasciandoci in balia di fobie ed irrequietezze. Per questo oggi si inculcano paure d’ogni tipo per avere l’opportunità di mantenere un controllo mirato sulla gente per portarla verso obiettivi precisi e destabilizzanti, traendone profitti economici e potere.

Basterebbe guardare la tivù per rendersi conto di quanta manipolazione siamo oggetto in ogni momento; purtroppo fino a che dormiamo un sì profondo sonno, saremo sempre sopraffatti da questo tipo di dominio. Quando erano adolescenti i nostri genitori, e parlo dei primi anni 50, oltre ai disagi esistenziali del dopo guerra, c’erano, solo per fare un esempio, le stesse identiche malattie di oggi, ma allora, tutto si affrontava con più coraggio e naturalezza. Ora invece si tende ad amplificare tutto ciò che ci gravita intorno; la vita è, per molti versi, più accettabile, ma tante situazioni, all’apparenza tranquille, vengono vissute con estremo disagio e paura. Se oggi un bambino ha la febbre subito si ricorre ai farmaci per “paura” si dice….ma di cosa? Con queste false convinzioni i potenti, e non mi riferisco ai politici, ma a quelli che detengono il potere economico in generale, si sono creati i presupposti per ottenere immensi tornaconti economici e popolarità, facendo il loro sporco comodo. Paura quindi! Paura! E su questa tragica parola (per noi) e magica (per i profittatori) si fondano i guadagni di pochi a scapito di molti. Ne avevate consapevolezza? Non credo! Non passa giorno che nel mio studio non entri un paziente che non abbia paura. Nove persone su dieci hanno paura di qualcosa! Intanto, mentre vivono una vita approssimativa e fuori da ogni consapevole controllo, si fanno instillare ogni sorta di falsa convinzione. Molti dicono, ho paura di morire di cancro! Perché? Chiedo. Perché sento che tanta gente ce l’ha e quindi potrei averlo anch’io. Magra considerazione e scarso senso pratico. Molti altri: “Ha sentito c’è in giro questa malattia e se la contraggo?” Ma perché la si dovrebbe contrarre? Certamente per me è più semplice parlare in questo modo senza essere coinvolto, ma vorrei che lo fosse per tutti. La paura si manifesta in una determinata parte del cervello Limbico (L’errore di Cartesio: Antonio Damasio. Alla ricerca di Spinoza: Antonio Damasio. Daniel Goleman: Intelligenza emotiva. Il Sé sinaptico: Joseph Le Doux: Scienze e Idee).

 

Esistono vari tipi di paura! Se vengo assalito da un cane, probabilmente la paura mi farà fuggire e mi salverà da un eventuale aggressione. Questo tipo di paura, chiamiamola reattiva (amigdala), è buona ed è innata in ogni essere vivente, persino nelle piante e ci salvaguarda da eventi che potrebbero arrecarci danno. Mentre invece la paura “pilotata” (ipotalamo e cortecce prefrontali) oltre ad essere autoalimentata giornalmente da persone incapaci di vivere con consapevolezza, in misura maggiore  è il frutto di atteggiamenti di vera e propria violenza psicologica da parte di un sistema che adotta metodi intelligenti per la manipolazione delle masse a scapito di vittime ignare. Si deve imparare a non aver paura che un’influenza virale ci possa aggredire solo perché in un ospedale di una qualsiasi città italiana sia morta una persona che ha contratto un virus particolare, senza conoscerne il suo stato fisico. Se ci dicessero che quella persona aveva già altre patologie importanti, non si incrementerebbero paure e tormenti inutili. Altra aspetto importante: la paura, come dicevo in precedenza, fa presa su persone che per vari motivi, non hanno la possibilità di informarsi dettagliatamente e sviscerare il problema ed è su questo che gli sciacalli del potere giocano. Il continuo martellare per esempio delle associazioni Onlus (alcune siano benedette per carità) per le ricerche su varie malattie ne sono la dimostrazione vivente; non passa giorno che su ogni rete televisiva non si parli di queste cose. Potrebbe essere giusto, ma sarebbe magari più logico incrementare la fiducia in noi stessi con campagne mirate verso il miglioramento delle nostra salute, della qualità di vita e dell’autostima, altro che parlare di malattie e di morte. Questo ci renderebbe più sicuri nell’approccio all’esistenza, rispetto al doversi difendere da fobie e paranoie che già per troppi altri motivi assillano gli italiani! Ed inoltre ci permetterebbe di aiutare il prossimo in modo più diretto e concreto senza dover avere il timore che quella patologia, per cui stiamo donando denaro, possa essere contratta se le ricerche non possono continuare a causa degli scarsi investimenti che rendono impossibili gli approfondimenti scientifici richiesti. E’ davvero assurdo che si faccia perno sui nostri sensi di colpa, che ci portano in automatico a colpevolizzarci se non sganciamo, udite udite…. denaro. Lo scopo è pilotarci verso donazioni di ogni tipo, che vengono automaticamente effettuate, perché il cuore degli italiani è immenso. Ma pensate invece per un solo attimo se è proprio questo cuore immenso che viene abilmente soggiogato e raggirato, nonché imbrogliato e imbrigliato nelle reti dei tanti burattinai che, mescolandosi fra i giusti, riescono ad ottenere tutto ciò che vogliono. E poi con la scusa di aver acquietato e zittito la nostra coscienza continuiamo a vivere un’esistenza approssimativa, incompleta e continuamente soggiogata dal volere degli altri. Dovremmo imparare ad avere cuore per noi stessi e non solo per gli altri. Torniamo alla paura! Oltre a questi tipi di paure ne esistono altre, diciamo così, ataviche, innate. Molti nascono già con determinate paure! Perché?  Certamente il DNA svolge un ruolo determinante in questi casi; si ereditano i geni della paura, come si ereditano i geni del coraggio. Ma molto accade anche al DNA dell’Anima, che, come io credo, ha attraversato altre vite in passato. Qui son certo di aprire la solita discussione, ma è giusto così. Se non accettiamo che ognuno di noi possa già aver vissuto, attraverso veicoli o corpi fisici diversi,  altre vite, oltre a questa, non riusciremo soventemente a risolvere i problemi dell’attuale esistenza. Oggi parlare di Metempsicosi o reincarnazione è molto più facile rispetto a solo cinque o sei anni fa, ma forse è finalmente giunto il momento per parlarne apertamente e senza “paure” consentitemi la trasposizione.Se consideriamo che esperienze acquisite in precedenti vite si riaffaccino continuamente attraverso la nostra Anima (sembra accertato da studi fatti: vedi più avanti), vuole dire che, sicuramente, qualcosa continua a bollire nella pentola della nostra esistenza. Ci sono lavori in Psichiatria (Brian Weiss: Molte vite, molti maestri. Ed altri libri. Angelo Bona: Nel nome dell’Uno- Oscar Mondadori), in cui attraverso l’Ipnosi regressiva i pazienti rivivono le situazioni e i traumi di vite precedenti e gli psicoterapeuti aiutano la persona coinvolta all’accettazione dell’evento esperito anche centinaia di anni prima. Anche attraverso queste Tecniche Emozionali, che pratico ormai da diversi anni, capita spesso di intercettare vissuti traumatici di vite precedenti che in seguito sono stati brillantemente risolti attraverso la consapevolezza acquisita da queste nuove modalità di approccio;  la loro efficacia si è rivelata fondata anche in questo caso. Ma parliamo invece di come si intercettano le paure e di come, attraverso la tecnica, si interviene.

TECNICA EMOZIONALE O LAVAGGIO EMOZIONALE. Questo lavoro è frutto di studi, approfondimenti, verifiche ed applicazioni pratiche che hanno portato a risultati riscontrabili scientificamente. Sono stati testati con macchine bioelettroniche i pazienti prima e dopo il trattamento e si è visto che esso ha dato risultati eccellenti; prima del trattamento i meridiani risultavano in caduta di energia, dopo il trattamento i meridiani riacquistavano l’energia e la mantenevano per giorni interi, fino a rimanere costantemente in equilibrio, mentre i pazienti cambiavano il loro atteggiamento nei confronti della vita e della quotidianità in modo altamente positivo. La loro vita è cambiata in meglio!

La tecnica: essa è un insieme di approcci che vanno dalla palpazione dei punti di agopuntura di alcuni meridiani, a parole e frasi precise e dettagliate, utilizzate per ogni specifico stallo emozionale. Esse non sono invasive e non lasciano alcuno strascico psicologico a chi ne usufruisce, anzi spesso spingono, le persone che le hanno conosciute, ad approfondire il tema con sedute dallo psicoterapeuta. La tecnica non si sostituisce quindi a sedute di psicoterapia, perché non ha nulla a che vedere con la psicoterapia. Essa viene effettuata su alcuni meridiani di agopuntura e sui punti di pieno o di vuoto che vengono intercettati sugli stessi. Questi elementi di medicina Cinese sono il passaggio determinante da considerare. La tecnica non si vuole sostituire all’agopuntura, poiché si usano le dita dell’operatore e non gli aghi. Essa è il frutto di anni di studi e approfondimenti da me condotti in Medicina Cinese, Elettroagopuntura, Kinesiologia Applicata, Meditazione Zen ed orientali differenti ed integrate fra loro; Psicocibernetica (capacità di veicolare il proprio pensiero attraverso specifici metodi o esercizi), lavoro in onde Theta e Gamma. La cosa certamente più difficile è “sentire” palpatoriamente (con l’uso delle mani e delle dita) la condizione fisica di alcuni meridiani. Nel meridiano del cuore per esempio, quando ci troviamo in presenza di un vissuto problematico legato ad una vita precedente, un punto in particolare del meridiano risulta bloccato. Questo aspetto è determinante, perché se la persona non riuscisse a risolvere quel vissuto, probabilmente non riuscirà mai a venire a capo dei propri disagi esistenziali/ emozionali.

 

Attraverso la tecnica si può facilmente “riattivare” il paziente, senza traumatizzarlo. Faccio l’esempio: paziente donna con una paura innata dei coltelli; la persona non ricorda di aver mai subito o visto subire, almeno consciamente, violenza con coltelli o oggetti appuntiti; forse la paziente in una vita precedente può aver avuto traumi legati ad armi affilate o coltelli? Ognuno è libero di credere ciò che vuole! In questo caso si intercettano tre meridiani in particolare e loro punti chiave e si chiede alla paziente: “Mi elenca le sue paure?” Lei: “ Ho paura del buio, delle formiche e dei coltelli o di qualsiasi cosa appuntita”. Ok – chiedo- mi permette di togliere queste paure? Si – risponde la paziente e si inizia a lavorare sui punti. Ad un certo momento, quando si individua una stasi energetica su un punto si chiede alla paziente: “Mi permette di togliere la paura del buio, delle formiche, di tutti gli oggetti appuntiti e dei coltelli in particolare? Si – risponde –  e così si effettua un certo grado di pressione sui punti intercettati.  Attraverso questa tecnica si possono risolvere e lasciarsi alle spalle problemi come: paure, dolore per la perdita di persone care, accettazione di un evento inatteso; paura di non farcela dopo una grave malattia (cancro); difficoltà nel superare esami o situazioni  in genere. Dopo solo due o tre sedute il paziente ha già una consapevolezza diversa del proprio corpo, delle proprie emozioni, di sé stesso e di come affrontare il mondo esterno in generale. Si lavora su aspetti come fiducia, amore per sé stessi, stima, valore delle proprie capacità e meriti che necessariamente abbiamo acquisito nel tempo. Si “eliminano” traumi che non si riesce a togliere normalmente. Punto importante: chi la pratica sui pazienti deve lavorare molto su se stesso giornalmente, cercando di individuare i propri blocchi o le proprie “paure”. La cosa migliore in questi casi è andare da colleghi per farsi aiutare. Questa tecnica è valida per convogliare le persone verso la Psicoterapia. Molti pazienti non amano andare dallo psicoterapeuta, mentre invece dopo questo approccio si sentono più sicuri di farsi aiutare da specialisti e accettano volentieri di sottoporsi a questo tipo di lavoro. Una cosa da non trascurare: se affiancata da una terapia di drenaggio generale con prodotti naturali porta a disintossicarsi dalle tossine psichiche e fisiche e a volte dimagrire in modo considerevole (disfunzioni endocrine, patologie gravi e soggetti costituzionalmente robusti a parte). Ricordiamo sempre che le tossine frutto di un’alimentazione sbilanciata e vissuti quotidiani emotivamente condizionanti, rimangono nel nostro corpo, nella mente e nel cervello e vanno assolutamente eliminate. Con questa tecnica si aumenta il numero delle endorfine e quello dei recettori per catturarle: (Candace PERT: Molecole di emozioni). Non mi rimane che dirvi: provare per credere, in fondo è giusto che si faccia qualcosa per noi, poiché amare se stessi è il primo passo per imparare ad amare anche gli altri.

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