Giudiziaria

Clan Casalesi, spunta una nuova accusa

C’è un’altra accusa, abbastanza pesante, mossa ai Di Tella ma anche agli altri imprenditori sotto accusa, ovvero Elio Gizzi, i fratelli Marino Serpetti e Dino Serpetti e all’ingegnere marsicano Michele Bianchini. Si tratta dell’articolo 603 bis, ovvero l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le specifiche accuse sono note e confermate. Avrebbero sottoposto gli operai a condizioni di lavoro difformi da quelle previste nei contratti collettivi. Tra le altre cose li avrebbero costretti ad alloggiare al termine della giornata in locali adibiti a dormitori privi di necessari requisiti igienico-sanitari versando compensi inferiori al dovuto e assai sproporzionati all’attività svolta. Va ricordato che gli addetti venivano reclutati nell’area di Casal di Principe, territorio dove domina il clan campano.

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