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Cinghiali, mobilitazione in corso da parte di Coldiretti


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Torna all’attacco Coldiretti contro un problema annoso, ormai diventato insostenibile: l’invasione della fauna selvatica che, con particolare riferimento ai cinghiali, si è letteralmente impadronita di campagne e boschi, mettendo a serio repentaglio il diritto di fare impresa degli agricoltori che vivono nelle zone interne e non solo. Gli ungulati proliferano e si muovono senza controllo, indisturbati, alla perenne ricerca di cibo, devastando i terreni coltivati con danni tanto elevati che, molto spesso, costringono le imprese ad abbandonare la lavorazione dei campi con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista della manutenzione del territorio e del paesaggio. Un problema che riguarda soprattutto le zone interne aquilane, ma non risparmia le province di Pescara, Teramo e Chieti. Suscitando l’ira e la rabbia di migliaia di imprenditori agricoli ‘cacciati’ dai propri campi.

Così, oggi, in occasione dell’ultimo Consiglio regionale, in cui verrà discusso il regolamento per la gestione faunistico-venatoria degli ungulati in Abruzzo, il Palazzo dell’Emiciclo di L’Aquila sarà presidiato dagli imprenditori agricoli di Coldiretti e le immancabili bandiere gialle. Un modo semplice ma sicuramente efficace per ricordare che tante aziende sono impossibilitate a svolgere il proprio lavoro. Non grandi clamori, ma un composto segnale – al termine di un lungo pressing – che non potrà sfuggire all’attenzione di chi, nell’assise consigliare, è chiamato a costruire il futuro.

Nei giorni scorsi, Coldiretti ha sensibilizzato sulla problematica sulla fauna selvatica tutti i gruppi consigliari, di minoranza e maggioranza, oltre naturalmente all’assessore all’agricoltura e ai presidenti di Consiglio e Giunta chiedendo di valutare il grandissimo disagio e il danno economico arrecato alle imprese, soprattutto nelle aree interne. Chiedendo il necessario controllo della presenza di cinghiali (durante tutto l’anno e non solo nei periodi di caccia) attraverso l’abbattimento selettivo.

Per Coldiretti Abruzzo i rischi connessi alla presenza dei cinghiali sono anche di carattere sociale e sanitario: l’anomala concentrazione della popolazione di selvatici sfugge infatti ad ogni tipo di controllo e causa spesso incidenti agli automobilisti, danni alle abitazioni, situazioni di pericolo per i residenti delle zone in cui i cinghiali scorrazzano indisturbati creando molto spesso scompiglio, allarme e paura.

Nel dettaglio per Coldiretti è necessario:

– riportare il numero degli ungulati entro i limiti di sostenibilità ambientale e di compatibilità con l’attività agricola.

– assicurare il diritto al risarcimento del danno in base alle stime che tengano conto sia del valore del prodotto perduto, che dei danni pluriennali o permanenti alle strutture produttive e agli impianti, definendo procedure più snelle e tempi certi di pagamento e svincolando definitivamente il risarcimento dei danni dalle azioni di prevenzione che non sempre possono essere effettuate e/o sono prevedibili.

– Prevedere una modalità di risarcimento dei danni che “prioritariamente” vada a preferire gli imprenditori agricoli professionali, quelli cioè che vivono prevalentemente con il reddito agricolo.

Per Coldiretti Abruzzo, la gestione della fauna selvatica dovrà inoltre essere tra le priorità dell’agenda politica del nuovo governo abruzzese.

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