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Sanità

Cialente e la sanità: il problema maggiore è la Marsica

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«Gran parte della credibilità del governo di centrosinistra abruzzese della giunta D’Alfonso si giocherà sulla riorganizzazione della sanità». Lo afferma in una lunga nota il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, il quale motiva così la sua presa di posizione. «Non solo per la condizione di “regione canaglia”, dalla quale stiamo uscendo a grande fatica», dice, «quanto perché la questione centrale delle politiche dell’Europa, patria del welfare, si gioca sulla capacità di mantenere i servizi pubblici universalistici assicurandone efficacia ed efficienza». «È per questo», argomenta, «che resto colpito dalle discussioni e dagli interventi che vedo susseguirsi in questi giorni sulla sanità e, in particolare, all’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Addirittura, oggi, i miei colleghi sindaci del Comitato ristretto, pongono un problema sulle questioni sollevate dal Comitato stesso e focalizzate da me, lamentando una scarsa attenzione rispetto al problema di aprire o meno reparti in alcuni ospedali. È vero, al di là della battaglia che ho condotto fin dall’inizio del mio mandato per il nuovo ospedale di Sulmona, raramente ho parlato di reparti o primariati. Al contrario, ho sempre cercato di ragionare sull’organizzazione dei servizi sanitari nell’intero territorio provinciale, al fine di porre al centro dell’interesse l’assistenza al cittadino, sicura e pienamente soddisfacente. I colleghi, anche i precedenti sindaci di Sulmona e Avezzano, possono testimoniare la mia battaglia per cominciare ad avere i dati. Solo da questi ultimi, infatti, si può partire per cominciare a fotografare il quadro reale e capire le vere esigenze. Solo qualche mese fa il Comitato ristretto dei sindaci di questa Asl, forse l’unico in Abruzzo, ha potuto cominciare a ragionare sui dati della mobilità attiva e passiva per aree e per ospedali di riferimento. Abbiamo quelli ufficiosi del 2012, ancora niente dei dati del 2013, mentre è da questi che, a mio avviso, si deve ripartire». «Spero», prosegue, «che anche l’assessore Paolucci inizi a ragionare su questi dati a livello regionale. Sono dati preoccupanti: 9mila 506 pazienti della nostra Asl si curano fuori dalla Regione Abruzzo, 4mila 455 nelle altre Asl abruzzesi. Se togliamo i 654 che vanno via per patologie legate a specialità non presenti nell’Asl locale e alcuni aquilani ancora residenti fuori territorio in seguito al sisma, vuol dire che 14mila cittadini, per un valore di 46 milioni 626mila euro non si fidano o non trovano risposta nella nostra offerta sanitaria. Questo è il problema vero». «La divisione per aree indica, proprio nella sanità marsicana, il maggior problema, pure a fronte di grandi investimenti e della grande presenza variegata e ripetuta di reparti e specialità pubblico-privati. L’attenzione va focalizzata su questo aspetto. Recuperiamo poco, infatti, in termini di mobilità attiva, solo 29 milioni di euro, e qui all’Aquila, come ospedale Hub, abbiamo un dato, a mio avviso, troppo modesto». «Il problema, allora, non è legato a un ospedale in base alla popolazione o alle comprensibili aspettative di alcuni medici. Occorre, al contrario, analizzare tutti i dati, ospedale per ospedale, reparto per reparto, ribadendo, a meno che la Regione non cambi indirizzo, che l’organizzazione della sanità abruzzese è stata definita secondo i quattro ospedali Hub dei capoluoghi di provincia, e il resto negli ospedali Spoke». «Andando avanti su questa strada», dice Cialente, «si deve partire dall’utenza e dalla qualità dell’assistenza per qualsiasi cittadino abruzzese. Cosa serve? Quale qualità? Perché tanta mobilità passiva? E per quali specialità? Non è difficile trovare risposte. Esistono quintali di dati sulle necessità delle alte specialità in rapporto alla popolazione, sulla massa critica di queste rispetto ai casi trattati, nonché sul rapporto tra costi e benefìci. Quando mi candidai la prima volta a sindaco si stavano raccogliendo le firme per aprire un reparto di Ematologia all’Aquila. Mi rifiutai di firmare quell’appello, e anzi affermai che in Abruzzo bastava un reparto di ematologia, quello già esistente a Pescara. Venni attaccato anche dai miei avversari politici. Spiegai però la mia posizione agli aquilani, che capirono. Uno sforzo analogo dobbiamo farlo tutti. Aggiungo, infine, che sono rimasto molto colpito dal fatto che alcuni colleghi dell’Ufficio di direzione, costituito dai capi dipartimento, mi abbiano suggerito di ignorare questi dati. Mi chiedo dunque come abbiano fatto a votare l’atto aziendale, come si sia decisa la nuova pianta organica, su quali basi si stia ragionando se assumere personale amministrativo o medico. Chiedo al mio amico Paolucci se pensa che una qualsiasi azienda, anche la più piccola a conduzione familiare, possa essere gestita a lume di naso, o per simpatie o antipatie, o per pressioni politiche, magari di campanile o lobbistiche».

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Chiusura Cim Avezzano, Ginnetti a Tordera: l’ordinanza c’è

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AvezzanoL’ordinanza di chiusura del centro di salute mentale di Avezzano con decorrenza immediata c’è e dispone che la Asl attui tutti i provvedimenti urgenti entro 10 giorni al fine di tutelare la sicurezza e l’incolumità degli utenti. Ora auspichiamo che in poco tempo si facciano gli interventi che non sono mai stati fatti in un anno”. Il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Ginnetti replica così alle dichiarazioni del manager della Asl Rinaldo Tordera che ha annunciato l’avvio di lavori urgenti sulla struttura di Avezzano per eliminare le criticità strutturali e igienico sanitarie emerse dai sopralluoghi dei carabinieri dei Nas. Tordera ha inoltre precisato che la struttura non è mai stata chiusa. “Abbiamo solo raccontato i fatti e parlato di una imminente chiusura del centro a seguito dell’ordinanza del sindaco, quindi non dobbiamo essere smentiti e non vogliamo entrare in polemica con la Asl – aggiunge Ginnetti – Siamo il sindacato dei cittadini e vogliamo essere da pungolo affinché il servizio pubblico, e in particolar modo quello sanitario, siano sempre efficienti e rispondenti alle esigenze dell’utenza”.  La Uil Fpl aveva sollevato già da un anno il problema delle condizioni di fatiscenza dell’edificio che, insieme al centro di salute mentale, ospita anche il centro diurno L’arcobaleno e la residenza protetta La crisalide. “Il progetto è pronto da tempo, con i fondi già a disposizione ma la situazione si è trascinata finora – conclude – Ora speriamo nel miracolo e che in 10 giorni si riescano a realizzare tutti gli interventi necessari per migliorare le condizioni della struttura”.

 

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Cim: chiusi cucina e refettorio del centro diurno, ma la Asl smentisce

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Avezzano – Sospensione immediata delle attività per il laboratorio di cucina e del refettorio del centro diurno di Avezzano presso i locali dove è situato anche il Centro igiene mentale e il centro di recupero psichiatrico. Il provvedimento arriva in seguito alla terza ispezione dei Carabinieri del nucleo anti sofisticazione e sanità di Pescara che hanno evidenziato la carenza dei requisiti minimi d’igiene. I Nas, infatti, hanno rilevato la mancanza di spogliatoi e di bagni per gli addetti ai lavori e per gli utenti. Altre due ispezioni si sono verificate nei giorni scorsi sempre presso la struttura e nello specifico nei locali del Cim dove erano state segnalate carenze igieniche, posti letto oltre il consentito, prese e cavi elettrici non in sicurezza.

Sulla questione è intervenuto anche il segretario della Uil Fpl Antonio Ginnetti “Il sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis ha disposto con un’ordinanza la chiusura del Centro di salute mentale, dopo le ispezioni dei carabinieri del Nas. Si trovino ora soluzioni immediate per la ricollocazione dei servizi per gli utenti e per la tutela dei lavoratori”. “Vorrei ricordare che il progetto per la ristrutturazione dello stabile è pronto da tempo con fondi già a disposizione, ma i lavori non sono mai partiti e finora nulla è stato fatto per ricollocare i servizi”.Il segretario della Uil Fpl Antonio Ginnetti torna a chiedere un intervento tempestivo del primo cittadino di Avezzano e del manager della Asl n°1 Avezzano Sulmona L’Aquila Rinaldo Tordera in vista dell’ imminente chiusura dello stabile che ospita, oltre al Centro di salute mentale, anche il centro diurno L’arcobaleno e la struttura residenziale protetta La crisalide”.

“Il centro salute mentale di Avezzano non è stato chiuso” precisa il manager Rinaldo Tordera. “A seguito dell’ispezione dei Nas nei giorni scorsi, il sindaco, come da norma, ha dato 10 giorni di tempo alla Asl per eseguire i primi lavori urgenti su servizi igienici e sala d’attesa al fine di eliminare alcune criticità. Lavori che noi, come azienda sanitaria, abbiamo già avviato e che concluderemo nel rispetto dei tempi assegnatici. La notizia di una chiusura del Cim è pertanto del tutto infondata”. “In attesa di completare questa prima parte dei lavori, che hanno carattere d’urgenza”, aggiunge Tordera, “siamo impegnati nella ricerca di nuovi locali che, in previsione di un intervento più ampio e complessivo di ristrutturazione dell’immobile, già messo in cantiere e finanziato, ci consentano di trasferire temporaneamente il servizio che quindi non subirà alcuna interruzione”.

 

 

 

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Opi comune cardioprotetto, installato il primo defibrillatore

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Opi – Opi entra a far parte della rete dei comuni cardioprotetti grazie all’installazione del primo defibrillatore. Lo strumento sanitario salvavita è stato posizionato all’esterno del Municipio dove potrà essere utilizzato h. 24 da apposito personale formato, “un’altro tassello si aggiunge verso la modernizzazione, la sicurezza sanitaria e il progresso del nostro piccolo borgo” commenta il sindaco Berardino Antonio Paglia.

L’apparecchio salvavita è stato consegnato dalla Regione Abruzzo nell’ambito del progetto sanitario di cardioprotezione rivolto ai comuni del territorio. L’idea è stata promossa dalla Giunta regionale d’Abruzzo, su iniziativa dall’assessore alla sanità Silvio  Paolucci, per una spesa complessiva di 251.600 euro di cui 170mila per l’acquisto dei Dae (defibrillatori semiautomatici esterni) e 81.600 euro per la formazione.

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Ospedale di Avezzano, De Angelis: sia presidio di primo livello con funzioni di spoke

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Avezzano – Il Comitato ristretto dei sindaci della provincia dell’Aquila aderisce alla mobilitazione nazionale promossa dai medici e dirigenti sanitari del 23 novembre prossimo e terrà un presidio davanti l’ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese. L’annuncio è stato dato nel corso della riunione dell’organismo che ha funzioni di indirizzo politico-amministrativo della Asl 1, a cui hanno partecipato sindacati dei medici, degli ordini professionali, sindacati confederali e Azienda sanitaria. “Chiederemo a tutti i sindaci del territorio di partecipare all’iniziativa e sostenere le istanze di chi si batte per garantire il finanziamento adeguato del fondo sanitario nazionale, sblocco delle assunzioni e rinnovi contrattuali per evitare la fuga del personale verso il privato e mantenere alti i livelli di assistenza sanitaria per il cittadino” hanno dichiarato i componenti del Comitato, presieduto dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e composto dai primi cittadini di Avezzano, Gabriele De Angelis, di Sulmona, Annamaria Casini, di Castel di Sangro, Angelo Caruso, e dal vice sindaco di Barisciano, Giuseppe Calvisi. Gli stessi hanno specificato che “la manifestazione del 23 novembre sarà solo la prima di un’azione che verrà intrapresa nelle prossime settimane a difesa del sistema sanitario delle aree interne, dove la questione legate al blocco delle assunzioni e del turnover rischia di far collassare un’intera rete fatta di servizi e assistenza”. “Sarà quello il momento – hanno aggiunto – per tenere alta l’attenzione su altre due vicende decisive per evitare lo spopolamento e l’impoverimento, non solo sanitario, della nostra terra, ovvero la definizione del processo per l’istituzione del Dea di secondo livello L’Aquila-Teramo,  per il quale chiediamo certezza nei tempi di realizzazione. La stessa attenzione, inoltre, chiediamo venga messa in campo affinché presso l’ospedale di Avezzano, che copre una vasta area di utenza, vengano garantiti gli attuali standard qualitativi affinché continui a essere riconosciuto come presidio di primo livello con funzioni di spoke“. 

“Al contempo, l’impegno delle istituzioni tutte deve essere rivolto ad individuare soluzioni per la difesa del punto nascite presso l’ospedale di Sulmona, che penalizzerebbe non solo la città peligna ma l’intero vasto comprensorio peligno e altosangrino, e intervenire anche per la complessiva riqualificazione del presidio per risolvere le diverse criticità segnalate, come quella dei numerosi reparti ormai senza primari (Chirurgia e Medicina) o apicali prossimi alla pensione (Ortopedia) che devono essere rapidamente sostituiti o del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Castel di Sangro. L’altra grande questione aperta, inoltre, è quella che deve portare all’attivazione di un percorso condiviso affinché le carenze di personale, che riguardano i nosocomi dell’intera provincia aquilana, vengano al più presto sanate e venga attuato il piano di assunzioni annunciato dalla Regione”.

“È arrivato il momento di agire concretamente sulla situazione sanitaria che è ormai sotto gli occhi di tutti”, ha sottolineato il primo cittadino di Avezzano, “bisogna chiarire ai nostri interlocutori della politica regionale che sui punti all’ordine del giorno di questo nuovo incontro, organizzato dal comitato ristretto dei sindaci, non accetteremo tempi di “sospensione” in attesa delle elezioni regionali. Assunzioni, Dea di secondo livello funzionale e punto nascita di Sulmona sono proprità su cui non si possono più dilazionare i tempi. Come è una priorità assicurare centralità al nostro ospedale di Avezzano che copre un’area vasta di utenza e pertanto deve essere mantenuto al massimo della sua efficienza come presidio di primo livello con funzioni di spoke, con l’assunzione immediata dei nuovi primari in sostituzione di quelli già andati in pensione o nella prossimità di farlo. I professionisti della sanità non possono continuare a sostenere ritmi di lavoro estenuanti e ai cittadini vanno garantiti servizi di qualità e che mantengano la dignità delle nostre strutture sanitarie. Raccogliamo ogni giorno le istanze che evidenziano le criticità imminenti da parte delle sigle sindacali, dei medici e come sindaco anche dei cittadini. Pertanto aderiremo con spirito propositivo allo sciopero nazionale indetto per il 23 novembre. Per quanto riguarda la strategia di medio termine propongo di elaborare una nostra proposta concreta di riorganizzazione della sanità sulle aree interne da presentare al prossimo governo regionale”.

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Febbre del Nilo: dalla As1 controlli sui cavalli per scongiurare contagio umano

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L’Aquila 160 controlli sui cavalli, compiuti nella provincia di L’Aquila nell’anno corrente, come azione di prevenzione del servizio veterinario della Asl sulla West Nile disease, malattia di cui finora non si sono registrati casi sul territorio provinciale, che colpisce esseri umani e animali con una gravissima forma di encefalite. La patologia, derivante da un virus proveniente dal Nord Africa, sta destando forte preoccupazione soprattutto nelle regioni della pianura Padana. In Italia, negli ultimi anni, la West Nile ha provocato finora 19 decessi di persone su 148 casi accertati. Nella Penisola i servizi di Sanità animale sono mobilitatati sia per trattare gli animali infetti sia per controllare l’eventuale diffusione della malattia. Nel comprensorio provinciale il competente servizio veterinario della Asl sta effettuando minuziose verifiche, proprio al fine di attuare una capillare azione di prevenzione: nel 2018 i campioni esaminati (160) sono stati in numero nettamente superiore a quelli previsti (114). I controlli hanno dato tutti esito negativo ma ciò non induce ad abbassare la guardia poiché, come detto, la malattia è molto insidiosa. La West Nile disease è mantenuta in natura da un ciclo di trasmissione zanzara-uccello-zanzara: le zanzare si infettano pungendo uccelli viremici. Nella zanzara il virus replica e si localizza nelle ghiandole salivari per essere poi trasmesso all’ospite vertebrato (uccello). Nell’uomo i sintomi con cui si manifesta la malattia sono: febbre, mal di testa, mal di gola, dolori muscolari e articolari e, nei casi più gravi, meningite, encefalite e poliemielite. L’inoculazione del virus dalla zanzara al cavallo determina una grave encefalite che precede in genere il contagio all’uomo. L’introduzione di questo virus dal nord Africa è dovuta a varie cause: migrazioni degli uccelli che (in primavera) possono arrivare in alcune regioni italiane, innalzamento delle temperature, spostamento di turisti negli stati in cui il virus circola e che, se contagiati, sviluppano la patologia al rientro nella Penisola. “Come consiglio utile per ridurre il rischio di esporsi alle punture delle zanzare”, dichiarano i veterinari della Asl, “l’indicazione, oltre a quella di fare uso di repellenti, è di limitare i luoghi umidi vicini all’abitazione dove le zanzare si riproducono e di svuotare (almeno una volta a settimana) l’acqua da sottovasi, ciotole di animali da compagnia, secchi, botti ecc.” La West Nile è solo una delle patologie, trasmissibili dall’animale all’uomo, che sono andate emergendo negli ultimi anni nel ventaglio dei nuovi virus.

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Chiusura ospedale Tagliacozzo, l’opposizione accusa il Pd e chiede mobilitazione unitaria

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Tagliacozzo – “Dopo la polemica innescata dal deputato abruzzese del PD Camillo D’Alessandro intervengono – i consiglieri comunali di opposizione, Vincenzo MonteliscianiRomana RubeoMaurizio Di Marco TestaAngelo Poggiogalle – che da due anni segnalano i rischi per l’Ospedale Umberto I contenuti nel decreto Lorenzin e nella programmazione sanitaria della Giunta D’Alfonso. D’Alessandro accusa il nuovo Governo nazionale di non aver accettato la deroga per i piccoli ospedali abruzzesi per i quali è prevista la dismissione dei Punti di Primo Intervento – dichiarano i consiglieri – Siamo felici che oggi – che è all’opposizione in Parlamento e che si avvicina la campagna elettorale per le regionali- anche il Partito Democratico si renda conto di ciò che i suoi ministri e i suoi assessori alla sanità hanno scritto negli atti che riguardano la programmazione sanitaria dell’Abruzzo. Noi – continuano i quattro – denunciammo la prevista dismissione del PPI di Tagliacozzo nell’agosto del 2016 e, per due anni, siamo stati insultati dal sindaco Vincenzo Giovagnorio (che guida una Giunta targata PD) e dall’assessore regionale Silvio Paolucci (PD). Carte alla mano, chiedevamo che si prendesse atto ci ciò che i governi del PD avevano scritto nei loro atti programmatori e chiedevamo di cambiarli; loro intanto negavano la realtà di ciò che era scritto nero su bianco e ci accusavano di fare allarmismo. A questo punto, visto che con due anni di ritardo si accorge anche lui del problema, chiediamo all’onorevole D’Alessandro: perché l’assessore Paolucci, nel marzo 2017, invitato al Comune di Tagliacozzo dal sindaco che lo applaudiva in prima fila, metteva in scena il suo teatrino volto a negare la verità dei fatti? E – concludono i consiglieri di opposizione – chiediamo al sindaco Giovagnorio: perché, invece di schierarsi da subito a difesa del territorio, ha prima impedito la discussione su questi temi e ha poi coperto per due anni, con false rassicurazioni, le bugie dei suoi referenti politici? E perché ancora oggi continua a tacere sui rischi che corre il nostro ospedale? A causa di tutto ciò, per anni il problema è stato colpevolmente tenuto sotto silenzio. Noi da soli abbiamo continuato a denunciare i rischi, a tenere alta l’attenzione dei cittadini, a chiedere impegni precisi e ad auspicare una mobilitazione unitaria a difesa del diritto alla salute. E oggi torniamo a chiederlo. Ma chiediamo anche un passo indietro, con le doverose scuse, da parte di chi ha mentito ai cittadini di Tagliacozzo e ha messo gli interessi politici di parte al di sopra dell’interesse generale del territorio e del malato.”

 

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Grande partecipazione per il corso Blsd allo Stadio dei Marsi di Avezzano

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Avezzano“Salvare la vita grazie all’utilizzo del defibrillatore. Molte volte per salvare la vita di chi viene colto da un infarto è questione di pochi secondi. Momenti importanti che possono fare la differenza per chiunque, ma per poter intervenire bisogna conoscere le tecniche di intervento e soprattutto il saper utilizzare il defibrillatore. Diffondere tali capacità è quello che stanno facendo “Obiettivo Qualità Consulting”, società specializzata nella sicurezza sul lavoro, in collaborazione con Luigi Soricone e gli Operatori della centrale operativa 118 L’Aquila, che hanno e, stanno organizzando corsi, come quello ad Avezzano allo Stadio Dei Marsi per l’utilizzo di questo apparecchio salvavita. In molti hanno voluto partecipare, società calcistiche, ma anche persone che sanno, che saper affrontare con capacità e professionalità eventi del genere, sia importante per tutti. “Obiettivo Qualità Consulting” è una società, affermatasi a livello nazionale, che ha fatto del proprio core business, la sicurezza degli altri, nei luoghi di lavoro così come nella vita quotidiana, una mission più che un lavoro vista la dedizione e  l’impegno che mettono ogni giorno nella loro attività, così come, quello che fanno quotidianamente Luigi Soricone e gli Operatori del 118. Grazie all’Avezzano Calcio, per l’ospitalità e per l’organizzazione logistica curata dal Direttore Generale Gianluca Maillaro”.

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