Cronaca e Giudiziaria

Chiusura tribunale, gli avvocati avezzanesi scrivono a Cialente

Egr. Dott. Cialente,
rispondo a quanto da lei dichiarato nell’articolo pubblicato ieri su “Il Capoluogo”, giornale on line di L’Aquila, non per alimentare la polemica, ma perché non posso esimermi dal farlo dato il contenuto offensivo delle sue dichiarazioni nei miei confronti e dell’intero Foro marsicano.
Riguardo al bon ton che secondo lei io non conoscerei, posso riferire che il mio comunicato emesso quale Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avezzano, in merito alle dichiarazioni da lei rilasciate al quotidiano “Il Centro” è stato talmente garbato e misurato nei toni, che più di un iscritto del mio Foro mi ha accusato di essere stato troppo edulcorato, per usare un eufemismo, nei suoi confronti. Loro avrebbero scritto ben altro. A questo punto penso che avessero ragione loro. Con quello che lei ha detto, ritenendomi meno intelligente di suo figlio piccolo, ha offeso me e l’intera classe forense marsicana.
Lei non si è reso conto che io ho parlato a nome di 900 Avvocati e Praticanti Avvocati “incazzati” sia per il momento di crisi che tutta la categoria sta attraversando a causa della grave congiuntura economica sia perché vivono nella incertezza del proprio futuro che, ad oggi, è fatto solo di proroghe. Noi vogliamo certezze per lavorare in santa pace, programmando come tutti gli altri professionisti il nostro futuro. Lavoriamo in un Tribunale efficiente, di cui scelleratamente è prevista la chiusura, con l’organico quasi al completo e con numeri superiori a quelli di L’Aquila.
E lei che fa? Parla di accorpamento anticipato al 2016, quanto sa bene che la proroga della chiusura dei Tribunali “minori” abruzzesi, tra i quali Avezzano, è fissata al 2018, e fa riferimento a “corpi aggiunti” per i Tribunali di Avezzano e Sulmona, usando parole di per sé discriminatorie.
Io non l’ho sentita mai spendere una parola a nostro favore, ma il suo attuale comportamento manifesta il contrario. Il suo scopo è chiaro e manifesto, vuole portarci al più presto a L’Aquila per rivitalizzarla, ma noi non saremo i contadini veneti che andarono a bonificare la pianura Pontina; noi siamo fieri della nostra Marsicanità e stia pur certo che faremo di tutto per non venire a L’Aquila, per la quale nutriamo il massimo rispetto, volendo mantenere il nostro Tribunale.
Per concludere, “i figli sò piezz’e core” e non vanno usati per battute che di spiritoso hanno ben poco.
Avv. Sandro Ranaldi
Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati

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