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Chiediamo provvedimenti non platonici ai Presidenti Chiodi e Pagano e al Consiglio regionale

Il Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ed il Presidente della Regione Gianni Chiodi hanno il “dovere e l’obbligo” di spiegare a tutti gli abruzzesi quali sono state le motivazioni in base alle quali, visto quanto sta accadendo in questi giorni, hanno deciso di prolungare la Legislatura fino al 25 maggio 2014, oltre 5 mesi dopo la scadenza “naturale” del 15 dicembre 2013.

Tale richiesta è avvalorata dalla lettura dell’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale che si terrà a Pescara martedi 11 febbraio, il quale oltre alle solite interpellanze, interrogazioni e risoluzioni, prevede progetti di legge che, per le attuali funzioni in prorogatio del Consiglio, non hanno alcuna possibilità di essere approvati.

Tra l’altro, agli ultimi due punti sono inseriti, da innumerevoli sedute, la sostituzione di un componente del Collegio regionale per le garanzie statutarie e la indicazione di uno dei cinque esperti che compongono il Collegio regionale per le garanzie statutarie.

Non vi si trova invece, neanche questa volta, ciò che “solamente” è consentito fare ad un Consiglio regionale in regime di prorogatio: cioè l’approvazione di una Legge ad hoc sulla ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere, in quanto, come stabilisce lo Statuto della Regione Abruzzo, incontestabilmente “necessaria ed urgente”.

E ancora, pur in presenza in Abruzzo e nei Comuni del cratere di una “drammatica” emergenza e insicurezza abitativa, neppure vi si trova la “urgente e necessaria” approvazione di una Legge Regionale per il ripristino del “riscatto graduale” degli alloggi ex-GESCAL e di Edilizia Residenziale Pubblica e per l’uso del risparmio popolare ai fini di consentire l’accesso alla proprietà e alla sicurezza della abitazione alle tante famiglie che ancora oggi ne sono impedite.

L’allarme è alto, e al danno si aggiunge la beffa, in quanto la maggioranza di centrodestra al Consiglio regionale hanno presentato un Disegno di Legge ad personam con il quale, per risanare il bilancio finanziario delle ATER in condizioni di grave deficit, si propone di utilizzare l’80% degli eventuali ricavi derivanti dalla vendita degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, mentre la parte “residua” verrà destinata alla realizzazione di programmi di riqualificazione e incremento del patrimonio abitativo pubblico: ciò, oltre che un assurdo contabile, si configura come un vero e proprio “esproprio” ai danni degli Inquilini abruzzesi che da anni aspettano di riscattare la propria attuale abitazione.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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