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Che le Istituzioni si assumano le proprie responsabilità: è questo l’appello di un disabile marsicano

 

Lo scorso 20 dicembre ad Avezzano, durante la manifestazione per i diritti dei disabili cacciati dal Centro di riabilitazione San Domenico, Domenico Petricca, disabile, nato nel 1970 a Morino e attivista nel Movimento 5 Stelle, ha voluto rilasciare delle dichiarazioni riguardanti le discriminazioni ed i problemi economici che, allo stato attuale, è costretto ad affrontare. La testimonianza del Signor Petricca si traduce in una vera e propria richiesta d’aiuto alla Regione e agli organi competenti in materia di disabilità.

La vita di un disabile è difficile già per se stessa, figuriamoci se si interpongono altri fattori che invece, con un po’ di responsabilità e di buona volontà da parte di tutti, si potrebbero evitare. Quali sono questi fattori che possono ostacolare la vita di un disabile? Le barriere architettoniche, per esempio, in riferimento a tutti quegli ostacoli (scale, porte strette, marciapiedi senza rampe) che non permettono la completa mobilità di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita, temporaneamente o permanentemente. La loro presenza può impedire, a quanti hanno difficoltà motorie o sensoriali, di uscire da casa, di andare a scuola o al lavoro, di stare con gli altri, di avere una vita dignitosa.

Come sappiamo, inoltre, la Costituzione Italiana garantisce al cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere, il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. Ma, come ci spiega Domenico, la scarsità di fondi per l’assistenza sanitaria e i 280 € mensili di mantenimento, utili alla sopravvivenza e all’acquisto di prodotto ortopedici (per esempio sedia a rotelle, stampelle, collari cervicali, tutori ecc.), spesso non bastano.

Domenico ha gridato la sua amarezza anche per i tempi biblici con sui si decide, nelle alte sfere delle burocrazia sanitaria, di visitare ed assistere i disabili nei vari centri di riabilitazione ubicati ad Avezzano e nella Marsica.

Il superamento dell’handicap comporta molta determinazione e sofferenza, perché l’esistenza di un apparato teorico e normativo avanzato non elimina le barriere reali. La diversità diventa più facilmente superabile se accettata e concepita come una risorsa, e il percorso più efficace per farlo passa inevitabilmente attraverso il confronto, l’informazione e la responsabilizzazione della società. L’integrazione, di fatto, è ancora piuttosto lontana, perché non esiste ancora tra la collettività una “cultura” dell’handicap e della diversità, talvolta i problemi sono affrontati in termini pietistici e non sempre si guarda al disabile come ad un soggetto titolare di diritti.

Per i familiari e per le persone affette da disabilità, come ci insegnano le vicende scandalose dei disabili “buttati fuori” dal Centro di riabilitazione San Domenico di Avezzano, questo è l’aspetto più grave della vicenda, perché rallentare le cure, spezzare il ritmo della terapia, vuol dire causare il peggioramento delle condizioni fisiche e anche psichiche del disabile.

 

 

 

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