Cronaca e Giudiziaria

“Tutti per uno”, blitz in corso nella Marsica/Aggiornato

AVEZZANO (AQ) – Coinvolti medici, imprenditori e politici, oltreché pluripregiudicati, nell’indagine condotta dalla locale Procura che ha portato l’emissione di dieci misure di custodia  cautelare emesse dal Gip.

Le operazioni sono in corso d’esecuzione dalle prime ore dell’alba ad opera dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di L’Aquila nei confronti di soggetti responsabili a vario titolo di frode processuale (art. 374 c.p.), corruzione  (319 c.p.), falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico (artt. 476 e 479 c.p.), frode assicurativa ( art. 642 c.p.), truffa ai danni dello Stato (art. 640 c.p.) e favoreggiamento (378 c.p.).

Riscontrata infatti la presenza di diverse pattuglie delle Fiamme Gialle nel territorio tra Avezzano e Gioia dei Marsi.

Alcune vetture sono state avvistate a Gioia dei Marsi proprio nei pressi dell’abitazione di Arnaldo Aratari  imprenditore del settore sanitario già noto alle cronache  degli ultimi mesi per essere stato denunciato dalla locale Procura per una falsa invalidità.

AGGIORNAMENTO

Sono diciotto, al momento, i soggetti indagati nell’ambito dell’inchiesta “Tutti per uno”, condotta dai finanzieri del comando provinciale dell’Aquila e della compagnia di Avezzano, che ha portato alla luce un collaudato sistema fraudolento impiegato nelle più disparate situazioni per ottenere benefici, economici e di altro genere, attraverso certificazioni che attestavano il falso, rilasciate da medici compiacenti. Perno del “mercato” dei certificati “buoni per ogni occasione”, in particolare, Angelo Gallese, 62, di Avezzano, psichiatra responsabile del Centro di igiene mentale (Cim) della Asl di Avezzano Sulmona-L’Aquila, arrestato nelle scorse ore. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, anche attraverso una lunga attività di intercettazione audio e video nei locali in cui operava, Gallese, molto noto nella Marsica e ad Avezzano, dove anni addietro fu anche candidato sindaco, avrebbe condotto “un’incessante e lucrativa” attività di vendita di certificati falsi. Le porte del carcere si sono aperte anche per Orlando Morelli, pregiudicato, prelevato nella sua abitazione di Caruscino nelle prime ore della mattinata, e Arnaldo Aratari, patron della clinica Medisalus srl a Lecce nei Marsi. Aratari era già finito recentemente nell’occhio del ciclone a seguito di indagini della Guardia di Finanza, che avevano condotto al sequestro di circa 200mila euro e del 100% del capitale sociale della Medisalus; sullo stesso pende la richiesta di restituzione, da parte della Asl, di 750mila euro, per prestazioni di riabilitazione che sarebbero state effettuate indebitamente dal centro Medisalus, vicenda spinosa che potrebbe costare alla Clinica la sospensione dell’autorizzazione e dell’accreditamento da parte degli enti competenti (Comune, Regione, ASL).

Ai domiciliari, su disposizione del Gip del Tribunale di Avezzano: Tiziana Mascitelli, moglie di Arnaldo Aratari, Luigi Maiello, Maria Palma Di Biase, Gino Arioli, l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi, Giuseppe Agostinacchio.

Travolto dall’indagine dei suoi colleghi, anche il consigliere provinciale di Forza Italia, Gianluca Alfonsi, luogotenente della Guardia di Finanza, indagato a piede libero insieme a Paolo Di Bella, Njiac Shahini, Ida Morelli, Carmine Macerola, Paola Fracassi, Guglielmo Mascitelli, Mauro Arcangeli e Raffaele La Russa. Gianluca Alfonsi, esponente di punta tra le fila di Forza Italia nella Marsica e nella provincia aquilana, solo pochi mesi fa era stato confermato nella carica di consigliere provinciale, primo tra gli eletti della Marsica e della Valle Peligna e terzo eletto in assoluto, per il terzo mandato consecutivo.

Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di frode processuale (art. 374 c.p.), corruzione (319 c.p.), falsità materiale ed ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico (artt. 476 e 479 c.p.), frode assicurativa ( art. 642 c.p.), truffa ai danni dello Stato (art. 640 c.p.) e favoreggiamento (378 c.p.). L’inchiesta, che ha svelato un inquietante quadro di corruzione che vede protagonisti pubblici ufficiali, uomini dell’apparato pubblico e amministrativo dello Stato ed esponenti delle forze dell’ordine, sembra destinata ad allargarsi, e non si escludono ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.

1 Comment

1 Comment

  1. IVO

    25 maggio 2018 at 8:43

    Delinquenti tutte facce di merda che si so permessi di giudicarmi volendo passare per gente migliore di me il bello che alla fine i delinquenti veri in Italia non pagano a differenza dei poveri cristi

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