Editoriale

C’era una volta la Texas, e c’è ancora…

Qualche tempo fa, fra il serio e il faceto, Antonello Tangredi mi girò un documento targato 1991 (!) e riferito a tutte le beghe contrattuali e, di riflesso, sindacali di quella che allora si chiamava Texas Instruments.

Il “giochetto” mediatico puntava a dimostrare quanto fossero stati precursori i redattori di quel pezzo ma anche quanto siano ancora attuali gli argomenti elencati in quel breve documento.

Una considerazione dalla duplice chiave di lettura; quella positiva è che si parlava di scenari apocalittici, che poi in realtà il tempo ha attutito (ma non eliminato). Quella negativa è invece che gli appunti sollevati sono ancora tutti lì, ben lungi dal risolversi.

La turnazione, la formazione, l’organizzazione del lavoro atipica, perché spiccatamente americana, non si poteva toccare allora e non si può ritoccare neanche adesso che la proprietà è passata ad essere europea.

Questo aspetto, volenti o nolenti, penso sia chiaro a tutti; ce ne faremo una ragione, c’è di peggio nella vita.

Per il resto le osservazioni sono ben altre. Il sistema Texas proponeva poche tutele e molti privilegi. Se il mercato tira siamo tutti più ricchi, se smette di tirare voi venite a fondo con noi, e più di noi.

Da questo schema non si è più usciti, ma, piuttosto, l’aspetto disarmante della questione è che il resto del mercato del lavoro, alle prese con la crisi economica, si è modellato ad immagine e somiglianza di quanto accadeva dalle nostre parti già la bellezza di 23 anni fa e non il contrario.

Purtroppo non sono stati i redattori del pezzo di cui sopra a tirare su il sistema ma il sistema a tirare giù loro e noi, di riflesso.

In tutto questo teorema c’è qualche buona considerazione da sottolineare. Bicchiere mezzo pieno perché?

Perché diverse proprietà si sono avvicendate sul medesimo sito, che mostra sì dei limiti evidenti, ma anche un’appetibilità che altrimenti non avrebbe senso se non avesse mercato.

Ed è qui che il vostro direttore deve fare pubblica ammenda perché in passato si era dimostrato decisamente (troppo?) disfattista al riguardo. Cacciatori di dote, profittatori, se ne andranno al primo soffio di tramontana, pensai.

E invece, nella loro aurea mediocritas, ancora tengono botta, assecondando al massimo il mercato sì ma senza avere la valigia sempre pronta in corridoio.

C’è da stringere la cinghia? E noi la stringiamo (stiamo parlando infatti di una realtà che comunque con l’indotto 10 anni fa dava da mangiare al doppio delle persone…) ma i pantaloni no, quelli non li buttiamo!

C’era una volta la Texas, e c’è ancora…

VALE

Luca DJ Di Giampietro

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