Sanità

Il centro trasfusionale dell’ospedale di Avezzano torna nei propri locali ristrutturati

6.500 sacche di sangue l’anno e 400 trattamenti di medicina rigenerativa di tessuti ossei per il centro trasfusionale dell’ospedale di Avezzano che, da alcuni giorni, è tornato nei locali ristrutturati e messi  in sicurezza dopo un anno di temporaneo trasloco in una diversa ala dell’ospedale. Questa mattina, 6 luglio, il manager della Asl, Rinaldo Torderaaffiancato dal direttore del servizio immunoematologia e medicina trasfusionale della Asl provinciale, Luigi Dell’Orso, ha accompagnato il  sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, in una visita negli ambienti rimessi a nuovo.  I lavori, con cui sono stati rivisti anche gli spazi interni per migliorare l’attività del servizio, prevedono percorsi ancora più definiti peri donatori, in linea con la normativa, i quali, dal momento dell’ingresso fino alla donazione, seguiranno un ordine preciso nelle operazioni di donazione: dalla compilazione dei moduli, alla visita sulle condizioni di salute, fino al prelievo di sangue e alla successiva pausa in  sala-ristoro dove il volontario può consumare la colazione e recuperare energie. L’adeguamento dei locali, pertanto, permetterà di donare il sangue nelle migliori condizioni logistiche, con vantaggi notevoli anche per gli operatori sanitari.  Gli spazi interni si estendono su una superficie complessiva di 480 metri quadrati e, per l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza, sono stati spesi circa 400.000 euro, per un periodo complessivo di 6 mesi.  Con il ritorno  nei locali originari ha smesso di funzionare anche l’emoteca mobile, collocata all’esterno dell’ospedale, con cui per un anno si è provveduto a raccogliere il sangue. Ora, con la rioccupazione della vecchia ‘casa’, i donatori potranno dare il proprio plasma in locali con più alta qualità alberghiera.

Ad Avezzano si pratica anche la medicina rigenerativa con cui, tramite sangue lavorato (emoderivati), si riesce a ricostituire la struttura di tessuti ossei, lesioni osteo-articolari, tendini e cartilagini (quando possibile, anche come terapia alternativa al bisturi), per esempio per cartilagini e tendiniti (400 trattamenti annui). “La riapertura dei locali”, ha precisato Di Pangrazio, è un fatto molto importante e avviene nei  tempi fissati dal crono programma e quindi siamo molto soddisfatti del lavoro svolto dalla direzione della Asl. Come ulteriore sforzo ho chiesto al manager Tordera di riportare ad Avezzano la lavorazione del sangue”.
Il direttore generale della Asl, ha rimarcato che  “La ristrutturazione logistica del servizio permetterà di migliorare nettamente la qualità dell’attività  e, al contempo, di rafforzare la collaborazione con le associazioni dei donatori di sangue, il cui apporto è estremamente prezioso. Un plauso a tutti gli operatori del servizio e all’ufficio tecnico che si sono prodigati al meglio”.

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