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Celano – I teorici del centrodestra di Piccone e l’elogio di un fallimento

È questo il momento di chiarire fino in fondo le ragioni del fallimento di un Sindaco che ha purtroppo avuto serie e gravi conseguenze per la nostra città. Un’amministrazione, quella che il Consiglio comunale, legittimamente e a ragione, ha rispedito a casa incapace nei quasi cinque anni di mandato di elaborare, programmare e condividere, nessuna proposta o azione in grado almeno di affrontare i gravi problemi delle nostre famiglie, della nostra comunità in genere.
Tutti hanno constatato il modo di amministrare dell’ex Sindaco, una gestione improntata sui proclami e sulla clientela, che ha ripetutamente avanzato promesse in occasione di appuntamenti elettorali per poi scomparire nel completo anonimato. Anche per questo cinque Consiglieri comunali di maggioranza, democraticamente eletti, si sono dissociati dalla gestione padronale e improvvisata di Piccone. È esemplare a questo proposito la vicenda delle scuole comunali. Un ex Sindaco che inizia il suo mandato annunciando la costruzione di un Campus scolastico in località “Starze di sotto”, adiacente gli impianti sportivi, poi inverte la rotta proponendo, quasi per capriccio, la demolizione dell’edificio scolastico di Piazza Aia che ospita 200 ragazzi delle elementari. Nel frattempo, nel tentativo di recuperare qualche finanziamento regionale, la ex Giunta Piccone si accorge che l’area di Madonna delle Grazie, sulla quale insistono una scuola elementare, una materna e una palestra, è a rischio idrogeologico e decide di realizzare un Campus in località campo Bonaldi dove trasferire tutte le scuole elementari della città. La proposta non prevede però di spostare la scuola materna e la palestra che dovrebbero restare in un’area a forte rischio, ma si prevede invece di demolire anche l’edificio scolastico di Rione Vaschette, un’area che non è a rischio. Infine, poco prima della decadenza, Piccone decide di demolire la scuola media di via Fontanelle, più di mille studenti, per ricostruirla nello stesso posto che, come tutti sanno, crea fortissimi disagi a studenti, famiglie, insegnanti e all’intera città per l’assoluta mancanza di aree per parcheggio e a verde. Questi sono i fatti.
In questi anni il Partito Democratico ha ripetutamente evidenziato l’assoluta incapacità amministrativa e di programmazione di Piccone e la sua maggioranza, condizione questa che ha di fatto paralizzato la città, peggiorandola sotto tutti i punti di vista e indebitandola fino al collo con il ricorso ripetuto al prestito bancario. Complice di questo sfascio anche l’operato di chi ha avuto ruoli di dirigenza nel nostro comune e che ancora oggi tenta di perpetuare il disastro.
Certo che bisogna intervenire per migliorare la sicurezza e la qualità delle nostre scuole, uno degli obiettivi del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma bisogna operare scelte appropriate evitando di spendere male i soldi. A proposito l’ex amministrazione Piccone è riuscita a racimolare solo poche migliaia di euro dei fondi messi a disposizione dal governo per le scuole, anche questo sintomo di scarsa efficienza.
Comunque in questi anni abbiamo avanzato, senza nessuna risposta dalla maggioranza, una proposta organica e alternativa sulle scuole: riqualificare gli edifici delle scuole materne ed elementari, strategicamente ubicati in città, mantenendoli a più stretto contatto con i quartieri, agevolando alunni e famiglie; realizzare un nuovo Campus scolastico in adiacenza agli impianti sportivi esistenti a servizio degli alunni delle scuole medie che meglio affrontano lo spostamento anche con mezzi pubblici.
Per queste ragioni, motivate anche dal buon senso, riteniamo che la scelta di stravolgere l’assetto comunale delle scuole non possa oggi tener conto solo della decisione improvvisata di una Giunta decaduta, che in questa fase commissariale occorra riflettere ed essere garanti degli interessi di un’intera comunità. Per questo rinnoviamo l’invito al Commissario di sospendere l’iniziativa del Dirigente D’Aulerio evitando di consumare l’ennesimo strappo nei confronti non solo del Partito Democratico ma di larga parte della cittadinanza.

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