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Cronaca e Giudiziaria

Castellafiume, Mariani: “Problemi con internet? Strano, noi ci lavoriamo tutti i giorni!”


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In merito ad un articolo pubblicato su una testata online, il sindaco Domenico Mariani e l’intera Amministrazione comunale di Castellafiume decidono di mettere i puntini sulle “i” e rispondere a quanto affermato dal giornalista Di Nicola a proposito di insormontabili problemi legati a internet, che hanno costretto il giornalista a lavorare in condizioni di disagio. Ma non solo. Il giornalista, nello stesso articolo, non risparmia epiteti a tutta la classe politica regionale, interessata solo ad “accaparrare potere e mazzette”. Attraverso toni pacati e ironici vediamo, quindi, con quali argomenti replica il primo cittadino.

«Apprendiamo con stupore, grazie ad un articolo apparso su “Terre Marsicane” il 16 aprile scorso, che se invii un sms a Castellafiume arriva a destinazione dopo 13 ore”.

Strano,» puntualizza Mariani «a noi che a Castellafiume ci viviamo non era mai successo. Poi facciamo qualche indagine sulle fonti di questo articolo e gli addetti ai lavori ci informano che la vicenda pare sia accaduta al noto giornalista dell’Espresso Primo Di Nicola. Per carità, nessun dubbio sulla veridicità dell’accaduto, ma da un momento all’altro, nella Marsica non esente da tali problematiche, Castellafiume diventa l’icona del digital divide.

Due giorni dopo, sempre sulla medesima testata, si scatena l’ira tuonante del medesimo dott. Di Nicola “costretto a lavorare in un distributore perché a Castellafiume non prende internet”. Anche questa volta non vogliamo polemizzare sulla dichiarazione anche se stranamente noi con internet ci lavoriamo tutti i giorni, ma evidentemente il mestiere del giornalista necessita di tipi e qualità di connessioni a noi sconosciute; sì, sicuramente sconosciute, perché, come affermato dal Di Nicola, per gli amministratori locali il web è qualcosa di estraneo ai loro interessi, qualcosa di inutile e superfluo”…”ai più se gli parli di Umts, banda larga e internet non fa alcun effetto”…”ne hanno appena sentito parlare, se va bene.” Chissà come l’avrà presa il vice Sindaco di Castellafiume Amelio Maurizi che è laureato Ingegnere Elettronico, esperto in telecomunicazioni e impiegato in una multinazionale italiana di telecomunicazioni satellitari? Beh, certo lui non rientrerà nei “più” descritti dal giornalista; anzi, a detta dell’amico Primo, quando nell’articolo descrive gli amministratori locali lui non si riferisce affatto all’amministrazione comunale di Castellafiume, anche se non sappiamo se i lettori se ne siano accorti perché leggendo l’articolo noi ci siamo sentiti un tantino tirati in ballo.

Primo Di Nicola non ci ha risparmiato imbarazzo nemmeno quando ha descritto l’inadeguatezza della classe politica abruzzese, in gran parte rozza, arraffona, incapace, attenta solo ad accaparrare voti, poltrone, potere e mazzette”, però, rileggendo attentamente l’affermazione, sicuramente avrà usato il termine “in gran parte” per escluderci da questa grave ed infamante accusa.

D’altro canto vorremmo usare meno ironia ed evitare di mettere in cattiva luce lo stimato giornalista, specie quando si parla di una tematica condivisa e sentita dalla nostra comunità di appartenenza quale è quella della mancata rivoluzione digitale.

Certo alcune affermazioni fatte nell’articolo non sono affatto veritiere come quella nella quale dice che c’è una connessione a banda larga fornita da una società con tecnologia Wi- Fi, ma è male distribuita e poco conveniente”: la società in questione è la WiTel che ha realizzato una importante e capillare rete di telecomunicazione che permette di usufruire di una connessione a banda larga a partire da 10 euro al mese (a voi giudicare la convenienza!); però il problema dell’arretratezza tecnologica di Castellafiume, della Marsica e dell’intero Abruzzo c’ è e resta!

Resta anche perché c’è il solito scaricabarile sulle responsabilità e sull’incapacità o la non adeguatezza di questa o di quell’altra istituzione o amministrazione. Ma noi una domanda  da fare al dott. Di Nicola ce l’abbiamo: certo, sparare a zero senza risparmiare spiacevoli epiteti fa audience e incontra il favore del lettore medio che serba rancore verso una classe politica che si ritiene, a torto o a ragione, la causa di tutti gli italici mali, ma non sarebbe stato meglio, sia per Lei che per noi, invece che sprecare energie per queste sterili polemiche, che non risolveranno certamente il problema, collaborare sinergicamente per una seria iniziativa di sensibilizzazione sul tema?

Ci scusi ma sarà la nostra provinciale e arretrata maniera di vedere semplici le cose…».

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