Politica

Caso Di Fabio, Mazzocchi: “L’uscita di scena soft della Fiaschetti non convince”

“Su questo caso si tenta di spegnere i riflettori, ma i cittadini che si aspettavano una reazione a tutela della dignità della donna dal contesto comunale e soprattutto dalle stesse donne, hanno finora trovato giustificazioni inenarrabili”. Lo dichiara il consigliere provinciale Felicia Mazzocchi in merito alla vicenda iniziata con la pubblicazione su Facebook di frasi offensive da parte dell’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Di Fabio nei confronti delle donne, seguita dalle dimissioni di Adele Fiaschetti, presidente della Commissione Pari opportunità del comune di Avezzano.

“Qualcuna – spiega Mazzocchi – ha parlato del proprio curriculum per far intendere quanto (lei) tenesse alle donne ma in realtà, firmando la giustificazione all’assessore, qualcuna ha fatto prevalere il lato amicale ed ha considerato goliardate quelle squallide offese alle donne, come d’altronde ha fatto il sindaco; qualcun’altra, la presidente commissione pari opportunità, ha espresso disappunto sul più famoso social (post peraltro rimosso! Per volere di qualcuno?) ma non ha preso posizione ufficiale con comunicato stampa come si conviene in un ruolo pubblico”.

“Trovo poi inquietante – aggiunge il consigliere provinciale – che si parli di dimissioni proprie della stessa Fiaschetti – anziché chiederle, lei stessa, all’assessore Di Fabio. Così la presidente della commissione PO sminuisce tutte le lodevoli iniziative offerte nel corso della propria attività al territorio avezzanese e oltre. Non convince un’uscita di scena che si vorrebbe far passare come soft, ma che di fatto travolge anche tutte le altre donne componenti della commissione. Non posso pensare – conclude Mazzocchi – che possano esserci giochi di poltrone per cui i concetti di educazione, rispetto, dignità e civiltà soccombono. Mi chiedo: se il fatto si fosse verificato nel comune di Milano, Bari o Genova saremmo qui a commentare o l’assessore non sarebbe più tale senza se e senza ma?”.

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