Italia

Caso Cucchi, in appello tutti assolti

Nessun colpevole, nessuna responsabilità accertata: la sentenza di primo grado è ribaltata. «Stefano non è morto. È vivo e ci sta aspettando a casa. Lo Stato si è autoassolto»: dopo cinque anni di battaglie per conoscere la verità sulla fine del figlio, Rita Calore, mamma di Stefano Cucchi, è sarcastica. Dopo meno di tre ore di camera di consiglio, la prima Corte d’assise d’appello di Roma assolve tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste» ai sensi dell’articolo 530, secondo comma del codice di procedura penale, che richiama l’insufficienza di prove. Per i sei medici condannati nel giugno 2013, il primario del reparto detenuti dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, Aldo Fierro con Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo (omicidio colposo) e Rosita Caponetti (falso ideologico), la sentenza di un anno fa è cancellata. Per gli altri, tre infermieri e tre agenti della Penitenziaria non c’è reato. La morte di Stefano Cucchi, geometra romano arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto al “Pertini” il 22 ottobre, non ha colpevoli. Neppure quelli indicati in primo grado, in cui la causa del decesso era stata identificata nella malnutrizione. Per le condizioni in cui il corpo del giovane venne riconsegnato alla famiglia, dieci chili persi in sei giorni (pesava 43 chili), le lesioni diffuse, il volto tumefatto e la schiena fratturata nessuna spiegazione.

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