Abruzzo

Case popolari, riprende la battaglia

La vendita all’asta non solo di singoli alloggi ma anche di interi edifici e caseggiati popolari, se dovesse essere attuata anche in Abruzzo, sconvolgerà la vita quotidiana di migliaia di famiglie, molte delle quali, non avendo i mezzi economici per acquistare la loro attuale abitazione, saranno sottoposte a “mobilità obbligatoria”, mentre la maggior parte di esse perderanno per sempre il diritto al riscatto della loro attuale abitazione.

La responsabilità di quanto accade nella Edilizia Residenziale Pubblica della Regione Abruzzo, è tutta di coloro che, pur di difendere la loro posizione di potere “clientelare” acquisita all’interno degli ex-IACP e delle ATER, in questi anni si sono sempre opposti al ripristino del “riscatto graduale e sociale” delle Case Popolari ed ex-GESCAL.

Il Mia Casa d’Abruzzo chiede da tempo il ripristino del riscatto graduale e sociale delle Case Popolari in favore degli Inquilini ed Assegnatari aventi diritto, passando attraverso lo “scioglimento” delle 5 ATER di Chieti, Pescara, Teramo, Lanciano e L’Aquila, per manifesta incapacità di gestione del patrimonio abitativo pubblico ad esse affidato.

Adesso, invece, con la vendita all’asta, la situazione potrebbe rapidamente precipitare nel caos, poiché il reddito complessivo della maggior parte delle famiglie che vivono nelle Case Popolari è molto basso e si attesta appena al di sopra del livello minimo di povertà, mentre, in presenza di numerosi sfratti esecutivi nel settore abitativo privato.

Il Mia Casa d’Abruzzo, invita il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso a prendere con la serietà e responsabilità, richieste dalla rilevanza sociale del problema, la questione abitativa in Abruzzo, per scongiurare che anche nei Quartieri popolari dei Comuni ad alta tensione abitativa e nelle aree residenziali più degradate e abbandonate della nostra Regione si verifichi quello che è accaduto in altre Regioni e Città.

Gli attuali assegnatari di alloggi ATER – ex-IACP, ex-GESCAL e di proprietà dei Comuni – sono complessivamente così distribuiti:

6.874 in Provincia dell’Aquila e nei 108 Comuni molti dei quali terremotati;

5.146 in Provincia di Chieti e nei 104 Comuni;

5.556 in Provincia di Pescara e nei 46 Comuni;

2.772 in Provincia di Teramo e nei 47 Comuni,

per un totale complessivo di 20.348 inquilini e assegnatari, tra nuclei familiari, conviventi e persone singole, ai quali si aggiungono le altre 126.000 famiglie che in Abruzzo vivono in affitto presso abitazioni di proprietà di soggetti privati e società immobiliari.

Il reddito complessivo della maggior parte di questi cittadini abruzzesi è molto basso: più del 57% per cento di essi si trova appena al di sopra del livello minimo di povertà, il 24% sotto al livello di povertà ed il restante 19% vive in condizioni di estrema indigenza, e tante famiglie, anche con figli minori, portatori di handicap, invalidi e malati non autosufficienti, coppie di anziani e persone sole sono, anche in questi giorni di Natale, completamente abbandonate a se stesse e sotto la mannaia di sfratti esecutivi e sgomberi forzati, spesso senza alcuna dignitosa sistemazione alternativa, nemmeno in una “casa parcheggio” dei Comuni, in un ricovero provvisorio o di fortuna.

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