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Lavoro

Cartiera Burgo: tutto da rifare!

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Nulla di fatto e speranze disattese. Si conclude così la trasferta romana dei lavoratori della cartiera Burgo di Avezzano partiti alla volta della capitale per l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico in cui si sarebbe dovuto discutere del futuro di oltre 200 lavoratori. Condizionale d’obbligo perché nulla di quanto previsto si è poi realizzato: al tavolo di ieri mancavano, infatti, tanto la proprietà quanto il ministero.
Partiti in quasi 150 fra operai Burgo, dipendenti del Consorzio Autotrasporti Avezzano, Cooperativa Fucino Trasporti e lavoratoti dell’indotto, tre pullman hanno raggiunto ieri Via Molise intorno alle 15.00. Ora prevista, e rispettata, di inizio riunione le 17.00. A sedere attorno al tavolo delle trattative le RSU al completo (Marianella, Sabini e Sansoni della Cgil, Fiasca, Esposito e Cervellini per la Cisl e Galano e Moschettini per la Uil), il comune di Avezzano (il sindaco Di Pangrazio, il presidente del consiglio comunale Di Berardino, l’assessore al lavoro Paciotti ed il consigliere con delega alle crisi aziendali, Pisegna), la provincia (il presidente Del Corvo e il capo di gabinetto Verrecchia), le segreterie sindacali nazionali (Gallo della Cisl, Carrega della Cgil e Di Francesco della Uil) e la regione nella persona del vicepresidente Lolli; per la Burgo, vista la défaillance dell’amministratore delegato Mattei, sedevano il responsabile delle risorse umane, Franco Montevecchi, e, in rappresentanza del sito di Avezzano, il direttore Carlo Cavaterra ed il responsabile del personale Paolo Simonato; per il ministero invece due collaboratrici di Castano.
A partire dalle 17.00 seguono quasi tre ore di attesa che trasudano speranze e regalano intime confessioni di chi, chiusa la cartiera, troverà difficoltosissimo far quadrare i conti a fine mese. Con i lavoratori attendono anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gianluca Ranieri, il sindaco di Collelongo Angelo Salucci, il primo cittadino di Luco Domenico Palma, l’assessore di Cerchio Anselmo Del Fiacco e l’assessore trasaccano Tullio Rosa accanto all’onorevole Filippo Piccone visibilmente amareggiato per il fatto che ai parlamentari del territorio sia preclusa la partecipazione a vertenze locali.

Intorno alle 19.30 arriva finalmente un responso che a tutti suona come una beffa. «È andata male» esordisce Lolli all’uscita dal ministero. «Di fronte alle proposte ragionevoli fatte da sindacati, regione, comune e provincia la risposta è stata insufficiente perché non c’era il giusto interlocutore. Come annunciato dagli stessi vertici della Burgo, aziende interessate ci sono ciò significa che il settore va bene e lo stabilimento ha del potenziale. Noi proponiamo un progetto valido: mettiamo a disposizione la centralina togliendo per intero la tassa regionale e le risorse per la reindustrializzazione. L’azienda non può però spegnersi, è necessario riavviare subito la macchina, ma al tavolo vogliamo proprietà e amministratore delegato».

Diretto anche il presidente Del Corvo. «Ad una riapertura non ci pensate» ha riferito. «Oggi si doveva discutere su progetti concreti proposti da Maffei, ma questo non è avvenuto. Pretendiamo una riunione con la proprietà e abbiamo chiesto al viceministro di convocarla in tempi brevi specie in vista del 31 dicembre quando cambieranno i parametri della mobilità».
Quali sono dunque le risposte attese nel prossimo incontro fissato per l’8 ottobre? Si cercherà innanzitutto di capire come potrà cambiare l’assetto societario e chi siano i due possibili “acquirenti” dei quali si è parlato ieri su cui tuttavia la Burgo ha mantenuto il riserbo. La prima ipotesi riguarderebbe un imprenditore italiano con il quale la stessa Burgo sarebbe disposta a costruire una partnership anche come socio di minoranza mentre la seconda opportunità vedrebbe coinvolta una multinazionale interessata all’acquisizione totale del sito. Secondo problema l’eventuale riconversione dello stabilimento con produzione di carta tecnica. A fronte di un organico di 210 lavoratori Montevecchi ha, infatti, stimato che solo un 30% (80 persone) potrà essere ricollocato. Terzo punto focale la centrale di Canistro le cui acque producono energia a beneficio della proprietà grazie ad una concessione che scadrà solo il prossimo gennaio. Rispondendo ai malumori dei lavoratori che ne pretendono l’immediato spegnimento, Lolli ha assicurato ieri che vaglierà e verificherà la spinosa questione. Quanto punto la bonifica del sito. «Non deve ripetersi quanto accaduto a Chieti -ha dichiarato Lolli- se la Burgo va via deve pagare la bonifica del sito».
Quella del prossimo 8 ottobre rappresenterà per i sindacati un ultimatum. «La nostra pazienza ha un limite, non si può continuare a prendere tempo e vendere fumo» ha dichiarato Gianluca Marianella.

«Anche in seguito alla vertenza di Avezzano e all’atteggiamento di Mattei c’è voglia di “alzare” il livello. Per il prossimo 17 ottobre è stato infatti indetto un coordinamento nazionale sul gruppo Burgo dal momento che anche altri 3-4 stabilimenti sono a rischio». In questa strada che ci si accinge a percorrere Lolli e Di Pangrazio, il quale durante l’incontro ha palesato la propria amarezza per come i dipendenti siano venuti a conoscenza delle intenzioni della proprietà, hanno assicurato pieno sostegno ai lavoratori. «Da questo momento in poi -ha asserito Lolli- qualsiasi forma di protesta vogliate intraprendere, anche la più dura, noi siamo con voi».

Sotto una pioggia battente che ricalca bene i sentimenti dei lavoratori si riparte quindi in direzione di Avezzano. Appuntamento rimandato al prossimo mercoledì, ore 16.00. Sarà la volta buona?

Abruzzo

PER IL TERRITORIO DELL’ABRUZZO INTERNO È NECESSARIO UNO SVILUPPO SIGNIFICATIVO E ARMONICO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE.

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PER IL TERRITORIO DELL’ABRUZZO INTERNO È NECESSARIO UNO SVILUPPO
SIGNIFICATIVO E ARMONICO DELLE
La Confesercenti del Centro Abruzzo intende riaprire subito il confronto
con il nuovo Governatore dell’Abruzzo e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio della Provincia del’Aquila.
Lo scopo è quello di dare un seguito concreto al Documento programmatico
che l’Associazione di categoria ha già avuto modo di presentare nel corso
dell’ultima campagna elettorale. Si tratta di un documento strategico per
sostenere, con un’azione di sistema, le istanze delle imprese in un momento
cruciale per la competitività del territorio, basato su punti strutturati
per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, con
progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in
particolare alle PMI) nel mondo 4.0, favorire la crescita e l’occupazione,
in particolare quella giovanile.
Sono obiettivi imprescindibili senza i quali non sarà possibile contrastare
disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare,
ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.
Per la Confesercenti del Centro Abruzzo, tutto questo assume una valenza di
alto livello strategico, se condivisa con chi si appresta a gestire la
Regione, perché il servizio politico deve essere la forma più alta di
servizio pubblico svolto nella ricerca del bene comune, al servizio di ogni
imprenditore, di ogni addetto e, soprattutto dei tanti giovani e adulti
disoccupati che stentano ad entrare o a rientrare nel difficile mercato del
lavoro. Per questo è stato organizzato un incontro con il Presidente della
Regione Abruzzo, Marco Marsilio e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio dell’Aquila: Americo Di Benedetto, Emanuele Imprudente, Giorgio
Fedele, Guido Liris, Marianna Scoccia, Roberto Santangelo e Simone
Angelosante.
L’incontro si terrà giovedì 14 marzo 2019, a partire dalle ore 19.00, nella
suggestiva cornice del “Mercato Pratola Centrale”, a Pratola Peligna (AQ)
in Via SS 5 Dir

La Confesercenti del Centro Abruzzo intende riaprire subito il confronto
con il nuovo Governatore dell’Abruzzo e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio della Provincia del’Aquila.
Lo scopo è quello di dare un seguito concreto al Documento programmatico
che l’Associazione di categoria ha già avuto modo di presentare nel corso
dell’ultima campagna elettorale. Si tratta di un documento strategico per
sostenere, con un’azione di sistema, le istanze delle imprese in un momento
cruciale per la competitività del territorio, basato su punti strutturati
per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, con
progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in
particolare alle PMI) nel mondo 4.0, favorire la crescita e l’occupazione,
in particolare quella giovanile.
Sono obiettivi imprescindibili senza i quali non sarà possibile contrastare
disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare,
ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.
Per la Confesercenti del Centro Abruzzo, tutto questo assume una valenza di
alto livello strategico, se condivisa con chi si appresta a gestire la
Regione, perché il servizio politico deve essere la forma più alta di
servizio pubblico svolto nella ricerca del bene comune, al servizio di ogni
imprenditore, di ogni addetto e, soprattutto dei tanti giovani e adulti
disoccupati che stentano ad entrare o a rientrare nel difficile mercato del
lavoro. Per questo è stato organizzato un incontro con il Presidente della
Regione Abruzzo, Marco Marsilio e i Consiglieri regionali eletti nel
Collegio dell’Aquila: Americo Di Benedetto, Emanuele Imprudente, Giorgio
Fedele, Guido Liris, Marianna Scoccia, Roberto Santangelo e Simone
Angelosante.
L’incontro si terrà giovedì 14 marzo 2019, a partire dalle ore 19.00, nella
suggestiva cornice del “Mercato Pratola Centrale”, a Pratola Peligna (AQ)
in Via SS 5 Dir

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Abruzzo

SICUREZZA CANTIERI: PROTOCOLLO INTESA TRA COMUNE CARSOLI E L’ENTE FORMAZIONE E SICUREZZA ESE-CPT DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA

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L’AQUILA, 21 febbraio – Un protocollo d’intesa finalizzato alla consulenza, a titolo gratuito, in materia di prevenzione degli infortuni nei cantieri, è stato firmato nei giorni scorsi tra il Comune di Carsoli rappresentato dal Sindaco, Velia Nazzarro e l’Ente di Formazione e Sicurezza ESE-CPT della Provincia dell’Aquila, rappresentato dal presidente, Giovanni Cirillo, dal vice presidente, Luigi Di Donato, e dal direttore, Lucio Cococcetta.

L’accordo prevede, tra le altre cose, controlli nei cantieri nel territorio comunale, attivati dalle imprese che acquisiscono appalti di competenza del Comune di Carsoli.

“I tecnici dell’ESE-CPT nel corso delle visite nei cantieri, oltre a verificare l’attuazione delle misure antinfortunistiche, esamineranno la documentazione di cantiere e suggeriranno alle imprese le buone prassi per il miglioramento dei livelli di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro e individueranno eventuali situazioni di rischio da correggere o da eliminare”, ha spiegato il presidente Cirillo.

Il sindaco Nazzarro ha sottolineato che “con la firma dell’importante protocollo d’intesa, il Comune di Carsoli ha inteso innalzare l’attenzione verso la prevenzione degli infortuni nei propri cantieri, grazie alla collaborazione con soggetti istituzionali e qualificati quali sono i CPT, alla luce dell’imminente avvio dei cantieri per la ricostruzione pubblica legati anche al terremoto del 6 aprile 2009”.

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Appuntamenti della settimana

DOMANI INCONTRO INFORMATIVO AD AVEZZANO SUL REDDITO DI CITTADINANZA

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Avezzano. Domani 22 febbraio 2019 si terrà alla ex scuola Montessori in via Fontana, ub incontro dove sarà spiegata la misura del reddito di cittadinanza.

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Abruzzo

Avezzano: più ore a disposizione dei lavoratori marsicani

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La Flc Cgil provinciale, la categoria che rappresenta i lavoratori della scuola, dell’istruzione e della ricerca, comunica che nella sede del sindacato ad Avezzano, in via Cassinelli, lo sportello di consulenza finora aperto solo il lunedì dalle 16 alle 18 resterà attivo anche il mercoledì dalle ore 15,30 alle 17,30. Essere più presenti in un’area grande e significativa come quella marsicana è un impegno doveroso, che assumiamo con la convinzione che l’utilità del nostro sindacato sia quella di incontrare e di ascoltare con attenzione tutte le istanze di un territorio provinciale tanto vasto e diversificato per storia, cultura e condizioni socio economiche.

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Avezzano

Trasferimento Cim:Precisazioni dell’Amministrazione Comunale

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In merito alla preoccupazione espressa dai genitori degli alunni che
frequentano le lezioni nella struttura “Noesis” per via del trasferimento
degli uffici del Cim
l’amministrazione comunale precisa:

“Gli ambulatori del Centro Salute mentale saranno trasferiti in uno stabile
che non è quello che ospita la scuola. Si tratta di stanze che si trovano
in tutt’altra area rispetto a quella in cui si trovano gli studenti”.

Tale comunicazione era stata già diffusa ufficialmente dalla stessa Asl,
tramite il proprio ufficio stampa.

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Abruzzo

RESPONSABILITA’ TRASVERSALI SUL PUNTO NASCITA DI SULMONA CHIEDIAMO SOLUZIONI DEFENITIVE PER IL MANTENIMENTO DEL SERVIZIO

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La CGIL e la FP CGIL, ancora una volta, sono costrette a tornare sull’argomento “punto nascita” dell’ospedale di Sulmona, ribadendo una netta contrarietà ad una sua possibile chiusura.

Sono anni ormai che invece di intervenire sulle motivazioni che hanno generato nel tempo una contrazione del numero di parti, il tema viene utilizzato per perenni propagande elettorali di basso spessore politico finalizzate, a seconda dei casi, o per rivendicazioni di ipotetici meriti personali o per la ricerca di responsabilità politica di chi, nell’alternanza delle sindacature cittadine e dei governi regionali, si trova a dover gestire (o meglio non gestire) la grave ed annosa problematica che costringe il territorio del Centro Abruzzo – ed i suoi cittadini – ad una instancabile lotta a tutela del servizio pubblico sanitario di prossimità.

Le scriventi ritengono inaccettabile la paventata e sciagurata chiusura del Punto nascita di Sulmona deliberata da parte del Comitato Percorso Nascite del Ministero della Salute, oggi notificata alla Regione Abruzzo, in quanto la stessa si configura come un vero e proprio attacco non solo al territorio di Sulmona e della valle Peligna ma a tutte le aree interne dell’Abruzzo.

Le motivazioni addotte risultano essere assolutamente parziali ed evidenziano una completa ignoranza rispetto alla configurazione orografica del territorio e del reale bacino di utenza di riferimento, considerando, tra l’altro, la condizione di crisi economica che persevera nei nostri territori.

La storia di questo travaglio (mai termine è risultato più appropriato), è bene ricordarlo, nasce dal Governo Regionale della Giunta Chiodi, l’allora Sindaco di Sulmona era Fabio Federico ed il Direttore Generale della ASL Giancarlo Silveri. Già in quegli anni il territorio in maniera compatta si oppose alla chiusura del presidio sanitario Peligno in ogni modo, basti ricordare la manifestazione del 19 marzo 2011 che vide la partecipazione di migliaia di persone.

La minaccia di chiusura del punto nascita è rimasta sempre lì come una spada di Damocle sulle nostre teste.

Infatti, durante il governo D’Alfonso, con le sindacature Ranalli e Casini, le cose non sono migliorate tant’è che le scriventi Organizzazioni Sindacali, unitamente ad altre, hanno portato avanti innumerevoli iniziative, che vanno dal presidio permanente davanti l’ospedale alla raccolta di oltre 8000 firme in poco più di un mese, passando per le manifestazioni davanti l’Ospedale ed al Consiglio Regionale, solo per ricordarne alcune.

In queste ultime settimane, che hanno anticipato le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, abbiamo assistito a continue passerelle di candidati e loro sostenitori, vice ministri e parlamentari, tutti – nelle intenzioni dichiarate – pronti a tutelare i presidi pubblici del territorio a partire dal punto nascita.

Oggi, ad elezioni ultimate, ci piacerebbe vedere quegli intenti tradotti immediatamente in atti amministrativi finalizzati, una volta per sempre, a chiudere positivamente la vertenza che, a detta di qualcuno durante la campagna elettorale, era già stata risolta.

La CGIL e la FP CGIL continuano oggi a denunciare e a lottare affinché non debbano essere le future mamme a recarsi in centri lontani dalle proprie abitazioni ma che sia il Servizio Sanitario ad avvicinarsi a chi ne ha bisogno essendo il diritto alla salute inalienabile e di prossimità.

Il pensiero va infatti al lieto evento dell’altra notte, che ha visto un bambino venire alla luce in poco più di 20 minuti nell’ambulatorio dell’Ospedale di Sulmona a dimostrazione della necessità del mantenimento del presidio Sanitario e delle capacità, professionalità e della massima disponibilità degli operatori del Nosocomio Peligno.

Riteniamo da sempre la vertenza sul punto nascita di Sulmona prima di tutto una questione di civiltà, perché sguarnire un territorio così vasto di un presidio fondamentale sarebbe una scelta scellerata.

Questo dovrebbe essere l’impegno della Politica e non le diatribe a cui abbiamo assistito in questi anni che hanno portato ad una lenta e costante agonia.

A ciò si aggiungano i mancati investimenti in termini di personale e tecnologie dovute alle scelte gestionali della ASL prima con Slveri e poi con Tordera, quest’ultimo, va ricordato, addirittura ha proposto la chiusura del Punto Nascita per far fronte alle carenze di personale ed al rientro dallo sforamento del costo del Personale stesso.

Riteniamo strategica e fondamentale la permanenza del Punto Nascita nel territorio della Valle Peligna anche in considerazione della nuova struttura Ospedaliera completamente antisismica (la prima ed unica nella Regione Abruzzo).

Le scriventi si oppongono a scelte che rischiano di mettere in ginocchio un intero territorio e sono sin da ora pronte alla mobilitazione.

L’atto di chiusura del Punto nascita di Sulmona, oltre ad evidenziare una grave disattenzione da parte della burocrazia ministeriale rispetto alle problematiche delle aree interne, rappresenta l’ennesimo danno per il territorio e va in direzione contraria rispetto alle dichiarazioni della Politica sulle soluzioni da apportare a difesa delle suddette aree.

L’atteggiamento riscontrato da parte del Ministero, non tiene conto della funzionalità e della necessità dei servizi di prossimità e si scontra con le effettive esigenze delle popolazioni che con sacrificio e difficoltà continuano a vivere nel territorio.

Se questa continua ad essere l’azione politica verso questi territori, la conseguenza inesorabile è quella dello spopolamento.

Le Istituzioni e la Politica devono tornare a svolgere il loro ruolo a difesa del territorio, dei cittadini, degli operatori e dei servizi sanitari poiché hanno l’obbligo costituzionale di dover assicurare il diritto alla salute ad ogni cittadino senza dimenticare il contesto sociale, territoriale ed orografico in cui si vive.

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Abruzzo

AGRICOLTURA: AMICONE: “ANCHE ALL’ABRUZZO LA MEDAGLIA D’ORO PER IL MIGLIORE OLIO, VALLE PELIGNA E ALTRO-SANGRO CON GRANDI POTENZIALITÀ”

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E’ quasi en plein per l’Italia olivicola all’ultima edizione del Sol d’Oro, concorso oleario internazionale organizzato da Veronafiere-Sol&Agrifood e dedicato alle produzioni dell’emisfero Nord. Sulle 15 medaglie totali assegnate (Sol d’Oro, Sol d’Argento e Sol di Bronzo) nelle cinque categorie oli extravergine fruttato intenso, medio, leggero, monovarietali e biologico, 11 sono infatti andate all’Italia e 4 alla Spagna, mentre le gran menzioni sono state 59, delle quali 41 italiane e 18 straniere.

La regione italiana maggiormente premiata è stata la Puglia (4 medaglie) seguita dalla Campania (2 medaglie) e da Sardegna, Sicilia, Trentino e Abruzzo, rispettivamente con una medaglia ciascuno.

“Il merito di questo importante risultato per l’Abruzzo – sottolinea Alessandro Amicone, presidente di Roccaraso Futura e imprenditore nel settore dell’olivicoltura – è sicuramente dei produttori che hanno saputo valorizzare quello che la natura ha messo loro a disposizione con oli extravergine che da nord a sud della penisola hanno espresso una grande qualità “.

“Ricevere un riconoscimento a questo concorso è ottenere una certificazione di eccellenza – aggiunge Amicone – e proprio per questo occorre valorizzare e rilanciare il settore dell’olivicoltura in tutto l’Abruzzo e in particolare nella Valle Peligna e Alto Sangro”

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