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Politica

Carsoli, D’Antonio: “Noi sindaci non possiamo rimanere inerti di fronte alla voracità dello Stato”

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Senza giri di parole e con le cifre alla mano, Domenico D’Antonio, sindaco di Carsoli, denuncia non solo le difficoltà di un comune a far quadrare i conti, ma soprattutto si chiede perché i cittadini debbano “girare” risorse allo Stato, senza che i territori godano di alcun beneficio. Una fotografia asciutta e reale che genera ulteriori interrogativi. Vediamo perché.
«Ogni amministratore cerca di operare al meglio, ridurre le spese inutili ed improduttive, eliminare gli sprechi, evitare contribuzioni a pioggia senza una precisa finalità pubblica, cercando, nel contempo di ottimizzare ed efficientare i servizi.
Perché allora deve vedersi vanificato gran parte del lavoro svolto e dell’impegno profuso per colpa di uno Stato che, oltre che far navigare i Comuni nell’incertezza finanziaria, assorbe gran parte delle imposte e tasse comunali che, invece, dovrebbero essere completamente utilizzate ed impiegate nei rispettivi territori e nella copertura dei servizi comunali?
Io non chiedo nulla allo Stato ed ai suoi governanti; chiedo, esclusivamente, di lasciare nelle casse comunali gli importi derivanti da tasse, imposte e tributi locali.
Faccio un esempio molto esplicativo per far comprendere la situazione:
Nel 2014 il Comune di Carsoli dovrà versare allo Stato 496.952 € di Imu incassata relativamente agli immobili di categoria D; oltre ciò dovrà versare al FSC (Fondo di solidarietà comunale) 467.848 €. Quindi lo Stato preleva dalle casse comunali e, quindi, dalle tasche dei nostri cittadini, 980.000 € mentre ne ritrasferisce alle casse comunali appena 324.832 €.
Ciò significa che i nostri cittadini dovranno versare 639.968 € (496.952+467.848-324.832) senza averne alcun beneficio.
Perché lo Stato non impiega le risorse che riceve dalle imposte dirette (Irpef, Irpeg, Ires, Irap, ecc.) oltre alle indirette (Iva, tasse sui trasferimenti immobiliari, accise varie, ecc.) per alimentare il Fondo? Perché i cittadini di un Comune debbono pagare per poi non vedere la ricaduta sui propri servizi e sul proprio territorio?
Con la Tasi hanno costretto i Comuni a prelevare ulteriori risorse dai cittadini per poi girarle allo Stato che ha conseguentemente ridotto i trasferimenti (da 501.417 € del 2013 a 324.832 € del 2014), ha eliminato il rimborso per mancato incasso dell’Imu sulla abitazione principale (147.000 nel 2013 a fronte di nessun importo per il 2014), ha aumentato la partecipazione al Fsc (397.713 € nel 2013 a fronte dei 467.848 € del 2014), proprio con l’alibi di aver dato ai Comuni, con la Tasi, un’ulteriore leva fiscale.
E’ troppo facile parlare di spending review, di revisione e riduzione delle spese da parte dello Stato se, con continui colpi di mano si interviene scaricando sui Comuni tutto il peso della inefficienza e degli sprechi della macchina statale; con un fax del 20 giugno 2014 da parte dell’Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale) abbiamo scoperto che la quota dell’Imu da versare allo Stato era passata dal 30,745% al 38,76%.
Come può fare allora un amministratore, per quanto accorto ed attento, a far quadrare il bilancio?
Per i nostri governanti la risposta è molto semplice: o aumenta ulteriormente il peso fiscale, diventato ormai insostenibile, oppure riduce i servizi.
Credo sia giunto il momento per noi sindaci, al di fuori di qualsiasi appartenenza o colore politico, di ribellarci a questa usurpazione che mette tutti in una situazione di difficoltà e non riesce a far evidenziare invece i comportamenti virtuosi.
Il giorno 30 il nostro Comune dovrà approvare i regolamenti e le aliquote di Imu, Tasi e Tari.
Siamo amareggiati (per non usare altri termini) perché anche se abbiamo fatto molto avremmo voluto dare segnali molto più significativi. E’ vero che è il nostro primo bilancio effettivo e che già si intravedono i segnali di una inversione di tendenza rispetto al passato; finalmente si pone l’attenzione sulla riduzione dei costi e di conseguenza sulla riduzione delle tasse.
Siccome non siamo persone che si accontentano, in quanto consci e consapevoli delle difficoltà di molte persone, di molte famiglie e della maggior parte degli operatori economici, siamo dispiaciuti di dover essere utilizzati come bancomat da dove prelevare a propria insindacabile discrezione.
Ci teniamo, quindi, ad evidenziare ciò che siamo riusciti a fare pur in una situazione di grande incertezza e difficoltà.

Addizionale Irpef
E’ stata prevista una riduzione per i redditi fino a 55.000 €, con una percentuale di riduzione di circa il 14% per i redditi fino a 15.000 €.

Tari (tassa rifiuti)
E’ stata ridotta per tutti i contribuenti con punte di risparmi importanti per le categorie commerciali e produttive 17 (Barbiere, estetista, parrucchiere), 22 (Osterie, pizzerie, pub, ristoranti, trattorie, agriturismi solo ristorazione) e 27 (Fiori e piante, ortofrutta, pescherie, pizza al taglio) che nel 2013 avevano dovuto sopportare i rincari maggiori a seguito dell’istituzione della Tares.
E’ stata introdotta l’agevolazione per gli immobili, diversi dall’abitazione principale, a disposizione dei residenti.

Imu
E’ stata mantenuta l’aliquota precedente anche a fronte dell’aumento di oltre il 26% della quota prelevata dallo Stato.
Sono state inserite nel regolamento le agevolazioni per gli immobili con destinazione sociale e per gli immobili costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice (già prevista dalla legge).
E’ stata disposta l’assimilazione ad abitazione principale delle unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il 1° grado (genitore-figli).

Tasi (tassa sui servizi indivisibili)
La copertura del gettito che dovrebbe derivare dalla Tasi corrisponde al 78,81% dei costi dei servizi (605.000 € a fronte di un costo pari a 767.629,63 €).
E’ stata posta attenzione alle famiglie prevedendo una riduzione di 30€ per i nuclei familiari composti da almeno 4 persone, pari a 477 nuclei familiari; questo significa una riduzione di oltre 13.000 €.
Detto questo occorre anche segnalare altri aspetti fondamentali per poter giudicare l’operato di questa amministrazione nel suo primo anno di attività:
– dal momento del suo insediamento questa amministrazione ha ridotto di 460.854,22 € il debito a carico del nostro Comune; a detto importo occorre aggiungere 287.920,09 € di interessi pagati;
– si provvederà ad inserire in bilancio l’importo di 25.000 € per la toponomastica; argomento trascurato dalle amministrazioni precedenti e che comporta anche difficoltà e contenzioso in merito alla correttezza delle notifiche;
– altri 15.000 € saranno destinati alla sicurezza con l’implementazione di un sistema di videosorveglianza sul territorio comunale;
– 10.000 € serviranno per migliorare il sistema di protezione civile e, quindi, di prevenzione e sostegno in caso di calamità, con la predisposizione di un ponte radio che possa consentire di raggiungere qualsiasi angolo del territorio in qualsiasi situazione (si pensi alle molte persone anziane che possono ritrovarsi isolate in caso di forti nevicate, ecc.);
– il capitolo relativo allo spazzamento ed al decoro urbano passerà da 56.500 € a ben 90.000 € proprio per consentire ai nostri cittadini di vivere in un ambiente più pulito e più decoroso;
– verrà garantito il trasporto scolastico gratuito a tutti i ragazzi provenienti dalle frazioni;
– sarà confermato l’aumento operato nel 2013 per il capitolo destinato al sociale con ben 30.000 €;
– verrà indetto un bando per sostenere, con 10.000 €, le famiglie che, a seguito di eventi imprevedibili, non riescono ad onorare il pagamento dell’affitto.

Come se non bastasse il nostro Comune nel 2014 dovrà far fronte a spese legali e risarcimenti danni per procedimenti relativi ad anni e, quindi, ad amministratori precedenti, di notevole importo, pari ad oltre 120.000,00 €.
Credo che basti quanto sopra esplicitato per dimostrare il grande sforzo che questa amministrazione sta profondendo nel migliorare la macchina comunale che era completamente allo sbando e senza alcun controllo, nel renderla efficiente, trasparente e rispettosa dei sacrifici dei nostri concittadini».

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Elezioni regionali: la Marsica scalda i motori, ecco il toto nomi…

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Avezzano – La marsica scalda i motori in vista delle prossime elezioni regionali del 10 febbraio 2019. Pronti a scendere in campo tra le fila della Lega gli avvocati Leonardo Casciere, assessore al comune di Avezzano, e Antonio Morgante, ex Forza Italia e già braccio destro del governatore Chiodi. Non ci sarà, invece, Maurizio Di Nicola che potrebbe sostenere la candidatura del consigliere provinciale Alfonsino Scamolla, suo fedelissimo. Salta questa tornata elettorale anche il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Gianluca Ranieri, pronto a farsi da parte per lasciare la candidatura in Regione all’attivista Giorgio FedeleTra le new entry troviamo anche l’ex sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, con il neo movimento civico Avanti Abruzzo, e Mario Qualglieri, ex sindaco di Trasacco che ha lasciato la poltrona di primo cittadino per tentare la corsa alle elezioni regionali con Fratelli d’Italia. Tra i dem è pronto a ricandidarsi il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, in attesa di una deroga per il suo terzo mandato in Regione. Sicura anche una seconda discesa in campo dell’assessore Lorenzo Berardinetti che correrà ancora una volta in veste civica. Tra i volti noti ci sarà anche il consigliere di Forza Italia Emilio Iampieri. Lavorano alla candidatura Michele Fina, tra i grandi esclusi alle politiche del 4 marzo nonostante il pressing dell’allora guardasigilli Andrea Orlando, e Lorenza Patrizia Panei, presidente di Aciam e già candidata, senza successo, all’uninominale alla Camera. Tentato, infine, dalla candidatura in Regione anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che però non ha ancora sciolto la riserva circa una sua discesa in campo.

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Il Movimento 5 Stelle Abruzzo incontra i cittadini di Avezzano e della Marsica

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Avezzano – Il Movimento 5 Stelle Abruzzo ha incontrato i cittadini di Avezzano e della Marsica. L’evento si è svolto lo scorso sabato all’Auditorium A.P.C. presso la biblioteca regionale. Nel corso dell’incontro si è parlato del futuro dell’Abruzzo in vista delle prossime elezioni regionali che, per il movimento, vedono candidata Sara Marcozzi. E’ stato illustrato anche quanto già realizzato dal governo centrale rispetto ai punti del contratto, primo tra tutti il reddito di cittadinanza. Tanti gli argomenti trattai: sanità, giustizia, giornalismo. Ad incontrare i cittadini di Avezzano sono stati i portavoce eletti in Parlamento, in Regione e al comune di Avezzano. Erano presenti i senatori Primo Di Nicola e Gabriella Di Girolamo, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Gianluca Ranieri, il consigliere comunale Francesco Eligi e l’attivista Giorgio Fedele. E’ stata affrontata anche la questione Lfoundry rispetto alla quale il Movimento 5 Stelle si è impegnato con il Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro retto proprio dal leader Luigi Di Maio, al fine di risolvere ed allontanare lo spettro di una crisi aziendale. L’incontro rientra nell’ambito dell’iniziativa “Cambiamo l’Italia, cambiamo l’Abruzzo”.

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Celano. Collaudo scuola e piano prevenzione corruzione, Calvino Cotturone: “Altre anomalie”

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Celano – Un’Amministrazione fatta da sole ombre. Così definisce quella celanese il segretario del locale circolo Pd, Calvino Cotturone. “Alle già gravi vicende avvenute si aggiunge una ipotesi di corruzione”. Secondo il Segretario, vi sarebbe un’anomalia anche nella nomina del collaudatore.

“Dopo il grave reato di turbativa d’asta, che il sostituto procuratore Roberto Savelli ipotizza, per i consiglieri Filippo Piccone, Barbara Marianetti ed il segretario generale Giampiero Attili, alle vicende poco chiare che riguardano favoreggiamento, appalti, contributi assegnati, annullamenti di gare e di affidamento lavori per vizi di legittimità; si aggiunge anche una ipotesi di corruzione.

Chi è il responsabile del “Piano triennale di prevenzione della corruzione” nel comune di Celano Speriamo che almeno lui non abbia procedimenti in corso”, afferma il segretario cittadino del Pd Calvino Cotturone, che incalza: “Se anche lui rientrasse in queste vicende ci troveremmo di fronte al singolare caso che chi deve attuare misure di contrasto e prevenzione alla corruzione sia a sua volta coinvolto. Sarebbe il colmo! Secondo l’accusa della Procura di Avezzano”, spiega Cotturone, “questa volta la ditta incaricata di costruire l’edifico scolastico Gabriele D’Annunzio “indebitamente retribuiva pubblici funzionari del Comune di Celano acquistando, su loro indicazione, le finestre cui dotare l’immobile, vendute da una società di Avezzano”. Il segretario cittadino del Pd Calvino Cotturone “riscontra un’altra anomalia sulla vicenda scuola. Il 10.10.2018 viene pubblicato un avviso pubblico, con scadenza il 15.10.2018, per la disponibilità a ricoprire l’incarico di collaudatore tecnico-amministrativo della scuola primaria Gabriele D’Annunzio. Il collaudo, ricordiamo al Sindaco Settimio Santilli e al consigliere delegato ai lavori pubblici Filippo Piccone, deve avvenire contestualmente all’avvio dei lavori onde poter consentire al tecnico incaricato le attività di controllo e verifica degli aspetti tecnico-economici e amministrativi dell’opera. A Celano invece si fa circa 360 giorni dopo, ad un anno dall’inaugurazione ed addirittura dopo che la scuola è regolarmente frequentata da bambini e da tutto il personale scolastico. A questo punto ci si chiede che senso abbia avviare una attività di collaudo oggi?

Per questi motivi chiediamo al Sindaco Settimio Santilli a cosa serve il collaudo, non solo tecnico, ma anche economico effettuato così tardivamente? E’possibile conoscere il nome del responsabile del “Piano triennale di prevenzione della corruzione” per il comune di Celano?”

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Politica

PD Avezzano, progetto ZES: “Fare quadrato per Marsica e regione”

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Marsica – “Oggi l’Abruzzo presenta due volti ben distinti e differenti del proprio tessuto imprenditoriale. Uno costituito da grandi aziende, solide ed attive su tutti i mercati, che riesce a fatturare cifre importanti, in continua crescita e ben allineato alla ripresa in atto.

Poi ce n’è un secondo costituito dalla micro impresa che, pur costituendo il 90% delle imprese regionali, ha forti problemi di concorrenzialità dei propri prodotti, soffre della contrazione del mercato interno e non riesce a trovare validi sbocchi nella vendita all’ estero.

Le aree interne abruzzesi, e la Marsica in particolare, appartengono a questa seconda categoria”. É la premessa da cui partono il segretario del PD di Avezzano Giovanni Ceglie e Aurelio Cambise per illustrare il progetto che vorrebbe l’istituzione di una ZES e sollecitare l’unità d’intenti e di forze per il rilancio e lo sviluppo della Marsica ma anche di tutta la regione. “Il Partito Democratico di Avezzano, con tutti i suoi riferimenti istituzionali ed organizzativi, oltre a farsi sempre portavoce di tali problematiche, ha anche suggerito le azioni per il rilancio delle medesime da un punto di vista imprenditoriale. Una di queste è stata la richiesta di una ZES”, spiegano i rappresentanti del PD avezzanese, “La ZES (Zona Economica Speciale della Regione Abruzzo) rappresenterà una grande opportunità, a patto che la sua istituzione e delimitazione sia supportata da un’idea strategica di sviluppo, che tenga conto delle peculiarità dei territori (le filiere produttive) e di quelli che sono i criteri indicati nel decreto legge che ne prevede l’istituzione.

L’istituzione della ZES deve necessariamente andare di pari passo con il Progetto del Corridoio Tirreno – Adriatico. Soltanto la trasversalità potrà dare sviluppo ai porti abruzzesi ed alle aree interne della nostra Regione.

La ZES è una grande occasione per tutta la Regione. Alla sua organizzazione occorre dare la giusta consistenza e collocazione, se vogliamo veramente cogliere tutte le opportunità.

La logica è quella di creare un’unica matrice economica tra porti e aree “Retroportuali” tra cui emergono l’Interporto di Avezzano e quello di Manoppello, che dovranno diventare effettivi snodi logistici ed industriali, importanti per l’intera Regione.

La ZES sarà inserita nel nuovo Corridoio Mediterraneo trasversale (tra i Porti di Barcellona, Civitavecchia, Pescara, Ortona, Vasto e Ploce) incrociando l’area metropolitana di Roma (secondo mercato nazionale), tre Aeroporti (Pescara, Ciampino e Fiumicino), tre Interporti (Orte, Avezzano e Manoppello), due Autoporti (Roseto degli Abruzzi e San Salvo), il Parco logistico di Roma Nord ed il Centro Amazon di Fiano Romano. Il Corridoio si avvale di una linea Autostradale e di una linea Ferroviaria che collega Civitavecchia, Roma, Pescara, Ortona e Vasto passando per la Marsica. Inoltre, al Corridoio possono far riferimento i numerosi Poli produttivi di Lazio e Abruzzo.

Nei giorni scorsi il Presidente Vicario della Regione Abruzzo Giovanni Lolli ed il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio hanno presentato il Progetto che sarà sottoposto, nei prossimi giorni, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un ringraziamento doveroso va all’Ingegnere Dott. Antonio Nervegna ed al sociologo Dott. Euclide Di Pretoro, i quali hanno saputo ben mettere a punto tutte le problematiche legate alla portualità, alla trasversalità, alle ZES e alla logistica: la loro passione, il loro impegno continuo supportato da una seria professionalità hanno fatto sempre sperare che qualche cosa di positivo ancora possa spuntare nella nostra Regione. E’ il momento di fare quadrato per la Marsica e per tutta la regione”.

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Politica

Elezioni regionali: nasce il partito civico Avanti Abruzzo, c’è anche Gianni Di Pangrazio

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Avezzano – Nasce Avanti Abruzzo, una nuova aggregazione civica che si costituisce in forma partito per correre alle Regionali d’Abruzzo del prossimo 10 febbraio. L’idea nasce da Daniele Toto (Liberal Abruzzo), Giorgio D’Ambrosio (Psi), Gianni Di Pangrazio (Abruzzo al Centro) e Lelio De Santis (Idv) e sarà presentata alla stampa sabato 10 novembre, presso la “Sala figlia di Iorio” della Provincia di Pescara alle ore 10,30.
Welfare, pmi, infrastrutture e sicurezza stradale, ambiente e una montagna da riscoprire anche dal punto di vista occupazionale: sono solo alcune delle tematiche al centro del nuovo progetto, nato dalla consapevolezza che ai territori d’Abruzzo, stanchi e demotivati, va offerta un’alternativa credibile e spendibile.
“La nuova benzina che serve all’Abruzzo è nella progettualità, potabile e qualificata – osservano i promotori – nella consapevolezza che realtà associative, professioni e imprese non possono essere lasciate alla mercé di approssimazioni e sciatterie. Dopo gli strappi e gli egoismi che hanno messo ai margini dossier primari come l’accesso al credito, la giustizia sociale e la legalità, è giunto il momento di un nuovo ordine di priorità per questa Regione”.

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Editoriale

Elezioni regionali: anche la Marsica scalda i motori tra new entry e volti noti…

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Avezzano – E’ un clima politico di calma apparente quello che si vive in territorio marsicano, in realtà la competizione elettorale per una poltrona in Regione è già iniziata da un pezzo. Anche se ufficialmente si percepisce un’aria di relativa tranquillità, ufficiosamente la politica marsicana è al lavoro in cerca di nomi, ma soprattutto di alleanze.

In campo ci saranno quasi tutti i consiglieri e gli assessori della legislatura D’Alfonso che volge al termine. Giuseppe Di Pangrazio molto vicino a Giovanni Legnini, con molta probabilità si candiderà tra i ranghi del Pd, ma questa volta non potrà contare sul prezioso sostegno del fratello maggiore Giovanni (Di Pangrazio). L’ex sindaco di Avezzano sarebbe, infatti, pronto a scendere in campo con le Civiche d’Abruzzo che avrebbero scelto di appoggiare la candidatura di Fabrizio Di Stefano. Sicura è anche la candidatura di Lorenzo Berardinetti che, in veste civica, negli ultimi tempi è dato vicino agli ambienti politici di centrodestra. Quasi sicura anche la discesa in campo dei già consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Emilio Iampieri. Ancora incerta, invece, quella di Gianluca Ranieri del Movimento Cinque Stelle che potrebbe lasciare il posto ad un militante marsicano come Giorgio Fedele, vicino al senatore pentastellato Primo Di Nicola.

Tra le new entry di questa campagna elettorale c’è il sindaco dimissionario di Trasacco Mario Quaglieri, che ha lasciato la poltrona di primo cittadino per tentare la corsa alle prossime elezioni regionali del 10 febbraio. Quaglieri, che era stato riconfermato sindaco per la seconda volta l’11 giugno 2017  con la lista civica “Trasacco Nel Cuore”, alle regionali si candiderà con il centrodestra tra i ranghi di Fratelli d’Italia. Hanno detto no il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, e il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli. Vicino alla candidatura per una poltrona in consiglio regionale anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, in prima linea insieme ai sindaci di Lazio e Abruzzo nella lotta ai rincari autostradali. Lo scenario politico marsicano, continuamente in divenire non esclude colpi di scena. Insomma fino alla data di presentazione delle candidature ne vedremo delle belle.

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Politica

Elezioni regionali: nel centrodestra spunta il nome di un avezzanese. Ecco il toto nomi…

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Avezzano – Spunta il nome di un avezzanese nella rosa dei candidati per il centrodestra alle prossime elezioni regionali del 10 febbraio. Si tratta del medico oculista Walter Di Bastiano attualmente direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del polo ospedaliero di Avezzano e già consigliere regionale del Pdl. Il nome di Di Bastiano sarebbe contenuto in una rosa, composta in totale da 11 nomi, inviati dall’Abruzzo al direttivo romano di Fratelli d’italia al quale spetta, secondo gli accordi tra i tre leader Meloni, Berlusconi e Salvini, la nomina del candidato presidente in Abruzzo per la coalizione di centrodestra. Oltre a Di Bastiano nella lista ci sono tra gli altri i favoriti Giandonato Morra, Marco Marsilio e Massimiliano Foschi. Ma sulla triade sarebbero sorte numerose opposizioni poiché nessuno dei tre aspiranti presidenti è nato in Abruzzo. Morra, già assessore nella giunta Chiodi, è originario di Foggia e teramano d’adozione. Marsilio è nato a Roma da famiglia di origini abruzzesi, mentre Foschi, originario della Puglia e molto vicino a Matteo Salvini e a Elisa Isoardi, lavora a Chieti. Alla luce del clima e delle polemiche la partita dei nomi in seno al centrodestra non sembra dunque definitivamente chiusa. L’Abruzzo, infatti, ha chiesto a Giorgia Meloni che il candidato presidente sia un abruzzese doc. “Prima il programma e poi il candidato – avrebbe detto Lorenzo Cesa dell’Udc agli alleati di centrodestra – Nei prossimi giorni – ha annunciato – ci sarà un incontro serio fra le forze che compongono tutto il centrodestra per analizzare e stabilire chi saranno i candidati in Abruzzo e trovare la persona migliore a cui affidare la guida di una regione”.

Clima diverso nella coalizione di centrosinistra che pende dalle labbra di Giovanni Legnini. L’ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura non ha ancora sciolto ufficialmente la riserva anche se la sua discesa in campo è oramai data per certa. Secondo voci di palazzo Legnini starebbe lavorando ad “alleanze traversali” per assicurarsi la vittoria. Prima di blindare il nome dell’ex numero due del Csm, il centrosinistra aveva valutato anche una discesa in campo dell’onorevole e carismatica Stefania Pezzopane. La coalizione sconfitta a livello nazionale ha bisogno di nomi forti e figure autorevoli per sperare ancora nella vittoria in Regione.

La grande novità di questa tornata elettorale è rappresentata dai movimenti civici che hanno deciso di puntare sulla candidatura di Fabrizio Di Stefano. Dopo il no degli azzurri e della Lega, Di Stefano ha ripiegato con la guida delle reti civiche d’Abruzzo. L’incontro si è svolto ad Avezzano con lo scopo di presentare all’opinione pubblica, alle categorie, agli amministratori locali, il programma di governo e le persone che le Civiche per l’Abruzzo propongono agli elettori abruzzesi in vista del voto del 10 febbraio.

Per il Movimento Cinque Stelle il candidato presidente sarà Sara Marcozzi. La consigliera regionale teatina si candida per la seconda volta consecutiva, dopo essere stata scelta dagli iscritti alla piattaforma Rousseau. Nel corso della contestatissima votazione online la Marcozzi ha ottenuto 1.032 voti contro i 349 dello sfidante Marco Cipolletti.

 

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