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Carsoli, D’Antonio: “Noi sindaci non possiamo rimanere inerti di fronte alla voracità dello Stato”

Senza giri di parole e con le cifre alla mano, Domenico D’Antonio, sindaco di Carsoli, denuncia non solo le difficoltà di un comune a far quadrare i conti, ma soprattutto si chiede perché i cittadini debbano “girare” risorse allo Stato, senza che i territori godano di alcun beneficio. Una fotografia asciutta e reale che genera ulteriori interrogativi. Vediamo perché.
«Ogni amministratore cerca di operare al meglio, ridurre le spese inutili ed improduttive, eliminare gli sprechi, evitare contribuzioni a pioggia senza una precisa finalità pubblica, cercando, nel contempo di ottimizzare ed efficientare i servizi.
Perché allora deve vedersi vanificato gran parte del lavoro svolto e dell’impegno profuso per colpa di uno Stato che, oltre che far navigare i Comuni nell’incertezza finanziaria, assorbe gran parte delle imposte e tasse comunali che, invece, dovrebbero essere completamente utilizzate ed impiegate nei rispettivi territori e nella copertura dei servizi comunali?
Io non chiedo nulla allo Stato ed ai suoi governanti; chiedo, esclusivamente, di lasciare nelle casse comunali gli importi derivanti da tasse, imposte e tributi locali.
Faccio un esempio molto esplicativo per far comprendere la situazione:
Nel 2014 il Comune di Carsoli dovrà versare allo Stato 496.952 € di Imu incassata relativamente agli immobili di categoria D; oltre ciò dovrà versare al FSC (Fondo di solidarietà comunale) 467.848 €. Quindi lo Stato preleva dalle casse comunali e, quindi, dalle tasche dei nostri cittadini, 980.000 € mentre ne ritrasferisce alle casse comunali appena 324.832 €.
Ciò significa che i nostri cittadini dovranno versare 639.968 € (496.952+467.848-324.832) senza averne alcun beneficio.
Perché lo Stato non impiega le risorse che riceve dalle imposte dirette (Irpef, Irpeg, Ires, Irap, ecc.) oltre alle indirette (Iva, tasse sui trasferimenti immobiliari, accise varie, ecc.) per alimentare il Fondo? Perché i cittadini di un Comune debbono pagare per poi non vedere la ricaduta sui propri servizi e sul proprio territorio?
Con la Tasi hanno costretto i Comuni a prelevare ulteriori risorse dai cittadini per poi girarle allo Stato che ha conseguentemente ridotto i trasferimenti (da 501.417 € del 2013 a 324.832 € del 2014), ha eliminato il rimborso per mancato incasso dell’Imu sulla abitazione principale (147.000 nel 2013 a fronte di nessun importo per il 2014), ha aumentato la partecipazione al Fsc (397.713 € nel 2013 a fronte dei 467.848 € del 2014), proprio con l’alibi di aver dato ai Comuni, con la Tasi, un’ulteriore leva fiscale.
E’ troppo facile parlare di spending review, di revisione e riduzione delle spese da parte dello Stato se, con continui colpi di mano si interviene scaricando sui Comuni tutto il peso della inefficienza e degli sprechi della macchina statale; con un fax del 20 giugno 2014 da parte dell’Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locale) abbiamo scoperto che la quota dell’Imu da versare allo Stato era passata dal 30,745% al 38,76%.
Come può fare allora un amministratore, per quanto accorto ed attento, a far quadrare il bilancio?
Per i nostri governanti la risposta è molto semplice: o aumenta ulteriormente il peso fiscale, diventato ormai insostenibile, oppure riduce i servizi.
Credo sia giunto il momento per noi sindaci, al di fuori di qualsiasi appartenenza o colore politico, di ribellarci a questa usurpazione che mette tutti in una situazione di difficoltà e non riesce a far evidenziare invece i comportamenti virtuosi.
Il giorno 30 il nostro Comune dovrà approvare i regolamenti e le aliquote di Imu, Tasi e Tari.
Siamo amareggiati (per non usare altri termini) perché anche se abbiamo fatto molto avremmo voluto dare segnali molto più significativi. E’ vero che è il nostro primo bilancio effettivo e che già si intravedono i segnali di una inversione di tendenza rispetto al passato; finalmente si pone l’attenzione sulla riduzione dei costi e di conseguenza sulla riduzione delle tasse.
Siccome non siamo persone che si accontentano, in quanto consci e consapevoli delle difficoltà di molte persone, di molte famiglie e della maggior parte degli operatori economici, siamo dispiaciuti di dover essere utilizzati come bancomat da dove prelevare a propria insindacabile discrezione.
Ci teniamo, quindi, ad evidenziare ciò che siamo riusciti a fare pur in una situazione di grande incertezza e difficoltà.

Addizionale Irpef
E’ stata prevista una riduzione per i redditi fino a 55.000 €, con una percentuale di riduzione di circa il 14% per i redditi fino a 15.000 €.

Tari (tassa rifiuti)
E’ stata ridotta per tutti i contribuenti con punte di risparmi importanti per le categorie commerciali e produttive 17 (Barbiere, estetista, parrucchiere), 22 (Osterie, pizzerie, pub, ristoranti, trattorie, agriturismi solo ristorazione) e 27 (Fiori e piante, ortofrutta, pescherie, pizza al taglio) che nel 2013 avevano dovuto sopportare i rincari maggiori a seguito dell’istituzione della Tares.
E’ stata introdotta l’agevolazione per gli immobili, diversi dall’abitazione principale, a disposizione dei residenti.

Imu
E’ stata mantenuta l’aliquota precedente anche a fronte dell’aumento di oltre il 26% della quota prelevata dallo Stato.
Sono state inserite nel regolamento le agevolazioni per gli immobili con destinazione sociale e per gli immobili costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice (già prevista dalla legge).
E’ stata disposta l’assimilazione ad abitazione principale delle unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il 1° grado (genitore-figli).

Tasi (tassa sui servizi indivisibili)
La copertura del gettito che dovrebbe derivare dalla Tasi corrisponde al 78,81% dei costi dei servizi (605.000 € a fronte di un costo pari a 767.629,63 €).
E’ stata posta attenzione alle famiglie prevedendo una riduzione di 30€ per i nuclei familiari composti da almeno 4 persone, pari a 477 nuclei familiari; questo significa una riduzione di oltre 13.000 €.
Detto questo occorre anche segnalare altri aspetti fondamentali per poter giudicare l’operato di questa amministrazione nel suo primo anno di attività:
– dal momento del suo insediamento questa amministrazione ha ridotto di 460.854,22 € il debito a carico del nostro Comune; a detto importo occorre aggiungere 287.920,09 € di interessi pagati;
– si provvederà ad inserire in bilancio l’importo di 25.000 € per la toponomastica; argomento trascurato dalle amministrazioni precedenti e che comporta anche difficoltà e contenzioso in merito alla correttezza delle notifiche;
– altri 15.000 € saranno destinati alla sicurezza con l’implementazione di un sistema di videosorveglianza sul territorio comunale;
– 10.000 € serviranno per migliorare il sistema di protezione civile e, quindi, di prevenzione e sostegno in caso di calamità, con la predisposizione di un ponte radio che possa consentire di raggiungere qualsiasi angolo del territorio in qualsiasi situazione (si pensi alle molte persone anziane che possono ritrovarsi isolate in caso di forti nevicate, ecc.);
– il capitolo relativo allo spazzamento ed al decoro urbano passerà da 56.500 € a ben 90.000 € proprio per consentire ai nostri cittadini di vivere in un ambiente più pulito e più decoroso;
– verrà garantito il trasporto scolastico gratuito a tutti i ragazzi provenienti dalle frazioni;
– sarà confermato l’aumento operato nel 2013 per il capitolo destinato al sociale con ben 30.000 €;
– verrà indetto un bando per sostenere, con 10.000 €, le famiglie che, a seguito di eventi imprevedibili, non riescono ad onorare il pagamento dell’affitto.

Come se non bastasse il nostro Comune nel 2014 dovrà far fronte a spese legali e risarcimenti danni per procedimenti relativi ad anni e, quindi, ad amministratori precedenti, di notevole importo, pari ad oltre 120.000,00 €.
Credo che basti quanto sopra esplicitato per dimostrare il grande sforzo che questa amministrazione sta profondendo nel migliorare la macchina comunale che era completamente allo sbando e senza alcun controllo, nel renderla efficiente, trasparente e rispettosa dei sacrifici dei nostri concittadini».

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