Politica

Cappadocia, infuria la bagarre in consiglio comunale

In riferimento alle dichiarazioni, sulla scampata mozione di sfiducia, rilasciate dal sindaco di Cappadocia, Lucilla Lilli, apparse sui quotidiani cartacei e on line, i Consiglieri comunali Luigi D’Innocenzo, Franco Tocci e Manuela Scopone motivano senza giri di parole la loro scelta.
«Rimango incredulo in merito alle dichiarazioni del sindaco!», esordisce Luigi D’Innocenzo «Nella nostra mozione di sfiducia non c’era nessun attacco alla persona, ma solamente argomenti concreti e specifici. Evidentemente non potendo dare riscontro alle nostre istanze, perché la realtà dei fatti non glielo consente, il sindaco ha dovuto necessariamente lanciare accuse ed attacchi sgarbati e fuori luogo, facendosi scudo con un pretesto (il nostro attacco alla sua persona) che, di fatto, non sussiste.
La mia attività di Consigliere comunale è stata impeccabile, sia quando facevo parte della Maggioranza, sia quando ne sono uscito: ho fatto proposte (mai valutate!), ho dato la mia collaborazione per la realizzazione di vari progetti e, soprattutto, ho sempre cercato di avere informazioni dell’operato dell’Amministrazione comunale. Ma non ho mai ricevuto un serio riscontro!
E questo atteggiamento arrogante e autoritario del sindaco è stato ripetuto sia in sede di Consiglio comunale, mentre si discuteva la mozione di sfiducia in quanto di fatto ci è stato impedito di replicare alle sue calunnie, sia 24 ore dopo, quando ha pubblicato sul sito istituzionale solo la sua risposta e non la nostra mozione di sfiducia.
A nulla è servita una richiesta ufficiale: si rifiuta di pubblicarla! Il fatto che la nostra mozione di sfiducia sia stata respinta non deve essere motivo di tranquillità, anzi! Quando si riprenderà dal suo delirio di onnipotenza, si renderà conto della dura e cruda realtà.
Se il Sindaco, come affermato, ci combatterà con tutta la sua squadra (due consiglieri su tre erano pronti a votare la sfiducia fino a 24 ore prima e sono tornati poi all’ovile con dei piccoli contentini), ben presto si renderà conto di essere rimasta sola. I suoi consiglieri, infatti, non hanno saputo o voluto spendere, nemmeno mezza parola in difesa del suo operato!».

Sull’ultima arrivata, la consigliera Manuela Scopone, il sindaco sferra gli attacchi più diretti relativi, ad esempio, alle ragioni del suo ingresso in Consiglio comunale. «Il sindaco continua a sottolineare che il mio “ruolo di consigliere mi è stato assegnato per diritto di surroga solo a seguito del doloroso lutto (la morte del vicesindaco Fabrizio Rosci), che ha toccato tutta la comunità”. Ebbene il ribadire questa frase, che è puramente una circostanza non dipesa dalla mia volontà, illustra perfettamente il livello di meschinità con cui dobbiamo fare i conti. Inoltre, il sindaco dimentica che i consiglieri comunali non sono dipendenti dell’ente. Pertanto, il soppesare la loro presenza all’interno della sede comunale, è completamente fuori luogo: primo perché la politica vera si fa fuori dal palazzo e secondo condivida con i consiglieri le scelte da fare, invece di zittirli. Invece di sbandierare la mia presenza in tre mesi, verifichi cosa hanno fatto i membri della sua maggioranza in due anni!».

Sulle accuse di avere agito per interessi personali pone, invece, l’accento il Consigliere comunale Franco Tocci: «Il sindaco con i suoi atteggiamenti autoritari fa passare i Consiglieri proponenti della mozione come se avessero interessi personali sulle vicende esposte. Nei prossimi giorni si vedrà chi ha veramente interessi personali nell’Amministrazione. Tutte le problematiche saranno esposte alla popolazione. Il sindaco non ha nemmeno pubblicato la mozione di sfiducia sul sito ufficiale del Comune, ma solo la sua risposta: i lettori non hanno quindi potuto farsi un’opinione giusta della vicenda.
Il sindaco, nella risposta alla mozione di sfiducia, parla di attacchi personali, facendo la parte della vittima. Ma saranno i fatti a smentirla!».

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