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Politica

Capistrello. L’odissea della Scuola Primaria “Santa Barbara”


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Con la nostra denuncia e interrogazione sulle note vicende della Scuola Primaria “Santa Barbara”, presentata al Sindaco ed all’Assessore ai lavori pubblici, abbiamo espletato il mandato di consigliere come previsto dalle leggi e dal regolamento comunale. Abbiamo svolto il nostro compito di controllo politico- amministrativo sulla attività della giunta e degli organi non politici, cioè dei dirigenti e responsabili dei servizi che svolgono le relative funzioni. Abbiamo fornito ai cittadini informazioni che sarebbero rimaste sconosciute senza il nostro intervento. Abbiamo riportato lo stato di disagio che le mamme vivono, e che hanno esternato in numerose precedenti occasioni. Abbiamo sollevato un coperchio e fatto emergere l’inconsistenza di un amministrazione che continua a lavorare con la dialettica anziché con i fatti.
Chiunque tenta di strumentalizzare questa posizione, pertanto, è in malafede.
Per entrare invece in merito alle vicende che hanno scatenato un puntiglioso interesse, ma d’altronde non poteva essere diversamente, mi preme ricondurre l’attenzione sulle affermazioni del dirigente scolastico, che asserisce “era stato evidenziato un potenziale pericolo per la sicurezza degli alunni i quali sono stati conseguentemente diversamente dislocati dal giorno 29 ottobre” e sul contenuto di una comunicazione del 31 ottobre, intestata al Sindaco, ai rappresentanti dei genitori, ecc. che oltre a riassumere gli eventi del sopralluogo lamenta “il disagio conseguente a questa situazione è di grado elevatissimo” ed aggiunge “per la sicurezza, dal momento che gli alunni del primo piano devono servirsi dei servizi igienici del secondo piano e sono dunque costretti a transitare per le scale aumentano le probabilità del rischio di cadute accidentali”.
Pertanto, al di là delle appartenenze politiche e dell’ arte di argomentare, restano come macigni le affermazioni del dirigente scolastico che vive insieme al corpo docente, agli alunni, ed alle mamme una situazione paradossale e di disagio per quanto sopra riportato; disagio raddoppiato anche per la presenza in contemporanea della ditta esecutrice dei lavori, con tutte le conseguenze negative che essi comportano (mancato rispetto delle norme di sicurezza, rumori, polveri, ponteggi, ecc.), e la presenza di alunni nei corridoi e nelle aule.
Non dirottiamo, perciò, la concentrazione su fattori secondari ma incanaliamo l’attenzione anche sulla relazione di “Verifica consistenza controsoffitto in cartongesso” predisposta dopo il sopralluogo, effettuato da qualificati professionisti esterni al Comune, che riporta quanto segue: “Da quanto sopra esposto si deduce che la controsoffittatura in cartongesso non è idonea e pertanto va sostituita con una nuova eseguita secondo le norme del ben costruire”.
E sarebbe sufficiente tutto ciò per redimere la controversia. Sorgono, però, alcune spontanee riflessioni.
Perché l’amministrazione non ha proceduto nei tempi dovuti alla verifica di ulteriori atti che contraddicevano la relazione in suo possesso per la agibilità delle aule, anziché attendere il mese di ottobre?
Perché l’amministrazione, nonostante fosse a conoscenza da almeno otto mesi del potenziale pericolo, ha provveduto solo oggi ad effettuare una verifica sulla stabilità del controsoffitto con tecnici esterni?
Perché la somma urgenza degli interventi riscontrata in questa occasione non è stata attuata nei modi e nei tempi adatti (chiusura estiva) evitando disagi alla didattica, agli alunni, ecc.?
Per concludere una buona notizia. I lavori di messa in sicurezza sono stati assegnati, e sono in corso di esecuzione. Solo questo basterebbe per dimostrare, ma non ce ne era bisogno, la urgente e inderogabile necessità degli interventi per eliminare il potenziale pericolo proveniente dal controsoffitto e per eliminare le infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto. Cioè quello che abbiamo semplicemente denunciato.

Francesco Ciciotti – Capogruppo “Partecipazione e Sviluppo”

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