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Capistrello, Di Battista: “Abbassare le tasse sulla casa, se si vuole si può”

Ripercorrendo gli ultimi step affrontati dall’Amministrazione comunale di Capistrello per superare la fase di dissesto finanziario dell’ente, il consigliere comunale Alfio Di Battista chiede di abbassare le tasse sulla casa.

Supportato anche dai consiglieri Palleschi e Vischetti, Di Battista sottolinea l’esistenza dei presupposti necessari per una tale scelta. Vediamo perché.

«Il 28 novembre scorso è stato notificato al Comune di Capistrello, tramite la Prefettura dell’Aquila, il decreto con il quale il ministero dell’interno, l’8 ottobre 2013, ha approvato il piano di estinzione del debito a seguito del dissesto finanziario dichiarato dal commissario nel 2009. La legge stabilisce che entro 20 giorni dalla notifica del decreto, la Commissione liquidatrice provvede al pagamento di tutte le passività residue. Ultimati questi pagamenti decorrono ulteriori 60 giorni entro i quali l’Organo straordinario di liquidazione deve approvare il rendiconto della gestione per poi trasmetterlo all’organo regionale di controllo e all’organo revisore contabile del Comune.

In sostanza, l’8 ottobre il ministero approva il piano, il 10 ottobre il decreto arriva in Prefettura, dove resta per 47 giorni, fino al 28 novembre, quando viene notificato al nostro Comune. Da questa data l’Osl ha 20 giorni per terminare i pagamenti  sospesi, il tutto entro il 18 dicembre, data da cui dispone di ulteriori 60 giorni per approvare il rendiconto finale della gestione, in pratica entro il 18 febbraio 2014, quando dovrà presentare, a norma di legge, il rendiconto finale della gestione all’organo revisore contabile del Comune.

Oggi, 18 febbraio è anche il termine entro il quale il Consiglio comunale deve deliberare in merito all’individuazione dei soggetti ritenuti responsabili dei debiti esclusi dalla liquidazione.

In pratica, certifica i debiti che non possono essere attribuiti all’ente, perché imputabili all’iniziativa di amministratori e/o funzionari che hanno disposto pagamenti senza rispettare le procedure di legge che invece prevedono per ogni uscita, il relativo impegno della somma su un apposito capitolo di spesa.

La legge stabilisce che una delibera di dissesto ha efficacia per 5 anni e non è più revocabile a decorrere dalla data di adozione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, ma, fornisce anche elementi che consentono all’ente di alleggerire l’imposizione. Già nel maggio del 2012, in virtù dell’art. 1, comma  157 della legge 662/1996 che esonera  dall’applicazione obbligatoria degli aumenti delle aliquote massime di imposte e tasse, gli enti locali dissestati che presentino due esercizi finanziari consecutivi in attivo, il circolo del Pd  chiese all’esecutivo di intervenire in tal senso presso il ministero, visto che i due bilanci successivi a quello stabilmente riequilibrato erano stati chiusi in attivo. La risposta del ministero fu però negativa.

In relazione ad aliquote e tariffe, va precisato, che circa l’applicazione obbligatoria degli aumenti nella misura massima, la legge fa espresso riferimento esclusivamente alle aliquote di base. La facoltà di aumentare o diminuire dello 0,20 l’aliquota sulla prima casa (eliminata poi dal Governo Berlusconi) e dello 0,30 quella sulla seconda, resta sempre in capo al comune.  A Capistrello, infatti, già prima del dissesto vigeva un’aliquota pari allo 0,7% sulla seconda casa; ciò equivale a dire che, nel rispetto della legge, sarebbe bastato applicare lo 0,76% quale tariffa massima di base.

Oggi molti cittadini ci chiedono di tagliare le tasse, a partire da quelle sulla casa, e molte di queste  voci si levano anche all’interno del PD, per questo, assieme al consigliere Pd Palleschi e all’indipendente Mery Vischetti, chiediamo di discutere subito in Consiglio, la bozza del bilancio di previsione 2014. Noi riteniamo che a differenza di molti comuni che hanno difficoltà a chiudere i bilanci perché il Governo non ha ancora approvato il decreto sulla Tasi, il nostro invece, disponendo di un cospicuo avanzo di bilancio al quale andrà ad aggiungersi la somma che l’Organo Straordinario di Liquidazione deve restituirci,  può già da subito intervenire sui conti  per ritoccare le aliquote delle tariffe».

Per chiarezza, va ricordato che la Tasi è la neo imposta comunale sui “servizi indivisibili”, ovvero i servizi comunali rivolti alla collettività: come ad esempio la manutenzione delle strade o la pubblica illuminazione.

«Penso che abbassare le tasse sulla casa – prosegue Di Battista – sia il primo vero atto di attenzione sociale nei confronti del nostro paese. E’ possibile farlo perché ciò prescinde dai termini di chiusura del dissesto, è possibile farlo perché sono state applicate tariffe ben superiori alle massime di base, previste dalla legge. Ed è possibile farlo perché gli attivi di bilancio garantiscono ampiamente la copertura delle stesse. Ci vuole solo volontà politica. E soprattutto, un’autentica e trasparente attenzione verso le persone».

 

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