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Cannabis terapeutica, mozione di Mazzocca: “Bisogna accelerare i tempi”


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“Il caso di Fabrizio Pellegrini, il quarantasettenne pianista teatino, ora agli arresti domiciliari dopo aver scontato due mesi di reclusione a Madonna del Freddo per aver coltivato piante di cannabis per fini terapeutici, mi spinge a sottoporre al consiglio regionale una mozione affinché impegni il competente assessore ad attivarsi per emanare entro breve tempo le linee guida necessarie per disciplinare l’acquisto e la distribuzione di cannabinoidi, così efficaci per il trattamento del dolore di diverse e gravi patologie”. E’ quanto dichiarato dal presidente del gruppo Sel e sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca, in merito alla mancata attuazione della L.R. 4/2014.

“Occorre ricordare che il consiglio regionale d’Abruzzo il 13 dicembre 2013 approvò norme relative all’impiego di medicinali e di preparati galenici magistrali a base di principi attivi cannabinoidi per finalità terapeutiche. Secondo quelle disposizione (ora L.R. 4/2014) – spiega Mazzocca – i medici specialisti del Sistema Sanitario Regionale e i medici di medicina generale del SSR, sulla base di un piano terapeutico redatto dal medico specialista, possono prescrivere e somministrare, sia in ambito ospedaliero o in strutture ad esso assimilabile sia in ambito domiciliare, farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi. Tuttavia – continua Mazzocca –  a distanza di oltre due anni, la legge non può esplicare i suoi effetti per la mancata adozione delle norme attuative”.

“L’assessore alla sanità Silvio Paolucci alla fine dello scorso mese di gennaio dichiarò alla stampa che la pratica sarebbe stata ripresa, e aggiunse che la Regione Toscana, quale capofila del tavolo interregionale, stava studiando la questione per poter dare le linee guida. Sono passati altri mesi, ma di linee guida non v’è ancora traccia – conclude -bisogna accelerare i tempi sia a livello regionale sia, e soprattutto, a livello Parlamentare, anche per evitare che la malasanità non determini pure la malagiustizia”.

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