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Canistro, chiude stabilimento acqua Santa Croce. Colella: “La Regione ci vessa per dare ad altri la concessione”

L’azienda di acqua minerale Santa Croce Spa ha avviato le procedure per mettere in mobilità tutti i propri 75 dipendenti e non, come previsto dal piano di ristrutturazione fatto qualche anno fa, solo 35 unità. Di pari passo, con l’attivazione del percorso è prevista la chiusura graduale dello stabilimento di Canistro. Secondo le dichiarazioni del patron del gruppo di rilevanza nazionale, Camillo Colella, la decisione sarebbe stata presa a causa degli atti della Regione che avrebbero disatteso le istanze dell’azienda circa il rinnovo della concessione e la proroga, comportando la chiusura di un’attività sana e florida che fornisce lavoro diretto e indiretto a tanti lavoratori e fornitori. Da mesi è in corso un braccio di ferro tra la Santa Croce e la Regione Abruzzo sulla concessione dell’acqua minerale nella sorgente di Canistro, fatto di reciproche denunce, blitz nello stabilimento, anche con l’intervento dei carabinieri, da parte dell’ente regionale che ha messo i sigilli dopo aver revocato la concessione e non concesso proroghe, per bocca della dirigente Iris Flacco, a causa di un documento unico di regolarità contributiva (Durc) non regolare. “I sindacati hanno chiesto di poterci rivedere il 19 settembre perché nel frattempo, per avere spiegazioni dalla Regione sui bandi, non ancora emessi, sulle proroghe e anche sull’accanimento verso di noi che, in questo modo, non abbiamo altra scelta”, spiega ancora Colella il quale rassicura comunque tutti “sul mantenimento degli impegni economici e con il fisco: ai clienti saranno assicurate le forniture, i dipendenti saranno pagati, come anche tutti i fornitori”.

 

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