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Cancro: si cura con il bicarbonato di sodio?


Da alcuni giorni gira sul web e sulla carta stampata una notizia a dir poco sconcertante da un punto di vista medico e certamente illusoria, nonché chimerica, da un punto di vista umano. Premesso che su patologie degenerative come il cancro molti ci “inzuppano” alla grande, questa notizia sa davvero di assurdità. Il bicarbonato di sodio, di per sé, potrebbe anche essere efficace- ne parlerò più avanti- ma nel nostro bel paese delle meraviglie si approfitta troppo della disperazione della povera gente per raggiungere scopi di indubbio valore etico e professionale. Lo  scoraggiamento del demoralizzato popolo italiano, nei confronti di una sanità allo sfascio e totalmente paralizzata, si accompagna sovente a notizie di interlocutori senza scrupoli e totalmente privi di un minimo di preparazione professionale, che sparano fesserie senza senso.

 

Questa notizia per me è solo una notizia, ma, come è ovvio, per la persona che l’ha divulgata, doveva attirare molti consensi e c’è perfettamente riuscita! Complimenti! E cosa dire di un medico italiano che, dopo essere stato radiato dall’albo per aver consigliato bicarbonato di sodio ad alcuni suoi pazienti in seguito deceduti, è stato accolto all’estero dove continua ancora a dire e fare le stesse cose che faceva qui? Si faccia attenzione!

Ora però vorrei chiarire il ruolo del suddetto bicarbonato di sodio. Premesso che in Italia, come nel resto del mondo, non esistono studi scientifici e certificati riguardo a questa “terapia” a base di bicarbonato di sodio, va detto che in realtà alcuni benefici li apporta certamente. Ma tra questo, e il curare definitivamente un cancro… ce ne passa! Ma a cosa serve realmente il bicarbonato di sodio nel corpo umano? Esso viene generalmente utilizzato per vari scopi, dalla cucina per ottimizzare gli alimenti, all’uso personale per aiutare la fase digestiva dello stomaco che, grazie ad esso, attraverso reazioni biochimiche, riesce a digerire al meglio il cibo che in loco staziona. In realtà esso ha anche un’altra importante funzione; rende il sangue più alcalino e meno, diciamo così, intossicato. In medicina classica il cancro è un nemico abbastanza conosciuto, ma non così facile da debellare. In medicina Omotossicologica invece se ne conoscono bene i meccanismi attraverso  cui si palesa e si cerca di tenere il paziente il più lontano possibile da disagi di tal genere. Il pH esprime l’importanza del rapporto acido-basico nei sistemi biologici. “Il pH urinario riflette ed è correlato al pH della matrice extracellulare” Michael Worlitscheck. Per l’equilibrio vitale delle cellule il nucleo deve mantenere un ambiente acido ed il citoplasma basico o alcalino per consentire lo scambio di nutrienti e informazioni tra nucleo e citoplasma. Se l’ambiente extracellulare aumenta la sua acidità relativa, rallenta lo scambio di informazioni e nutrienti, le cellule si deteriorano e possono evolvere in senso patologico. Nei processi degenerativi della cellula il ph dei pazienti è sempre molto acido. In questo “ambiente” acido i meccanismi metabolici della cellula si “ingrippano”, vanno letteralmente in tilt, così che la reazione del corpo, nello smaltimento “rifiuti”, è meno efficace e più lenta.

 

Cercherò di dirlo in un modo un pochino più scientifico: quando ci ritroviamo in presenza di un cancro i meccanismi di reazione della cellula sono “inceppati” come una pistola automatica. Se volessimo riattivare la funzione corporea in casi come questo le cose da fare sarebbero tante, difficili e spesso impossibili. La degenerazione della cellula è dovuta da un accumulo di tossine che dal mesenchima (esterno della cellula) sono passate nel parenchima (interno della cellula). La cellula, in diverso tempo, ha  “depositato” le tossine in un sito extracellulare (mesenchima) ed ora non avendo più spazio, compone le tossine all’interno di se stessa, mandando letteralmente in tilt i processi metabolico enzimatici che le competono. La Matrice Extracellulare (ME) (Sostanza Fondamentale o Mesenchima) è costituita da tessuto connettivo ed ha struttura di tipo colloidale ricca di mucopolisaccaridi, cellule reticolari o fibroblasti, liquido extracellulare, isole linfonodali (SRE), fibre nervose vegetative terminali.

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Attività enzimatica intra ed extra-cellulare

Transito e relazione intercellulare

Funzione di nutrimento, controllo e gestione cellulare e tissutale.

Funzione di “spugna metabolica” che immagazzina i prodotti di degradazione (cataboliti acidi) provenienti dal catabolismo organico per poi eliminarli attraverso l’attività degli organi emuntoriali: fegato e colecisti, che trasformano ogni elemento che transita nel nostro corpo. Sistema linfatico e reni.

Connessione tra le diverse strutture organiche: quando la matrice è deacidificata e quindi disintossicata tutte le informazioni possono circolare secondo flussi definiti. Tale processo è rallentato o non avviene quando la ME è in stato di iperacidificazione; si parla allora di mesenchimopatia: i cataboliti acidi provenienti da metabolismi alterati si riversano nella ME senza essere eliminati dal turn-over fisiologico. Questo ammassare le tossine comporta una graduale degenerazione cellulare che finisce poi per differenziarsi in neoplasia. Quando la cellula non riesce più a smaltire le tossine accumulate i processi di correzione enzimatica vanno in tilt e potrebbero, con il tempo, portare al cancro.

Il cancro non è altro che una reazione della cellula che però in realtà non riesce più a fare ciò che faceva prima: metabolizzare ed espellere tossine. Inquadrando meglio le funzioni e le fasi della cellula durante l’arco della intera giornata, ci facciamo un’idea più dettagliata di ciò che avviene nel nostro organismo in modo da rendere più equilibrato e fisiologico il metabolismo cellulare di ognuno.

 

 

FASE DIURNA ortosimpatica “acida” (circa dalle ore 3 alle 15) in cui nella ME sono raccolti metaboliti acidi provenienti dal fisiologico catabolismo cellulare e tissutale. Gli ormoni maggiormente presenti sono quelli tiroidei, sessuali e surrenalici. Lo stato di sol iniziale della matrice favorisce la progressiva raccolta e successivo smaltimento dei cataboliti acidi. La matrice si trasforma progressivamente in uno stato di gel che tende a mantenersi più acido rispetto al sangue.

 

FASE NOTTURNA parasimpatica “alcalina” (circa dalle ore 15 alle 3) di progressivo recupero della struttura reticolata, caratterizzata dagli ormoni  Gh e melatonina. La ME si trova in una fase di gel che gradualmente torna in sol, e diventa sede di una idrolisi enzimatica in grado di cedere le scorie acide agli organi emuntori. L’andamento fisiologico del pH urinario nell’arco delle 24 ore risulta speculare rispetto a quello della ME; ciò garantisce la corretta alternanza della fase sol (eliminazione dei cataboliti acidi attraverso gli emuntori) e gel (raccolta cataboliti acidi nella ME). Il blocco permanente allo stato di gel impedisce alla ME di scaricare soprattutto attraverso i reni le scorie acide che, in tal modo, aumenteranno causando una progressiva intossicazione acida sistemica. L’eccessiva acidità del pH urinario può essere correlata ad un sovraccarico mesenchimale di cataboliti acidi che impregnano i tessuti e perturbano le sue funzioni fisiologiche.

L’alimentazione influisce sul livello di produzione di acidi attraverso il metabolismo. La popolazione occidentale è passata da una media di acidificazione di -88 mEq/giorno a una media di +48 mEq/giorno a causa della moderna alimentazione. Le cellule vivono in un ambiente acido che favorisce l’invecchiamento cellulare.

 

CIBI ACIDIFICANTI

Zucchero – Legumi – Formaggi – Frutta oleaginosa – Carni – Pesci – Albicocche  – Crostacei – Prugne secche – Uova intere – Alcolici – Cereali – Caffè.

 

CIBI ALCALINIZZANTI

– Verdura – Frutta (escluse quelle citate prima) – Latte e yogurt – Mandorle- Acqua.

 

 

In questa ottica il bicarbonato di sodio  in che cosa potrebbe allora essere utile? Certamente aiutare ad alcalinizzare l’ambiente, in modo che la cellula possa riappropriarsi gradualmente della sua funzione primordiale, ma questo non vuole certamente dire che aiuterà a sconfiggere il cancro! Una cellula degenerata impiega molto tempo per riottimizzare la sua funzione e tutto questo in virtù di altri molteplici aspetti e funzioni ad essa legati. C’è poi un’ altra importante peculiarità da considerare: tutti possono assumere il bicarbonato di sodio senza interferire con patologie come ipertensione, sindromi metaboliche ed altro? Bisognerebbe saperle bene certe cose e, certamente, parlarne con il medico specialista che saprà meglio di chiunque altro lo stato di salute della persona interessata.

 

Comunque in Medicina Naturale esistono ottimi prodotti che sostituiscono perfettamente il bicarbonato di sodio, senza interferire minimamente con  patologie come ipertensione od altro, e vanno utilizzati per gran parte dell’anno. Essi contengono sali minerali perfettamente bilanciati che aiutano a rendere alcalino il ph cellulare e sanguigno e si assumono regolarmente senza controindicazioni. Inoltre nel caso in cui una persona che ha un cancro volesse utilizzare questi prodotti può farlo sotto la supervisione di un medico esperto.

Ma, come sempre, la mia domanda è: “Perché l’essere umano deve arrivare al cancro, potendo  invece tranquillamente evitarlo e tenerlo lontano?” Cerchiamo di vivere al meglio senza sforzi e rinunce, ove fosse possibile e, soprattutto, informiamoci e non crediamo ciecamente a tutto ciò che vogliono farci passare per buono.

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0 Comments

  1. flavia

    12 settembre 2013 at 12:11

    BENTORNATO. Finalmente hai ripreso a scrivere e, considerando l’articolo appena letto, alla grande come sempre. Grazie x tutte le informazioni che ci dai.
    Speriamo che questa volta nn ci siano ostacoli e continuarti a leggere x sempre

  2. romolo

    12 settembre 2013 at 12:19

    Grazie al Dottor Masella sono tanti anni che mi curo con i prodotti omeopatici.
    Ho ottenuto e continuo ad ottenere grandi risultati!
    Romolo.

  3. Irene

    13 settembre 2013 at 12:32

    Bentornato dottor Masella ! Felice di poter continuare a leggere i Tuoi articoli pieni di informazioni ed entusiasmo della scienza e del lavoro che svolgi. Grazie.Irene

  4. Patrizia

    13 settembre 2013 at 16:34

    Sempre preciso e puntuale! Articolo molto interessante e dettagliato, e’ sempre un piacere leggerLa, si imparano molte cose. Grazie

  5. Ely

    13 settembre 2013 at 16:37

    Bentornato Dott Masella….come sempre i tuoi articoli suscitano un grande interesse….grazie mille !!!!

  6. Alberto

    16 settembre 2013 at 13:05

    Ciao Antonio,
    bellissimo articolo denso di spunti di riflessione per il benessere di tutti. E’ sempre un piacere poterti leggere!

    Grazie

    Alberto

  7. ANTONIO MARIGNETTI

    16 settembre 2013 at 22:10

    Grazie Antonio! Ora ti seguirò anch’io…
    Antonio Marignetti

  8. MARIO VITALE

    17 settembre 2013 at 17:36

    GRAZIE DOTT ANTONIO COME SEMPRE I TUOI ARTICOLI SONO FONTE DI STIMOLO.SONO SICURO GRAZIE ANCHE AL TUO IMPORTANTE LAVORO MATURANO IDEE FECONDE.

  9. Tiziana Savini

    17 settembre 2013 at 18:28

    Grazie caro dott. Masella!

  10. Martina

    18 settembre 2013 at 14:40

    Grazie dottore!
    È la prima volta che leggo un suo articolo e lo ritengo davvero molto interessante!
    È bello vedere,nel mondo di oggi,qualcuno che vuole “informare” a suo piacere quest’Italia che oggi come oggi guarda solo da una parte!
    Continuerò sicuramente a seguirla e la ringrazio ancora perché di persone come lei ce ne sono ben poche! Questi articoli dovrebbe fare il giro del mondo,perché purtroppo,molto spesso,come nel suo caso,chi di dovere non si accorge che persone come Lei stanno “avanti” anche a molti altri che vengono visti come “Dei” ma che combinano soltanto disastri!
    Alla prossima.
    E grazie ancora!
    Martina

  11. ermetico

    20 novembre 2013 at 12:24

    Il bicarbonato di sodio è da sempre utilizzato come antiacido .E’ recente (dopo anni di studi e miliardi di euro buttati al vento ) la “scoperta” che l’acidità favorisce il terrreno culturale per l’instaurarsi di batteri virus e sopratutto funghi come la candida albicans .Il dottor Simoncini che utilizzava una tecnica di “lavaggio” delle parti colpite da tumore , introducendo in un vena posta prima dell’organo malato , una certa quantità di bicarbonato di sodio con una soluzione fisiologica fortemente alcalina e tentava di recuperare dalla vena (i termini tecnici possono essere imprecisi) uscente dall’organo ) la maggior parte del bicarbonato di sodio in quanto dannoso se preso in eccesso :Farmaci antiacidi
    Bicarbonato di sodio

    Il più tradizionale è il bicarbonato di sodio – NaHCO3 – che non è certo l’antiacido migliore, anche se possiede il grosso vantaggio di agire rapidamente. Tra le caratteristiche negative ricordiamo innanzitutto la breve durata d’azione, con conseguente necessità di somministrazioni frequenti. La ripetuta ingestione di bicarbonato porta all’introduzione di quantità elevate di sodio, che viene facilmente assorbito creando una condizione (ipersodemia) pericolosa soprattutto per chi soffre di ipertensione.

    L’anidride carbonica che si sviluppa ( NaHCO3 + HCl → NaCl + H2O + CO2 ) procura inoltre un fastidioso senso di gonfiore. Dal momento che la secrezione gastrica è stimolata dalla dilatazione dello stomaco, la CO2 prodotta va ad innescare un meccanismo riflesso, mediato dall’ormone gastrina, che aumenta la produzione di acido cloridrico (è un po’ come il cane che si morde la coda).

    In definitiva, quindi, il bicarbonato di sodio può essere eventualmente utilizzato per ridurre in modo temporaneo l’acidità gastrica, ad esempio dopo un lauto pasto, ma il suo utilizzo non deve assolutamente trasformarsi in prassi comune. Peggio ancora se viene utilizzato come rimedio “fai da te” senza aver prima consultato un medico per accertarsi dell’origine del problema.
    Carbonato di calcio

    Il carbonato di calcio -CaCO3- possiede un’azione leggermente più duratura rispetto al bicarbonato di sodio; similmente ad esso, quando viene posto in ambiente acquoso, dà tuttavia origine ad anidride carbonica; inoltre un consumo prolungato può rallentare la motilità intestinale causando stipsi.
    Idrato di magnesio ed idrato di alluminio

    Altre basi deboli utilizzate come antiacidi sono l’idrato di magnesio Mg(OH)2 e l’idrato di alluminio Al(OH)3. Rispetto ai precedenti, questi farmaci antiacidi possiedono alcune caratteristiche vantaggiose, come la maggior durata d’azione (3-4 ore) de il ridotto assorbimento.

    I principali effetti collaterali sono dovuti alla loro capacità di influenzare negativamente la motilità intestinale, aumentandola, quindi scatenando una fastidiosa diarrea (idrato di magnesio) o inibendola causando stipsi (idrato di alluminio). Per questo motivo i due farmaci antiacidi vengono spesso adoperati contemporaneamente, in modo tale da bilanciarne gli effetti. Il prodotto più conosciuto che ne sfrutta l’azione è il MAALOX ®, dove MA sta per magnesio, AL per alluminio e OX per idrato.

    La dose di assunzione consigliata è di 400 mg di idrato di magnesio e di 400 mg di idrato di alluminio, per un totale di 800 mg a compressa, da assumersi una o due volte al giorno. I farmaci più adoperati sono le compresse masticabili o da sciogliere in bocca, anche se la forma più indicata è la sospensione orale, perché dotata di maggior velocità d’azione.” e comunque con questi prodotti da banco si può sviluppare una intossicazione da metalli pesanti quali gli idrati di alluminio , che può essere responsabile di malattie neurodegenerative .Il miglior “farmaco” antiacido rimane la vitamina c in succo di limone . Citare poi il latte e lo yogurt come alcalinizzante è un errore , ma forse sono stati inseriti nella casella sbagliata e sono fortemente acidificanti .Tutti i tipi di latticini e derivati sono grandi formatori di acidi. Soprattutto il formaggio fuso ed i formaggi gialli, ma anche i formaggi freschi e bianchi, in modo speciale i formaggi stagionati o fermentati, la panna, il burro e anche il latte stesso. Il caglio è anche acidificante. Lo yogurt fresco e magro è un’eccezione, essendo l’unica forma di proteina animale, che nutre senza produrre acidi.
    http://www.centrostudisalute.org/cibi_alcalinizzantii.htm

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