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Cam, Lusi se ne va e pungola Di Pangrazio

Il presidente del comitato di Vigilanza del Cam, Antonino Lusi, sindaco di Capistrello, ha ufficializzato ieri la notizia delle sue dimissioni dall’incarico nel consorzio. Il Primo Cittadino capistrellano lo ha fatto in tono polemico invitando il collega Di Pangrazio a sostituirlo ricoprendo la sua stessa carica.

L’uscita va spiegata; il sindaco di Avezzano ha più volte criticato l’operato del Cam e allora Lusi deve aver perso la pazienza e, come dire, “vediamo se tu sei più bravo…”

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  1. Antonino Lusi, sindaco di Capistrello

    22 dicembre 2013 at 23:24

    Egregio Direttore,
    non ho perso la pazienza ma neanche la speranza che tutti i sindaci lavorino nell’interesse della Marsica.
    Le trasmetto le mie precisazioni inviate a tutti i colleghi sindaci dei comuni soci del CAM.
    La ringrazio della cortese attenzione
    Antonino Lusi, sindaco di Capistrello

    ——————————

    Nel corso dell’assemblea di Sindaci svolta il 26 novembre scorso, di fronte al persistere di comportamenti ostativi all’effettivo risanamento della società da parte dell’azionista di maggioranza relativa – direttamente con il suo rappresentante legale o indirettamente per il tramite dei soggetti di volta in volta designati nel consiglio di gestione o di sorveglianza ovvero nella stessa assemblea dei soci – ho ritenuto concluso il mandato di presiedere il Consiglio di sorveglianza, organo societario di indirizzo e controllo politico- amministrativo del CAM, per il quale ero stato eletto all’unanimità nel dicembre 2012. Ho pertanto ufficializzato le mie dimissioni, espressamente dichiarando che in tal modo ritenevo, come ritengo tuttora, che sia giunto il momento in cui sia lo stesso Sindaco di Avezzano ad assumere personalmente la presidenza della sorveglianza.
    A distanza di un anno, posso ritenermi soddisfatto del lavoro svolto con il Consiglio di sorveglianza, in collaborazione con il Consiglio di gestione ma senza mai interferire nel suo ambito di competenze amministrative, così come con la struttura tecnica e il Revisore, con il consueto raccordo con i Sindaci soci, senza alcun limite di appartenenza politica vera o presunta. In questi mesi, infatti, la società, nonostante il vociare inconcludente di qualcuno, ha fatto notevoli passi avanti con un bilancio che, per la prima volta nel 2013 va verso il pareggio e che al 30 settembre ha fatto registrare un recupero di tre milioni di euro da tagli vari, compresi sprechi e consulenze: un notevole risultato, dunque, il cui merito non va certo ascritto al Presidente del Consiglio di sorveglianza ma agli attuali amministratori, le cui capacità sono di assoluto rilievo e possono ancora essere molto utili per tutti nel prossimo futuro.
    La “Sorveglianza” ha avuto l’indubbio merito di dare alla “Gestione” coerenti indirizzi di risanamento – in condizioni molto difficili – senza cedere né alle sirene avezzanesi che davano per ineluttabile la liquidazione del CAM (con tutti i danni per l’intera Marsica) né alle fandonie sulla cosiddetta new company (impercorribile scorciatoia per nuovi debiti sui comuni soci, nuova gara europea per la scelta del contraente sostitutivo del CAM e futuribile ingresso di un socio privato che rileva parte di beni pubblici non a prezzi da libero mercato ma da svendita fallimentare).
    Certo, in una fase di transizione da squilibri strutturali (dovuti anche a scelte scellerate dei passati decenni) a gestioni di risanamento, qualche servizio di pubblica utilità non è stato reso tempestivamente. Ne ho fatto esperienza diretta anche come sindaco subentrato nel 2010 nell’unico Comune abruzzese in dissesto finanziario, per circa 6 milioni di euro antecedenti al 31.12.2008. Il risanamento ha effetti depressivi delle ordinarie attività di servizio pubblico ma questo tempo può anche essere vissuto e gestito come risanamento politico, l’occasione per estirpare le condizioni di pesantezza che la politica ha riversato sulle spalle dei cittadini contribuenti, le cattive abitudini di tutto ciò che gravita intorno alle società costituite dagli enti locali, non a caso dalla Corte dei conti definite il “il cancro delle partecipate”.
    Ora, dunque, andrà fatto un lavoro di consolidamento di questi buoni risultati e si dovranno concentrare energie per riportare il servizio a migliore efficienza, attuando anche un piano di recupero dell’evasione e dell’elusione, parimenti non sostenibili. Il tanto auspicato (da qualche irresponsabile) fallimento ovvero la liquidazione della società – che avrebbe portato gravissime conseguenze ai comuni e ai cittadini con un pesante aumento delle tasse comunali – è stato scongiurato. Ora ci vuole un impegno di tutti i soci, a partire da Avezzano che in questi mesi è stato troppo timido e contraddittorio nel garantire una strategia stabile alla società. Tale atteggiamento è stato purtroppo confermato dalcomponente revisore della sorveglianza che, ancora ieri, all’atto dell’approvazione del bilancio ha ritenuto di astenersi.
    Per quanto mi riguarda essendo dimissionario, avvertito di tale dissonanza, ho ritenuto di non partecipare alla votazione visto che il collegio non si era unanimemente attenuto alla unanime decisione dei soci in assemblea, Avezzano compreso, che aveva dato mandato di “approvare” il bilancio consuntivo del 2012.
    Non è più il tempo, se mai lo è stato, dei doppi o tripli giochi sulla pelle dei cittadini. Si apra dunque una seconda fase, dopo quella che mi ha visto impegnato nel risanamento e personalmente esposto alle denunce, anche penali, dei soggetti designati dal Comune di Avezzano, in cui auspico che sia il collega Di Pangrazio ad assumere personalmente la presidenza della “sorveglianza” e verificare nei fatti se sia più utile tornare al modello classico di gestione. A lui e a tutti i colleghi sindaci soci continuerò ad assicurare il mio impegno leale e senza riserve – pur non avendo ricevuto lo stesso trattamento – nell’esclusivo interesse di una gestione sempre più virtuosa del servizio idrico. Resto infatti convinto che non siano i modelli in sé capaci di risanare le società ma le persone idonee prescelte che ricevono un mandato chiaro e non equivocabile dai Sindaci dei Comuni soci.
    Una sola condizione credo fermamente sia irrinunciabile: i risparmi di spesa per il vertice societario nei Consigli di gestione e di sorveglianza – pari a centinaia di migliaia di euro, con solo il 70% dell’indennità del sindaco di Avezzano attribuita al Presidente del CAM e incarichi gratuiti, senza alcun rimborso spese, per tutti gli altri, come approvati nel passaggio al modello dualistico dalla quasi totalità dei soci – vengano mantenuti quale che sia il futuro sistema da scegliere. Credo sia un piccolo segnale ma certo il minimo dovuto ai cittadini marsicani.
    Antonino Lusi, sindaco di Capistrello

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