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Cam: Gianvincenzo Sforza parte di nuovo all’attacco

Il sottoscritto Gianvincenzo Sforza in qualità di fondatore e portavoce del Comitato in testata, quale portatore di legittimi interessi collettivi, chiede alle S.S. V.V. copia delle comunicazioni ricevute dal Cam S.p.A. entro il 30 di novembre 2013 e quali le risoluzioni adottate nei suoi confronti dal Commissario Unico per la riforma del Servizio Idrico Integrato a seguito della comunicazione inviata dallo stesso Commissario in data 28/10/2013 Prot. N° 337/U.

Lo scrivente Comitato, a seguito di informazioni sommarie assunte, ritiene che il Cam S.p.A. non abbia rispettato i termini, ripristinato le condizioni per la conferma della concessione in House del servizio idrico a lui affidato e, pertanto, vadano adottate con urgenza le misure e i provvedimenti enunciati nella su richiamata nota.

A S.E. il Prefetto, a cui è già stata inviata precedentemente copia della comunicazione del Commissario Unico, si torna a chiede la convocazione di un apposito incontro urgente tra le parti, richiesto anche con nota del 13 dicembre U.S. dal Presidente della Provincia dell’Aquila,  per accertare che gli Enti regionali e il Commissario Unico abbiano rispettato e adottato i combinati del D.L. 179/2012 e della L. 221/2012.

Lo scrivente Comitato porta a conoscenza che sta procedendo, nel rispetto dei ruoli e delle sue prerogative, a presentare una apposita denuncia agli Uffici preposti della Comunità Europea per segnalare eventuali inadempienze sulle procedure di gestione del Servizio Idrico Integrato e chiedere l’apertura di una procedura di inflazione a carico della Regione Abruzzo.

All’uopo si precisa che analoga documentazione sarà inviata alla Procura Generale e Regionale della Corte dei Conti ed alle quali sarà rappresentata la responsabilità e l’ammontare del danno che ad oggi, specificatamente nel settore della gestione idrica, ascende a 350milioni di euro.

 

Gianvincenzo Sforza

(Portavoce del Comitato)

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  1. Franco Massimo Botticchio

    20 dicembre 2013 at 14:10

    Non per fare i primi della classe ma una diffida in tal senso è già stata mossa all’ing. Caputi, per pec, oltre sei mesi fa:

    Spett.le
    Ente d’Ambito ATO 2 Marsicano – Avezzano
    Commissario Unico Straordinario ing. Pierluigi Caputi
    ato.marsicano@pec.atoabruzzo.it

    Egr. sig.
    Commissario dell’ATO Regionale ERSI
    ing. Pierluigi Caputi
    c /o ATO 5 Teramano
    info@pec.ato5teramo.it

    Oggetto: Consorzio Acquedottistico Marsicano S.p.A. (Avezzano). Adottando sedicente «Piano strategico 2013-2026»

    Lo scrivente – Franco Massimo Botticchio, nato a Pescina (AQ) il giorno 1 agosto 1969 / proprietario del foglio indicato in intestazione –, espone, in ordine all’oggetto, quanto segue.

    Premesso che:

    – è attualmente al vaglio dei soci del C.A.M. S.p.A. in vista della successiva sua adozione da parte dell’assemblea del Consorzio, già fissata per questa settimana, il «Piano strategico 2013-2026» proposto dall’Amministratore Delegato ingegner Luca Ciarlini;

    – che, come ben noto a codesto Commissario, in detto documento sono evidenziate criticità di gestione gravissime, buona parte delle quali emerse, formalmente, solo negli ultimi mesi, e assolutamente non desumibili dai bilanci e dai relativi documenti di accompagnamento prodotti dal passato management del Consorzio;

    – che il vigente “Regolamento per l’esercizio del controllo analogo” dell’ATO 2 Marsicano richiama espressamente la consolidata giurisprudenza secondo la quale «le decisioni più importanti devono essere sottoposte al vaglio preventivo dell’Ente affidante» (Consiglio di Stato, 2007) e conferisce all’Ente d’Ambito penetranti poteri di controllo preventivo, circostanza che non sembra si sia, ad oggi, per il Piano strategico de quo, verificata. Si segnala al riguardo l’evidente anomalia rappresentata dalla circostanza che tale Piano dovrebbe essere approvato dai consigli comunali dei comuni soci ma non lo sarebbe dall’Ente d’Ambito. Anomalia che si aggiunge – stando a quanto a nostra notizia – a quella dell’avvenuta adozione di un nuovo modello organizzativo (duale) e correlato statuto da parte del C.A.M. S.p.A. senza che l’Ente d’Ambito abbia asseverato – né in via preventiva, né in via successiva – tale passaggio, verificando che l’organo esecutivo del Consorzio non assumesse ulteriori poteri rispetto a quelli in precedenza attribuitigli. Peraltro tale modifica societaria è stata approvata dai soci senza alcun passaggio presso i rispettivi consigli comunali (passaggio che si chiede invece oggi per il Piano);

    – tra le criticità, che sono in ultimo alla base della necessità di dover procedere all’adozione di un nuovo Piano industriale, si segnalano, a titolo puramente esemplificativo, per come prospettate nel documento illustrato e consegnato ai soci nell’assemblea del 22 maggio u.s., le seguenti:

    # «si sono accumulate perdite per 27 mil € nel periodo in esame [2006-2011]» (pag. 4);

    # «le valutazioni in essere indicano in ca. un 72% del volume immesso come somma delle perdite tecniche e del sommerso equivalenti a ca.24,5 mil mc/annui, l’analisi per singolo comune del rapporto volume fatturato/volume immesso evidenzia una situazione variegata con 4 comuni oltre l’80%» (pag. 13);

    # «l’elevato consumo [di energia] è legato a sistemi di pompaggio obsoleti risalenti agli anni ‘60» (pag. 15);

    # «la difficoltà ad onorare i costi per energia ha costretto il CAM ha dover operare nell’ambito del mercato vincolato con costi superiori di ca il 20%/30% rispetto a quelli del mercato libero» (pag. 16);

    # «il deficit depurativo attuale e lo stato di vetustà degli impianti non consente il rispetto dei limiti allo scarico ed espone il gestore a sanzioni amministrative e penali» (pag. 18);

    # «nonostante il costante calo dell’organico, il numero di risorse presenti nel 2013 è ancora esuberante rispetto alle attività svolte, valutando il livello di produttività secondo metriche di efficienza per singolo processo» (pag. 19);

    # «il livello di morosità si è impennato a partire dal 2008 con 4,5 mil €, anche se già dal 2006 vi era stata una prima escalation con il raddoppio dei valori a 1,5 mil €, al netto della sub-distribuzione la morosità nel 2012 ha raggiunto il 20% […] L’affidamento a SOGET con gara europea (crediti dal 2009) non si è dimostrato pienamente efficace. Il contratto è stato anche usato come anticipo alla riscossione. Relativamente ai crediti ’10/’12 le utenze domestiche cumulano 4,0 mil € (66% inferiori ai 100 €) mentre quelle non domestiche 7,6 mil € (3,5 mil € al netto delle grandi utenze)» (pag. 21);

    # «il costante sbilanciamento finanziario di gestione ha comportato il progressivo indebitamento: carenza di incassi per mancanza di fatturato e per morosità, costi operativi non interamente coperti da tariffa, oneri finanziari. Gli investimenti sono stati inferiori al piano e sono stati sostituiti da manutenzione “straordinaria”.
    La parte principale è concentrata in 5 soggetti: Fornitori di energia e Unicredit per 35mil €, il debito cumulato verso ATO è 1,3 mil € e verso Comuni è pari a 6,1mil €.
    Il debito verso fornitori attivi è pari a 2,4 mil €.
    L’attivo disponibile è molto inferiore al debito, senza coperture di tariffa future per generare un gettito di cassa extra, l’indebitamento non è recuperabile senza un accordo con i fornitori come già riscontrato nel passato.
    La copertura attuale è pari al 50% del debito totale, che però si riduce considerando l’inesigibilità di parte dei crediti commerciali/diversi stimabile in 3-4 mil €» (pag. 25);

    # «il CAM doveva realizzare il programma previsto dal Piano d’Ambito 2010-2026 per 84,9 mil € per investimenti e 36,9 mil € per manutenzioni straordinaria, tale piano prevedeva per il 2010-2012 un valore di 15 mil € di investimenti e 6,5 mil € di manutenzione straordinaria. Questi valori, come quote di ammortamento e oneri finanziari, erano previsti in tariffa.
    Nel periodo 2009-2012 il CAM ha realizzato investimenti per 0,3 mil € e manutenzioni straordinarie per 12 mil €» (pag. 31);

    – che, nondimeno, in detta bozza di «Piano strategico 2013-2026», sono presenti prospettazioni per la futura azione del C.A.M. S.p.A. quali:

    # la proposta di «allungamento della durata [della convenzione in essere per la gestione del Servizio] di 10 anni sino al 2036» (pag. 46);

    # una ipotesi di addivenire a chiedere un “Concordato Preventivo in continuità”: «il deposito della domanda di concordato determina la cristallizzazione del passivo (i debiti anteriori non possono essere pagati se non in esecuzione della proposta concordataria una volta omologata – ipotesi di sconto del 60/80%, rischio di mancato accordo…» (pag. 55);

    # un piano di rientro ove «il conto finanziario è stato integrato da un ipotesi di piano di rientro del debito pregresso simulando una soluzione di continuità in bonis, utilizzando i crediti disponibili e i proventi da revisione tariffaria per assicurare il pagamento dei mutui Unicredit, dell’ATO e di erario e previdenza al 100% (da valutare ipotesi di concordato fiscale) e i fornitori con un tasso di sconto all’50%» (pag. 71);

    # «una ipotesi di ricapitalizzazione a 15 mil € + la trasformazione del debito netto dei Comuni» (pag. 74);

    – che a parere dello scrivente sono poco conferenti sia rispetto alla normativa che regola l’affidamento dei servizi locali di rilevanza economica che rispetto alle regole vigenti in materia di Servizio Idrico Integrato. Macroscopica l’aporia di prevedere un allungamento della concessione di affidamento del Servizio Idrico Integrato di dieci anni, che non è assolutamente nella disponibilità di C.A.M. S.p.A. o dei comuni soci;

    – inoltre, i criteri ispiratori per l’affidamento del S.I.I., stabiliti all’atto della stipula della convenzione, sono quelli «di efficienza, di efficacia e di economicità fermo restando altresì l’obbligo del Gestore del raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario della gestione»; ognuno può ben vedere quale corrispondenza trovino nella situazione attualmente in essere tali criteri.

    Alla luce di quanto premesso, lo scrivente

    diffida formalmente

    codesto Commissario Unico Straordinario dell’Ente d’Ambito ATO 2 Marsicano e dell’ERSI a pronunziarsi, nelle competenti sedi e nell’esercizio dei propri compiti istituzionali, con la maggiore sollecitudine:

    a) sulla sussistenza o meno dei requisiti minimi di legge in capo al C.A.M. S.p.A. per la permanenza nel ruolo di affidatario-gestore del S.I.I. nella Marsica; nel caso questa verifica dia esito negativo – ovvero non venga ritenuta sufficientemente garantita la continuità dell’erogazione del S.I.I. –, si chiede di pronunziare la relativa decadenza della concessione di affidamento, a garanzia dei cittadini;

    b) sulla praticabilità e sull’adottabilità del sedicente «Piano strategico 2013-2026» attualmente al vaglio dell’assemblea dei soci del C.A.M. S.p.A., con specifico riferimento anche alla richiesta di prolungamento del rapporto concessorio; e, ove non ritenga di pronunziarsi su detto Piano, su quale assunto normativo si fondi tale silenzio.

    Distinti saluti.

    il titolare del foglio
    Dott. Franco Massimo Botticchio

    —-

    Questo per dire che il problema, a questo punto, è “politico” nel senso più alto del termine…..

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