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Caccia, no doppiette contro cervi e caprioli, riparte battaglia

«Assurdo pensare di aprire la caccia a cervi e caprioli visto che è ancora in pieno svolgimento il processo di ricolonizzazione di vaste aree». Lo affermano il delegato della Lipu per l’Abruzzo, Stefano Allavena, Pietro Matta, coordinamento regionale di Pro Natura e il consigliere regionale di Prc, Maurizio Acerbo, alla vigilia, riferiscono, di un nuovo ordine del giorno in terza commissione della Regione. «Va sottolineato che la massima concentrazione di cervi si trova nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Aprire la caccia al cervo e al capriolo in questa zona, di estrema importanza per l’orso marsicano, significherebbe – spiegano i tre esponenti – aggiungere un ulteriore grave fattore di disturbo ai già molti presenti nella zona, tanto più che il periodo della caccia al cervo verrebbe in gran parte a sovrapporsi con quello cosiddetto della ‘iperfagia’, quello cioè in cui gli orsi devono nutrirsi abbondantemente per prepararsi ai mesi invernali». «Il regolamento – sottolineano Allavena, Matta e Acerbo – dovrebbe disciplinare su base regionale la caccia al cinghiale, in modo da consentirne un prelievo adeguato con modalità tali da non mettere a repentaglio, tra l’altro, altre specie, come l’ orso e il lupo e mettere le basi per l’effettuazione di censimenti seri e affidabili concernenti lo stato del cervo e del capriolo nella Regione Abruzzo, premessa indispensabile per una gestione razionale di queste specie».

Il cervo e il capriolo si erano completamente estinti in passato in Abruzzo a causa soprattutto di una caccia eccessiva. Sono ritornati a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, grazie a reintroduzioni in aree protette e, nel caso del capriolo, anche per ricolonizzazione da regioni vicine. «Ma questo processo – dicono – è tutt’altro che concluso. Aprire la caccia a queste due specie significherebbe ostacolarne se non bloccarne il processo di espansione. Sono componenti fondamentali degli ecosistemi naturali e, soprattutto il cervo, costituiscono una notevole attrattiva per il turismo naturalistico».

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