Lavoro

Burgo, crescono le schiere degli scettici

Le Segreterie Regionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL manifestano, a tutte le istituzioni territoriali, regionali e parlamentari, una forte preoccupazione sulla vicenda della vertenza cartiera Burgo di Avezzano.
Riteniamo che, in un momento così negativo dello scenario economico e occupazionale della regione Abruzzo, non possiamo permetterci di non dare continuità produttiva allo stabilimento di Avezzano senza la perdita di un solo posto di lavoro e senza mettere in grave difficoltà un territorio già segnato da una forte crisi lavorativa.
Negli ultimi anni le scelte di politica industriale operate dalla Burgo Group hanno penalizzato il nostro territorio regionale mentre i lavoratori, con le loro competenze, le elevate professionalità, il forte senso del dovere,(ricordiamo a tutti che ci sono state delle vittime sul lavoro), hanno contribuito all’affermarsi dell’azienda sui mercati internazionali.
Vogliamo anche richiamare alla memoria che, già nel 2008, il gruppo Burgo chiuse lo stabilimento di Chieti senza colpo ferire.
L’opificio industriale fu raso al suolo, i terreni dovevano essere utilizzati per un progetto di reindustrializzazione, con la collaborazione della stessa Burgo che si prendeva carico anche della ricollocazione dei licenziati. A oggi di tutto questo niente è accaduto e le uniche certezze che si hanno sono gli ex lavoratori Burgo rimasti disoccupati e il progetto di reindustrializzazione ancora fermo al palo.
Noi pensiamo che ad Avezzano non debba assolutamente palesarsi la stessa vicenda. Gli elementi che sono scaturiti, fino ad oggi, dalla successione della vertenza aperta in sede ministeriale, non possono essere sufficienti per pensare a una continuità produttiva o riconversione del sito che avvenga in maniera non traumatica.
Riteniamo che i lavoratori della Burgo di Avezzano abbiano dato tanto in termini di sacrifici per evitare la già annunciata chiusura nel luglio 2012 riportando l’azienda in una situazione d’efficienza produttiva e sostenibilità economica.
Sono stati fatti accordi sindacali per lavorare di più e con meno maestranze per un salario inferiore.

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