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Borjes e un mito che rivive ogni anno

Si è svolta anche quest’anno la cerimonia di rievocazione dell’uccisione di José Borjès, l’eroe e generale catalano. Si è tenuta alla Cascina Mastroddi, dove fu catturato per essere poi fucilato a TagliacozzoFucilato ingloriosamente alle spalle come un delinquente comune. Questa la sorte toccata al generale Jose’ Borges, ucciso nel pomeriggio dell’8 dicembre 1861. I Comitati delle Due Sicilie, delegazione Abruzzo, ricordano la figura militare che venne trucidata assieme ad altri 21 legittimisti nel 153esimo anniversario della loro morte. La storia racconta che Borges sbarco’ in Calabria per poi raggiungere gli Abruzzi nell’intento di sollevare le popolazioni contro i piemontesi. Visto il fallimento a causa dei tradimenti, gli uomini guidati da Borges decisero di riparare nello Stato Pontificio ma vennero intercettati dai bersaglieri del maggiore Enrico Franchini e dalla guardia nazionale di Sante Marie al comando del capitano Vincenzo Coltelli. Dopo un’aspra battaglia i lealisti si arresero. “Probabilmente fu offerta loro salva la vita, altrimenti non si spiega come dei militari, consapevoli del trattamento riservato dai piemontesi ai briganti, abbiano preferito la resa alla morte in battaglia”, ricorda Eugenio Donadoni ne ‘La storia negata’. I 22 superstiti furono trasferiti a Tagliacozzo, identificati, ma egualmente trattati come briganti: dopo poche ore, nel pomeriggio dell’8 dicembre del 1861, furono tutti fucilati ingloriosamente alle spalle. Nessuna traccia, nei verbali redatti dai bersaglieri, ne’ degli oggetti personali degli ufficiali ne’ quantomeno della cassa della spedizione, un tesoretto di ben 2.140 napoleoni d’oro che erano stati consegnati, unitamente alle credenziali, a Borges all’inizio della missione dal generale Clary e dal principe di Scilla Folco Ruffo. Non appena si seppe della notizia dell’eccidio, fu subito scandalo: non solo Victor Hugo scrisse un articolo molto critico contro il governo italiano, ma anche un capitano piemontese, il conte Bianco di Saint-Jorioz, qualche anno dopo in un libro sul brigantaggio parlo’ di Borges come di un gentiluomo e non di un brigante. I Comitati delle Due Sicilie, delegazione Abruzzo, in occasione della ricorrenza hanno posto stamani un mazzo di gigli bianchi sotto il monumento di Michelina Di Cesare a Spoltore, brigantessa per amore, morta a soli 27 anni per difendere l’idea del legittimo regno duosiciliano cosi’ come il generale Borges.

 

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