Italia

Boldrini e quelle schede-burla

“Ferilli Sabrina”, dice con aria seccata il presidente della Camera Laura Boldrini. È lei che presiede la solenne seduta, è a lei che tocca pronunciare i nomi che legge sulle schede. Qualcuno ha scritto cognome e nome della bella attrice romana, è candidabile, ha più di 50 anni, è impossibile ignorarla. Ogni tanto inciampa in qualche dubbio, legge e rilegge una scheda, confabula con chi le sta vicino, ma alla fine risolve sempre con un “nulla!”. Poi le tocca dire “Greggio”, “Magalli”, “Giletti”, “Claudio Sabelli Fioretti”. E spunta anche l’ironica indicazione per Arnaldo Forlani, vecchio esponente storico della Democrazia Cristiana. I soliti buontemponi si sono divertiti, forse solo per vedere l’espressione dell’austera Boldrini. Che se ne sta lì con la compostezza rituale, ma già insidiata dalla vistosa Valeria Fedeli, la vicepresidente del Senato che le è accanto, una vaporosa acconciatura amaranto, una scollatura non proprio istituzionale. Ma il momento clou di questa prima, inutile seduta di votazioni per il Quirinale è l’arrivo di Giorgio Napolitano.

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