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Bioedilizia, 150 quintali di canapa prodotti nella Marsica

Nel 2013 i campi della Marsica hanno prodotto circa 150 quintali di canapa da destinare alla bioedilizia: dopo oltre 40 anni questa coltura ha fatto ritorno in queste zone, grazie all’investimento di alcuni agricoltori locali che hanno seminato circa quattro ettari di canapa di cui tre nel Fucino, destinati alla produzione di fibra, ed uno fuori il bacino per la produzione del seme. Il bilancio di questa esperienza è stato tracciato oggi nel corso di un incontro promosso da Assocanapa, coordinamento nazionale per la canapicoltura, all’auditorium Fermi di Celano.

I contadini del Fucino, che hanno deciso di contrastare la crisi riscoprendo vecchie colture, hanno messo a confronto la propria esperienza che rientra in un più vasto programma di rilancio della coltura in Italia condotto proprio da Assocanapa.

«Non avevo mai coltivato canapa prima d’ora – ha spiegato Vittorio Angeloni, titolare dell’azienda agricola sede della coltivazione – ma mi ricordavo benissimo delle coltivazioni dei miei genitori e di altri agricoltori della zona. Ognuno aveva il suo piccolo appezzamento coltivato a canapa».

Poi, intorno agli anni ’60, questa coltivazione è scomparsa.

«Dopo averne compreso le potenzialità – ha detto ancora Angeloni – mi sono deciso a tornare a sperimentarla».

Secondo i vertici dell’impresa agricola marsicana il raccolto «è andato molto bene, in particolare quello da fibra». Tuttavia, il vero problema di questa coltivazione «è il fatto che, non essendoci centri di trasformazione vicini, il margine di guadagno è ancora molto ridotto».

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