Italia

Berlusconi: «Sono di nuovo in campo»

Silvio Berlusconi non ha intenzione di perdere altro tempo: «Sono di nuovo in campo». Il giorno dopo la sentenza della Cassazione sul Ruby-gate che cancella quelli che la fidanzata Francesca Pascale definisce «cinque anni di calunnie e fango mediatico», l’ex Cavaliere festeggia. E con lui il partito, che si riscopre unito in nome dell’innocenza a lungo invocata e ora riconosciuta con sentenza dopo nove ore di camera di consiglio. A palazzo Grazioli sembrano tornati i fasti antichi: attorno alle 17 una piccola folla solleva cartelli, intonando cori: «Chi non salta comunista è», mentre i parlamentari azzurri accorrono nella residenza romana del leader del partito per salutare la sua assoluzione. Arrivano alla spicciolata il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l’amico di sempre, il braccio destro Gianni Letta, il fratello Paolo Berlusconi. «Mi avete fatto commuovere – dice l’ex Cav ai suoi – porterò questo momento nel cuore: ora però basta commozione… bunga bunga per tutti» scherza. È «tanto felice» l’ex presidente del Consiglio. La pena scontata tra i malati di Alzheimer per la sentenza Mediaset è alle spalle. Persino l’ingessatura che lo bloccava dopo la frattura al malleolo destro è sparita: «Mi sono tolto il gesso dieci giorni prima, la sentenza ha sanato tutte le fratture, anche nel partito. Uniti vinceremo» assicura ai parlamentari in processione. Per i suoi avvocati, Franco Coppi in testa, si chiude «un processo penoso e impegnativo».

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