Italia

Berlusconi ai giudici: accorciatemi la pena

Ritiene che il percorso intrapreso con l’affidamento in prova ai servizi sociali abbia portato a una «evoluzione positiva» della sua personalità e il progetto rieducativo di volontariato all’Istituto Sacra Famiglia «uno spunto di riflessione sulla condizione degli anziani» che ha «accolto con entusiasmo». Sono alcuni dei motivi alla base dell’istanza con cui, ieri, Silvio Berlusconi ha chiesto al tribunale di Sorveglianza di Milano la liberazione anticipata di 45 giorni nell’ambito dell’affidamento in prova ai servizi sociali di un anno concessogli in seguito alla condanna definitiva per il caso Mediaset. La richiesta, poche facciate firmate dall’ex premier, è stata presentata dall’avvocato Angela Maria Odescalchi, il legale che lo segue nella fase dell’esecuzione della pena, e che si è aggiunto quindi al pool difensivo composto da Niccolò Ghedini, Franco Coppi, Filippo Dinacci e Piero Longo. Il deposito è avvenuto ben oltre la scadenza del primo semestre, dopo la quale un condannato ha il diritto di chiedere di accorciare i tempi dell’affidamento in prova ai servizi sociali.

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