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B2b agroalimenta 2014, l’agroalimentare del centro Italia alla conquista dei mercati esteri

L’agroalimentare abruzzese, molisano e laziale è pronto a guardare all’estero alla ricerca di nuove opportunità. Le eccellenze e i prodotti tipici del territorio saranno i protagonisti del B2B Agroalimenta 2014 dedicata ai settori wine & food di Abruzzo, Lazio e Molise presso il Polo Fieristico d’Abruzzo di Lanciano Fiere.

L’evento, organizzato da UniCredit, in collaborazione con il Centro Estero delle Camere di Commercio d’Abruzzo e Lanciano Fiera, nasce con l’idea di favorire il processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese come fattore strategico di crescita e sviluppo, di promuovere la conoscenza del Made in Italy all’estero e di favorire l’ingresso delle imprese in nuovi mercati.

La giornata di domani consentirà a 40 aziende del territorio di promuovere il proprio business e avviare nuovi scambi commerciali attraverso l’incontro – one to one, business to business – con buyer, selezionati da UniCredit, provenienti da mercati ad alto potenziale come Russia, Polonia, Svizzera, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e altri Paesi del far east.

“Il settore agroalimentare abruzzese è in forte crescita e lo è da anni – dichiara il presidente del Centro Estero Abruzzo, Daniele Becci – all’interno del paniere dei prodotti, il vino trova sempre più spazio nei mercati stranieri, essendo presente in oltre 80 Paesi e nel primo semestre dell’anno risulta il primo prodotto abruzzese più venduto all’estero superando la pasta che da sempre ha rappresentato la produzione di punta del comparto”.

“Le aziende dell’agrifood del territorio – ha dichiarato Mario Fiumara, Vice Responsabile per il Centro Italia di UniCredit – hanno ampi margini di crescita all’estero, ma la qualità del prodotto non basta. E’ necessario investire in formazione per dotarsi delle competenze necessarie per affrontare al meglio la sfida dei mercati stranieri. La leva della formazione e dell’informazione è la chiave strategica per avviare un corretto processo di internazionalizzazione e per rafforzare il proprio posizionamento fuori dai confini nazionali”.

Gli incontri rappresentano un’ottima occasione per acquisire un elenco di potenziali controparti, suddivisi per canali di distribuzione e settori merceologici di riferimento. Nel corso della giornata saranno a disposizione i tavoli di consulenza di UniCredit International presso i quali le aziende potranno ricevere informazioni e consigli circa le modalità e gli adempimenti necessari alle esportazioni dei prodotti nei mercati esteri.

Sarà inoltre possibile approfondire le tematiche di natura bancaria e finanziaria riguardanti l’export business, come incassi e pagamenti, credito documentario e finanziamenti, utilizzo del portale di UniCredit International (accesso riservato alle aziende clienti) come supporto all’internazionalizzazione.

Prendendo in considerazione l’andamento della bilancia commerciale abruzzese del settore agroalimentare dal 1991 al 2013, si evidenzia come in un intervallo di 22 anni il valore delle esportazioni di prodotti alimentari e bevande sia aumentato di ben 10 volte e come il saldo da negativo sia diventato positivo a partire dal 1996 (restando tale con l’unica eccezione dell’anno 2003).

Nello stesso periodo l’incidenza del comparto agroalimentare sulle esportazioni totali dell’Abruzzo è cresciuta dal 2,78% del 1991 al 6,64% del 2013. Nonostante la buona crescita e la bilancia commerciale positiva, l’export abruzzese di alimentari e bevande rappresenta tuttora solo l’1,63% delle vendite italiane all’estero del settore, pari a 27,5 miliardi di Euro a fine 2013.

La pasta (28,6%) e il vino (27%) insieme costituiscono il 55,6% dell’export agroalimentare regionale e sono indubbiamente i prodotti con la più ampia diffusione sui mercati esteri. La pasta abruzzese detiene una quota (7,4%) apprezzabile dell’export nazionale che ammonta nel 2013 a circa 1,73 miliardi di Euro. Nonostante l’Abruzzo sia la quinta regione produttrice (3,7 milioni di ettolitri nel 2013 pari al 6,95% della produzione nazionale), è solo la settima regione esportatrice di vino con una quota export del 2,4%. Rimane, quindi, ancora da colmare un ritardo sostanziale nei confronti di altre regioni che registrano un successo all’estero di ben più ampia portata.

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