Cronaca e Giudiziaria

Avezzano-Roma, i pendolari passano alla cassa… o almeno ci provano

Egregio ing. M. Gentile

Un tempo i pendolari abruzzesi potevano accedere a Roma direttamente dalla stazione Termini. Successivamente sono stati dirottati ( temporaneamente si disse) presso la stazione Tiburtina.

Questa fase doveva essere provvisoria; ma questa provvisorietà dura da troppo tempo, e addirittura i treni da e per l’Abruzzo non partono/arrivano neanche più dai/nei binari ordinari della stazione Tiburtina, ma sono stati dirottati ai 1° e 2° est ( praticamente in una enclave fuori della stazione vera e propria).

Inoltre questi binari non solo sono esterni alla stazione Tiburtina, ma sono anche privi dei requisiti minimi d’interoperabilità ( mancanza di ascensore, rampe, ecc.ecc; mancano anche obliteratrici e emettitrici di biglietti).

Eppure il rispetto dei diritti dei viaggiatori a mobilità ridotta nel campo ferroviario, è competenza quasi esclusiva di RFI , anche nella sua funzione di Station Manager. Questa figura è stata istituita in applicazione del Regolamento Europeo (CE) n° 1371/2007. Regolamento che, soprattutto agli artt. 19 e 22, prevede diritti che non vengono assolutamente rispettati per i viaggiatori in partenza/arrivo dai/ai binari 1° e 2° est.

Pertanto la dislocazione dei treni abruzzesi da e per Roma è avvenuta in modo non rispettoso delle più importanti norme europee di riferimento.

Ad aggravare la situazione dei pendolari abruzzesi, concorre il fatto che molti di essi sono costretti ad utilizzare la metro B per recarsi dal posto di lavoro a Tiburtina.

Questa linea metropolitana attualmente si dirama in due tronconi, dei quali solo uno di essi passa per la stazione di Tiburtina; mentre l’altro porta a Conca d’Oro.
Questo significa che i pendolari possono disporre solo della metà dei mezzi disponibili per recarsi dal posto di lavoro alla stazione di Tiburtina (per poi tornare a casa).

Diverso, molto diverso, sarebbe la situazione dei pendolari se potessero ripartire direttamente da Roma Termini.

Per tentare di compensare il disagio sofferto in questi anni, è doveroso ripristinare condizioni di regolarità nel trasporto ferroviario e di rispetto della dignità dei cittadini, pendolari o meno, che fruiscono di questo importante servizio.

E’ perciò opportuno realizzare, a costo zero, i punti segnalati dai pendolari Marsicani e sintetizzati al Presidente della giunta Regionale nell’incontro del 14-08-2014 di seguito elencati:

·Attestazione presso la Stazione di Roma Termini di due treni di maggiore frequentazione in arrivo al mattino (attualmente il 7325 già arriva alla stazione Termini, occorre migliorarne l’orario di arrivo) e di due treni in partenza il pomeriggio (il R 23690 delle ore 16,30 e il R23694 delle ore 18,33);

·Regolamentazione delle precedenze agli incroci per i treni che al mattino confluiscono verso la Capitale e per i treni che al pomeriggio defluiscono da essa (specialmente per il R 23690 che patisce di default una sosta insensata a Tivoli di quasi 30 minuti).

·Migliore razionalizzazione degli incroci e delle coincidenze con diritto di precedenza per i treni abruzzesi rispetto a quelli metropolitani nella tratta Tivoli – Roma.

·Sostituzione del materiale vecchio o inadatto al percorso della linea Roma – Pescara (specialmente per le locomotive che non ce la fanno a trainare i vagoni nei tratti più accidentati e per il cosiddetto materiale “raso-terra” inadatto alla lunga percorrenza della nostra tratta Pescara-Roma).

·Per realizzare quanto prima possibili questi obiettivi minimi, è però necessario agire con sollecitudine, perché l’orario invernale è già in fase di elaborazione.

Per la  Federconsumatori Abruzzo

                  (Tino di Cicco)

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