Politica

Giustizia in movimento, la parola alla Chiavaroli e Legnini

Ieri, 8 luglio, si è svolto presso il Teatro dei Marsi il convegno “Giustizia in movimento. Le riforme civili e penali” organizzato dall’Ordine degli avvocati di Avezzano, in collaborazione con il comune. Durante il dibattito, oltre delle recenti e attuali riforme che connotano in questo momento storico il sistema giudiziario italiano, si è considerata, anche, la questione relativa alla riforma della geografia giudiziaria, che ha prorogato la soppressione dei 4 tribunali abruzzesi di Sulmona, Vasto, Lanciano ed Avezzano. Pungente ma riflessivo il saluto del presidente del tribunale di Avezzano, Forgillo, il quale ha tenuto a sottolineare che le riforme dovrebbero garantire un miglioramento all’assetto ‘giustizia’, piuttosto che sortire l’effetto contrario. “Le riforme non tengono conto che le strutture, ovvero i tribunali, non sono tarate bene, si vuole cambiare la macchina senza sapere cosa si pretende dalla stessa” – ha concluso. Dopo i ringraziamenti del presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Colucci, del sindaco Di Pangrazio, del senatore Piccone e del presidente del Consiglio regionale abruzzese, Giuseppe Di Pangrazio, il magistrato  Stefano Venturini, coordinatore degli interventi, ha ceduto la parola alla senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario al Ministero della Giustizia per un breve discorso, in quanto impegnata per una visita istituzionale alla casa circondariale della città. “Circa la soppressione dei 4 tribunali, parlamento e governo si sono già espressi, – ha affermato il sottosegretario -, il governo è pronto a rivedere le decisioni assunte, se c’è una proposta condivisa che viene dal territorio, perché se noi continuiamo ad assistere alla pressione di ogni singolo territorio che ad ogni provvedimento propone un emendamento per salvare se stesso, questo metterà il governo nella condizione di non fare nulla”.  “Io mi auguro, – ha concluso la Chiavaroli -, che la mia regione, perché l’Abruzzo è la mia regione, sia in grado di fare questo ragionamento maturo e di individuare una proposta condivisa dai territori e dalle comunità, su cui ci sarà senz’ altro l’attenzione del governo.” Diverse le considerazioni, invece, del vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, il quale ha sostenuto che vi è ancora tempo per raggiungere una soluzione definitiva, perchè “noto a tutti che il governo è intenzionato a chiedere al parlamento una nuova delega sulle riforme delle circoscrizioni”.

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